Monthly archive luglio 2012

Il Futuro nelle Scuole! Intanto Grazie

-Da ottobre ricominceremo ad andare nelle scuole.

Esce dopo l’estate il mio nuovo libro SENZA CHIEDERE IL PERMESSO dedicato e indirizzato ai ragazzi e alle ragazze. Un esortazione a prendere in mano le loro vite, non aspettando il nostro consenso e partendo da una lettura consapevole e autonoma dei media.

Andrò dove ci chiameranno. Nella prima parte degli incontri presenterò il progetto contenuto nel libro. Nella seconda parte chiederò alle ragazze e ai ragazzi presenti, di prepararsi a presentare, a raccontare a noi del pubblico i progetti, le idee, le ipotesi su cui stanno lavorando per migliorare la società. Sarà una grande occasione: un incontro intergenerazionale dove gli/le adulte ascolteranno i progetti dei ragazzi/e. Saremo in tour tutto l’anno. Chi fosse interessato può scrivere qui: senzachiedereilpermesso@gmail.com.

 

Aggiungo ora, 1 agosto h 23,30

 

Ci state scrivendo in tante/i per averci nelle vostre scuole da ottobre.

Come dice una canzone: la vita ti sorprende, ti illumina e poi ti sorprende…:-)

Non c’è modo di abbattersi con italiane e italiani come voi!

Dai che presto ci rivediamo! Solo un po’ di riposo per partire più scattanti

Scrivete , scrivete senzachiedereilpermesso@gmail.com

Vi abbraccio tutte e tutti

Grazie grazie e ancora grazie…

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Lettera da.. Parigi (6)

Lettera da.. Parigi (6)

Sono stati mesi impegnativi, impegno nel web, nella vita reale, manifestazioni, idee, progetti e tanto tanto tantissimo lavoro. Lavoro che ora pesa il doppio perché qui l’estate non é arrivata, anzi, si è persa per strada. L’anno scorso il 13 luglio eravamo tutti per strada  in sandali e maniche corte a godere di una delle feste tradizionali che accendono Parigi, il ballo dei pompieri che precede i festeggiamenti dell’anniversario della presa della Bastiglia.  Quest’anno continui, instancabili acquazzoni hanno trasformato luglio in ottobre. A completare il grigiore….leggo questo dato e l’umore mi si infila sotto le scarpe: 37% di disoccupazione giovanile.

Il 37% dei giovani in Italia non ha un lavoro. Il che significa che non ha soldi, non é autonomo, non ha gratificazione, non ha vacanze, soldi per andare al cinema, comprarsi dei libri, portare avanti un progetto, non ha la possibilità di realizzarsi, creare, produrre, dare una mano, decidere, sentirsi utile o stanco.

Mi sento privilegiata, ma con sofferenza.

Mi sento baciata dalla fortuna come se “il trovare lavoro” fosse un terno al lotto. Una pazzia ragionare cosi, dopo tanti anni di studi, ricerche, progetti, lavoro?

Queste vacanze, quelle che mi godrò fra qualche settimana, saranno diverse dalle altre.

A fine agosto saranno due gli anni di Francia che mi lascio alle spalle, quattro da quando me ne sono andata dall’Italia.

Tutto é cambiato, e mi sento più al sicuro;  stipendio, spese mediche coperte dalla mutuelle, un bonus al salario di giugno per augurarti buone vacanze, ma soprattutto …

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Lettera da.. Lisbona (5)

Lettera da.. Lisbona (5)

Be the change you want to see in the world.

M. Ghandi

Cara Nonnuccia,

ti scrivo da un ottavo piano e due finestrone luminose. Sbircio dall’alto lo stadio verde della squadra Sporting, l’insegna intermittente di un ristorante e la città in dormiveglia. Il vento sta urlando, stonato e minaccioso, da ormai diversi giorni.

