Vietato Invecchiare

Vietato Invecchiare

Grazie alla nostra corrispondente Chiara Baldin per scrivere di un tema che è urgente trattare:

È una vergogna: i vecchi in questa città vengono trattati come carta igienica. [...] C´è tanta indifferenza, a Milano, ed è il crimine più grosso. Si è tanto parlato della violenza del branco contro le ragazze, ed è certamente un fatto orribile ma c´è una violenza sotterranea che non è meno feroce. Una persona che muore da sola e nessuno se ne accorge è davvero il silenzio degli innocenti. Alda Merini

Qualche anno fa iniziavo il mio cammino di vita a Lisbona e proprio in quell’anno (2011) si erano contati quasi 3000 casi di anzian* trovat* senza vita in casa. Abbandonat*, mort* da giorni (e a volte da settimane o mesi), senza alcun famigliare che si fosse preoccupato della loro esistenza. Ricordo che nel 2012 in Portogallo avevano aperto un’inchiesta e parlato per molti mesi di questa emergenza. Nonostante gli organi di assistenza sociale efficienti ed esistenti nel Paese, molte famiglie continuavano a preferire il silenzio di un anziano nella sua casa, scartavano l’opzione delle case di cura od ospizi perché troppo costosi e con l’idea che chissàcomeliavrebberotrattati… E i famigliari continuavano a non avere tempo per i propri anziani, ad avere le proprie già difficili vite in crisi. Tanto da dimenticare per giorni, settimane o persino mesi, genitori, nonn*, zi*. Lasciati soli, abbandonati alla propria vecchiaia quotidiana, alla solitudine lacerante, alla malattia e alla frustrazione. Il 2012 era stato dunque annunciato come l’anno dell’Invecchiamento …

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L’ELIMINAZIONE delle MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

L’ELIMINAZIONE delle MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI(di Giulia Montanelli, corrispondente dall’Olanda) Il 6 febbraio è stata la giornata internazionale per la lotta alle mutilazioni genitali femminili. Secondo le Nazioni Unite sono tra i 100 e i 140 milioni le bambine e le donne nel mondo che hanno subito questa pratica e sono circa 3 milioni le bambine a rischio ogni anno. Sono maggiormente convolti alcuni paesi dell’Africa, dell’Asia e del Medio Oriente e secondo l’UNICEF circa un quinto di queste donne e bambine vive in Egitto. Ma in un mondo che mai come oggi ha visto flussi migratori così consistenti, gli spostamenti di fasce di popolazione rendono di fatto quella delle mutilazioni una questione transnazionale: sono coinvolti anche gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia e l’Europa e il Parlamento Europeo stima che sono circa 500 mila le donne e le bambine coinvolte dalle mutilazioni genitali femminili che vivono sul territorio europeo, altre 180 mila sono a rischio ogni anno. Le mutilazioni genitali femminili hanno gravissime conseguenze sul piano fisico sia immediate (con il rischio di emorragie, infezioni, shock) sia a lungo termine (dolore cronico, parti ad alto rischio di complicazioni, inibizione del piacere sessuale, ristagno del sangue mestruale, fistole, calcoli, incontinenza) e sul piano psicologico. La convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC) riconosce ad ogni bambino e adolescente il diritto alla protezione da ogni tipo di abuso sfruttamento e violenza; stabilisce che ogni essere umano avente un’età inferiore a 18 anni deve essere tutelato contro ogni forma di violenza, perpetrata nei suoi