Stasera compio una settimana nella nuova casa. È il quinto trasloco in 12 mesi. E come se non bastasse, nell’ultimo anno di vita ho cambiato pareti di tre Paesi diversi: a volte mi chiedo come faccio a non sentirmi spaesata quando apro gli occhi la mattina. Ho ancora le valigie chiuse e non so quando avrò la forza di disfarle.

Anche domani la sveglia sarà alle 6.

Alle 6h30 non sono mai sola a prendere la metro, nemmeno l’unica a stropicciare gli occhi in cerca di un posto vicino al finestrino per poter appoggiare la testa e svegliarmi con più calma. Se da una parte mi tranquillizzo perché noto che tante persone si alzano e vanno a lavorare (significa che hanno un lavoro?), dall’altra mi preoccupo. Sembra che ogni giorno che passa, la crisi aumenti: stiamo entrando sempre di più nel fango economico. Anche le mie scarpe ne sono ormai un po’ sporche.

Una delle mie più grandi paure è la cecità. Anche quella di non riuscire a vedere una luce alla fine della piaga che molti chiamano crisi economica.

Sono una funambola. In bilico da diversi anni, nonostante un buon curriculum.

Da piccola sognavo di …

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Lettera da.. Berlino (5)

Lettera da.. Berlino (5)

Quest´anno niente vacanze, amara verità: sfatato così il mito di chi, in Italia, crede che noi emigrate e emigrati siamo costantemente con la pancia all´aria a goderci la vita grazie alle generose sovvenzioni di mamma e papà. Quest´anno niente spiaggia, niente sole, niente mare, in compenso i bei 18 gradi berlinesi a temprare ossa e spirito. Lavorerò senza sosta fino a Natale, sperando di riguadagnarmi anche per il 2013 questo tanto sudato posto di lavoro.

Venerdì ero sola in ufficio, tutti a casa, tutti in ferie, tranne l´ultima ruota del carro- la sottoscritta- stoicamente incollata allo schermo del computer e al telefono, a compilare tabelle Excel  e rispondere a domande astruse sui diritti di distribuzione di qualche film del Nuovo Cinema Tedesco. Venerdì ho scoperto che la mia datrice guadagna sette volte il mio stipendio lordo. Niente male no?

Il posto in cui lavoro è molto accogliente, un piccolo ufficio situato nel sottotetto di un vecchio edificio di Berlino ovest. Sulla via che  porta alla fondazione alcuni sanpietrini sono stati sostituiti dalle cosiddette “Stolpersteine”, dei piccoli blocchi di metallo con incisi i nomi dei cittadini di origine ebrea espropriati delle loro abitazioni e deportati durante il secondo conflitto mondiale. Quando piove, le facce visibili di questi cubi di bronzo luccicano e sono più scivolse del normale. È un sentimento strano inciamparvici, estrarre poi le chiavi dallo zaino ed aprire la porta di questo palazzo di fine `800. La Germania è un Paese pieno di contraddizioni che mi affascinano e mi …

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Lettera da.. Sydney (7)

Lettera da.. Sydney (7)

Siamo già arrivati alla pausa estiva con questa colonna di “Lettere da,” estiva almeno nel vostro emisfero, perchè qui con il sole e 15 gradi siamo a pieno regime invernale.

Dico già perchè tra femminicidi negati, tentate riforme della 194 e un CDA Rai che, in pieno spirito rivoluzionario, ha abbracciato una lottizzazione d’avanguardia, non abbiamo avuto modo di annoiarci.

E i mesi volano, come le “Lettere da”.

Personalmente, questo spazio mi ha dato il grande privilegio di rimanere informata sulle questioni di genere del mio paese e di entrare in contatto con persone stimolanti, voi del blog, sempre pronte alla discussione intelligente.

Non sapete quanto mi manca la capacità di “scontro” italiana (o forse dovrei dire europea): la passione, la condivisione di idee e l’argomentazione convinta di una presa di posizione.