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L'Amore

L’Amore

Annni fa organizzai un corso a cui invitammo Sygmund Baumann a Milano. Arrivò preoccupato, gli avevano perso i bagagli e gli assicurai che glieli avrei ritrovati a tutti i costi e infatti fu così. Conservo ancora la sua delicata dedica di ringraziamento sul libro che mi donò. Fu con noi un paio di giorni e sempre veniva accompagnato dall’ amatissima moglie, una signora timida, anziana di apparenza mite che il grande filosofo teneva per mano con un atteggiamento di amore e pretezione che mi tenne commossa per tutto il tempo trascorso insieme. Ritrovai quel sentimento nel suo libro sull’amore liquido. Ieri sul New York Times c’era una foto della grande scrittrice Iris Murdoch e di suo marito, morto recentemente, John Bailey, anch’egli letterato e docente a Oxford. I visi e i corpi dei vecchi non compaiono mai nei media, in particolare italiani. Pare che i corpi se non sono lucidi, compatti, muscolosi, vibranti, non abbiano dignità di rappresentazione. Lo sguardo con cui il vecchio Baumann guardava la sua compagna era quanto di più invidiabile, grande, attraente, sensuale che una donna possa desiderare. Lo avrei voluto su di me, in futuro, quello sguardo. Pensai che mi sarebbe tanto piaciuto che un uomo, una volta vecchia, avesse potuto guardarmi così. Bailey, qualche tempo prima che l’alzheimer gli rapisse Iris, che lui curò fino alla fine con dedizione, scrisse “Elegy for Iris”. Non so se sia tradotto, correte a leggerlo. E preparatevi ad una commozione e a uno stupore senza fine. E mi …

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LETTERA da PARIGI (ops..no! da Padova!)

LETTERA da PARIGI (ops..no! da Padova!)

di Giulia Camin

Oggi voglio capovolgere la tradizione delle lettere dall’estero, e pur trovandomi sempre in Francia, voglio apertamente e manifestatamente fare pubblicità a un’iniziativa che vede protagonista la mia città Natale : Padova. Manifesto nei confronti di questa notizia un trasporto emotivo senza eguali, perdonatemi quindi se potrò sembrarvi patetica o semplicemente esaltata! Veniamo al dunque: tre giovani italiane, Laura Capuzzo, Ilaria Durigon e Chiara Melloni, hanno deciso di aprire una Libreria delle Donne proprio a Padova. Spesso il disincanto e la disillusione che la crisi e la crescente disoccupazione hanno portato nelle giovani generazioni hanno provocato una dolorosa moria di sogni, spesso la stampa si é permessa di etichettare coloro che restano in patria come giovani che non sono più in grado di guardare al futuro con intraprendenza. Per questo sono felice di parlare di questa iniziativa, e per questo mi preme molto sottolineare quanto questa della futura Libreria delle Donne di Padova sia un’opportunità importante che merita tutta la vostra attenzione e il vostro/nostro sostegno. Laura, Ilaria e Chiara sono poco più che trentenni. A legarle, oltre all’amicizia, c’é un percorso di studi in comune, (laurea e dottorato in filosofia conseguite all’Università di Padova), e molteplici esperienze politiche femministe, fra cui la gestione del prezioso blog Femminile Plurale https://femminileplurale.wordpress.com/ ( qui il link della pagina facebook https://www.facebook.com/pages/Femminile-Plurale/113213118080?fref=ts ). Loro hanno fatto una scelta diversa dalla mia e vogliono restare in Italia, rimboccarsi le maniche, unire le loro forze e dare vita a qualcosa di prezioso e concreto. …

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Nominare il Mondo al Femminile (anche attraverso il Cognome)

Nominare il Mondo al Femminile (anche attraverso il Cognome)

Ecco cosa ci scrive CHIARA BALDIN Un anno fa, precisamente a gennaio, riportavo su Il Corpo delle Donne la realtà dei cognomi in Italia. Un anno fa la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo condannava l’Italia perché non permetteva di registrare i figli all’anagrafe con il solo cognome della madre. Nella sentenza, definitiva dopo tre mesi, i giudici affermavano che l’Italia doveva adottare riforme legislative, o di altra natura, per rimediare alla violazione. La sentenza della corte rispondeva a un ricorso fatto da una coppia di Milano. (leggi http://www.ilcorpodelledonne.net/2014/01/e-il-cognome-di-tua-madre-che-fine-ha-fatto/ A settembre 2014 è stata finalmente approvata alla Camera la libertà di scelta. I genitori coniugati, all’atto della dichiarazione di nascita del figlio, potranno attribuire, secondo la loro volontà, il cognome del padre o quello della madre ovvero quelli di entrambi nell’ordine concordato. In caso di mancato accordo tra i genitori, al figlio sono attribuiti i cognomi di entrambi i genitori in ordine alfabetico. I figli degli stessi genitori coniugati, nati successivamente, portano lo stesso cognome del primo figlio. Il figlio al quale è stato attribuito il cognome di entrambi i genitori può trasmetterne al proprio figlio soltanto uno, a sua scelta, quindi   un genitore con un doppio cognome dovrà decidere quale dei due trasmettere ai figli. In caso di riconoscimento tardivo da parte di un genitore, il cognome si aggiunge solo se vi è il consenso dell’altro genitore e dello stesso minore se quattordicenne.