Qui, nel paese della cortesia, esprimere le proprie emozioni va fatto con parsimonia, ed anche baciarsi per strada non è cosa comune, come non lo è tenersi per mano con un’amica, tenerezza concessa alle sole lesbiche.

Ma è invece all’ordine del giorno, per fortuna, lasciarsi stupire dalla natura. E l’inverno, per me, diventa la stagione “promemoria” delle motivazioni che mi hanno fatto innamorare dell’Australia.

Per esempio, in questi giorni le balene sono solo a un centinaio di metri dalla costa, in viaggio verso nord, verso le acque calde dello stato del Queensland.

Le foche invece vengono volentieri a riposarsi sulle rocce, mentre i delfini rubano letteralmente le onde migliori ai surfisti.

Ci sono meno turisti e per noi …

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L’Estate delle Donne

 

Buone vacanze. Per chi le farà.

Buon Riposo, almeno quello, per chi invece dovrà restare a casa.

-In questo fine luglio mi sono presa del tempo per stare vicina a mio padre che è anziano e che necessita di attenzione continua che mia madre gli dedica pur non essendo lei pure, né giovane e né in salute. E così vivo da vicino una delle nostre tragedie che sono anche le nostre grandi vergogne: il welfare a prezzo della salute fisica e mentale delle donne. Lo dice bene anche Giuseppe De Rita nell’ultimo rapporto Censis: il burn out, che suona come “l’annientamento” delle donne che si sfiniscono nei lavori di cura. Provare per credere. Ci aiuta una  simpatica e organizzata donna dell’est,  quindi mi ritengo fortunata; ma  per chi non può permettersi  una badante, è un massacro. Significa tenere d’occhio 24 ore al giorno una persona che non sa più chi è, che cade se la lasci un attimo sola, che si mette in bocca di tutto come un bambino, che va accompagnato in bagno, pulito con tutto quello che comporta. Che di notte si sveglia e se si alza senza che qualcuno lo segua, può cadere e allora inizia un altro calvario. E quelle persone, che le donne italiane a milioni accudiscono, sono le stesse persone che erano una volta le loro madri, i loro padri, i loro mariti. Quello sguardo che ora le osserva, vuoto, quelle bocche non più in grado di pronunciare il loro nome, appartenevano …

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Lettera da.. Barcellona (7)

Lettera da.. Barcellona (7)

Ho provato subito un senso di sollievo e di gratitudine per Lorella Zanardo quando sono venuta a conoscenza del suo lavoro.

Vivere all’estero non è semplice: ci si scontra spesso e volentieri con i pregiudizi che il popolo che ti ospita ha sul tuo Paese di origine e potete facilmente immaginare come, per gli italiani e le italiane all’estero, gli ultimi anni del Governo Berlusconi non siano stati certo una passeggiata.

Ho sentito dunque autentica riconoscenza nel vedere il documentario “Il corpo delle donne”, perché mi sembrava che, finalmente, una voce di donna si levasse alta, forte e decisa, chiedendo conto del perché, nel nostro Paese, si assistesse in maniera costante ad una rappresentazione così svilente e soprattutto UNIVOCA del femminile nei media.

Questa voce rendeva implicitamente esplicito il concetto che, ovviamente, il femminile in Italia fosse anche altro (era ovvio che lo fosse, ma il silenzio o la “diffamazione” mediatica erano assordanti e non tenevano conto del lavoro incessante delle donne, del lavoro femminista che sempre è esistito e sempre esisterà. Niente. Tutto veniva ignorato e pertanto risultava annullato, inesistente per i più e, devo aggiungere mio malgrado, persino negato da tante altre donne – almeno questo è quanto io ho constatato qui in Catalogna – che invece avrebbero dovuto avere un briciolo di memoria storica, riaffermando con orgoglio il lavoro e la testimonianza del movimento delle donne italiane).

Inutile dire che per me è stato un piacere potere collaborare con il Blog perché, malgrado i tanti anni passati …

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