Il maggiorenne che ha il solo cognome paterno o materno, con una semplice dichiarazione all’ufficiale …

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QUANDO il NUMERO di DONNE con  DOTTORATO CRESCE

QUANDO il NUMERO di DONNE con DOTTORATO CRESCE

Con piacere pubblichiamo questa lettera dall’Olanda di GIULIA MONTANELLI. Interessante per tutte/i perchè può ispirare camabiamenti positivi nelle nostre vite A fine anno è arrivata sui giornali olandesi questa notizia: per la prima volta in Olanda, il numero di donne che ha un dottorato di ricerca supera quello degli uomini. Secondo il CBS, l’istituto di statistica olandese, il 58% dei dottorandi di età compresa tra i 25 e i 30 anni sono donne, a conferma di una tendenza che vede le donne sempre più convolte nello studio ad alti livelli e nella ricerca.

È il risultato di un lungo percorso che ha visto le donne raggiungere risultati scolastici sempre più alti: fino agli anni ’70 le donne che accedevano all’università e in seguito al dottorato erano meno della metà dei coetanei maschi, oggi la situazione si ribalta: la popolazione universitaria è prevalentemente femminile già oggi e le scuole superiori che preludono l’università sono prevalentemente frequentate da ragazze (55%). Insomma, il futuro olandese vede una popolazione femminile sempre più istruita e tendenzialmente più istruita di quella maschile che tende invece a percorsi di studio professionali.

Resta una differenza da colmare che riguarda le materie scelte dalle donne e dagli uomini: le donne tendono a specializzarsi nel campo della salute e delle scienze sociali, mentre gli uomini in campo scientifico. Tuttavia, il 20% delle donne con un PhD ha un PhD in matematica o in scienza pura, e il loro numero è in aumento.

A PhD ottenuto, la maggior parte degli …

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NOMINARE il MONDO al FEMMINILE ( se anche la Crusca è con noi)

NOMINARE il MONDO al FEMMINILE (anche la CRUSCA è con noi) Nominare il mondo al femminile è giusto. Una volta esisteva solo la parola MAESTRO poi con il numero crescente di donne che sceglievano questa professione, si coniò la parola MAESTRA. E se dunque vostro figlio tornasse a casa raccontandovi del suo maestro e voi scopriste che invece il bimbo ha una maestra, vi preoccupereste della sua incapacità a distinguere il maschile dal femminile. La lingua è viva e muta con i cambiamenti sociali. Le resistenze ai cambiamenti linguistici hanno origini psicologiche profonde: e posso comprendere che alcuni uomini, fortunatamente la minoranza, abbiano problemi ad accettare che si dica “Avvocat (A) “non tanto per problemi linguistici ma perchè quel titolo declinato al femminile sta ad indicare un cambiamento profondo e cioè la fine di una sottomissione millenaria e l’avvento dell’autodeterminazione femminile, che la desinenza sta a significare. Ma è pur vero che anche molte donne sono restie a nominarsi al femminile. Comprendo ma non posso condividere. Comprendo che se si è giornalista e si sono impiegati 30 anni ad assumere la responsabilità direttiva del giornale, il titolo DIRETTORE riempirà di orgoglio; cosicchè se si è l’unica “ingegnerA”in un’azienda multnazionale e si riesce ad assumerne la direzione. l’appellativo IGEGNERE riempirà di autostima. Ma questo sentimento è da considerarsi solo temporaneo, cioè durerà finchè il “maschile”sarà portatore di autrevoelzza e il “femminile” di disagio e problematicità. Siamo oggi di fornte ad un enorme comabiento e abbiamo in tante, almeno 3 generazioni di …

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