RENZI i FEMMINICIDI e DONNE che ODIANO le DONNE

Avete letto del femminicidio di Albenga immagino. Lui che la molestava, il giudice che aveva revocato il divieto di avvicinarsi alla donna. Lui che tenta di violentarla davanti alla bambina di lei. Poi la massacra e la ammazza. Un altro femminicidio che POTEVA ESSERE EVITATO. ORA prendete COSCIENZA di un orrore PEGGIORE. Giorni fa ho scritto che c’è bisogno di una Ministra Pari Opportunità brava e competente. E’ così evidente che è quasi una banalità dirlo. La pensano come me migliaia di altre donne che si occupano di donne. Se andate a rileggere il post, vi accorgerete che diverse donne, alcune attive in politica, si sono scagliate contro questa, secondo loro, idiozia. “Non c’è bisogno di una ministra PO” ha tuonato una. “Ci sono gia tante ministre donne” Non commento, l’idiozia detta è spaventosa e mi chiedo come si fa a tenere queste donne in politica. Buttatele fuori. Sarebbe come dire che domani io scrivo a Pinotti ministra della Difesa e le chiedo di occuparsi del delitto di Albenga.

Donne che sentono come onta la critica, da me non fatta, al Premier.Non disturbate il conduttore. Anche se lui non l’ha ordinato loro precedono i suoi desideri E sapete cosa penso? Che se una di loro spiegasse a Renzi perchè ci vuole una ministra Pari Opportunità, bene io credo, posso sbagliarmi ma lo credo, che forse lui accetterebbe. Ma il problema l’ho gia raccontato nel libro “Il Corpo delle Donne. Queste donne così insicure. Insicure e al contempo assetate di potere

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Perché Non Ho Denunciato

Perché Non Ho Denunciato

Oggi è il Denim Day, la giornata istituita 15 anni fa dall’associazione Peace Over Violence in risposta alla sentenza della Cassazione che in Italia assolse un uomo dallo stupro di una ragazza perché indossava un paio di jeans. E in questa giornata lanciamo la sfida di pubblicare articoli con lo stesso titolo: Perché non ho denunciato. E cominciamo anche noi. Perché non ho denunciato la violenza che mi coinvolgeva  ? Perché volevo dimenticare? Perché avevo paura? Perché non volevo che diventasse cosa pubblica? Perché mi vergognavo, non volevo lo sapessero i miei, i figli/e, i parenti, le amiche? Perché in fondo una sberla cosa vuoi che sia, un pugno..gli è sfuggito, un calcio…non lo farà più? Capita a moltissime. E’ capitato anche a me. Avete voglia di raccontare? Anche in anonimato. Serve a creare coscienza e consapevolezza. Serve alle ragazzine a pensare “Non è normale” Serve. L’iniziativa è promossa da un gruppo di blogger e giornaliste che invitano tutte le altre, giornaliste e blogger, a fare proprio il titolo e l’immagine di Anarkikka. E invita tutte le altre donne a raccontarsi rispondendo a: “Perché non ho denunciato?”

Loredana Lipperini Lipperatura

Nadia Somma su Il Fatto 

Laura Betti su  Il Manifesto

La 27 ora http://vitadastreghe.blogspot.it

/2015/05/perchenonhodenunciato.html

 

Hanno già aderito  Rita Bencivenga, Anarkikka

 

Se volete seguirci su Twitter: #PerchéNonHoDenunciato #DenimDay

 

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Quello che le Donne non Dicono

Vado al Teatro Strehler di Milano, c’è Iaia Forte che mi piace assai. Ci porto figlio e figlia. Entro e mi imbatto in una signora che cura WE WOMEN for EXPO. Ci siamo conosciute un anno fa, mi voleva conoscere per capire come collaborare. Le dissi che volentieri avrei dato una mano, ma non full time perchè facevo già molto nelle scuole. Da quel giorno non ci siamo piu viste. La signora vistosamente evita di incontrare il mio sguardo. Resto perplessa. Mi avvicino e la saluto. Si finge sorpresa mentre è evidentemente imbarazzata. Le chiedo come va, le domanda della Conferenza che stanno preparando per il 9 luglio a cui nn sono stata invitata ma di cui molte mi chiedono. Glissa, fa la vaga. Ci salutiamo, resto stupita. Ieri prendo il treno per Roma. Incrocio una consigliera del PD che vedo poco ma con cui ho sempre avuto pochi ma cordiali rapporti. FInge di non vedermi, la saluto. Mi dice “vengo poi a salutarti” e non lo fa. Resto stupita. Scrivo alla Deputata facente funzione del Ministro PAri Opportunita le chiedo di incontrarla. Quando venne eletta Josefa Idem, 2 settimane dopo convocò associazioni e figure di riferimento del mondo delle donne: è il mestiere di una buona Ministra. Invece la facente funzione non risponde e, dietro mia sollecitazione, mi fa rispondere da una portavoce in modo svogliato. Perchè vi racconto tutto questo? Crescendo si impara che non si può piacere a tutte e tutti. Se ottengo il rispetto dell’eurodeputata svedese …

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Italia Rinasce per Merito delle Giovani Donne?

Italia Rinasce per Merito delle Giovani Donne?

Grazie Giulia Montanelli x qs fantastica testimonianza. “Per ragioni di lavoro, ogni anno a fine marzo mi trovo un paio di giorni a Parma, in occasione del MECSPE, la fiera della meccanica specializzata. Seguo il MECSPE da almeno 4 anni e ho visto il polo fieristico di Parma crescere velocemente e raccogliere sempre più visitatori; la fiera della meccanica in particolare acquista ogni anno più importanza ed è un punto di incontro interessante per chi lavora nel settore manifatturiero. Quest’anno in particolare ho avuto modo di visitare i diversi saloni di cui si compone in modo più approfondito e ne sono uscita con una serie di impressioni molto positive. Anticipo che parlerò di impressioni e non di dati: i dati credo (spero) che mostreranno le sensazioni che ho avuto in un prossimo futuro; o magari no, se le potenzialità che ho intravisto imploderanno, come è possibile che sia; o magari no, perché i dati non saranno raccolti per guardare a quello che ha attirato la mia attenzione ma saranno rivolti ad altro. Sia chiaro insomma, che quello che racconterò di questa fiera è un filone di sensazioni che mi sono rimaste che non hanno la pretesa di uno studio sulle tendenze attuali.

I motivi che mi hanno subito colpito sono stati due:

il primo è stato quasi una reazione allergica: mi sono venute in mente tutte le voci di sventura che dicono che il lavoro, e in particolar modo l’industria, nel nostro paese sono morti. NO. Mi è proprio salito …

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Vitasnella, Me Stessa al Meglio e i Corpi delle Donne

Vitasnella, Me Stessa al Meglio e i Corpi delle Donne

L’attivismo funziona. Lo racconto da 5 anni nelle scuole.Essere attiviste  oggi significa informare attraverso la rete e incontrare le persone sul territorio per provocare i cambiamenti. Abbiamo inziato questa pratica con il doc “Il Corpo delle Donne” e l’abbiamo proseguita con gli incontri di Educazione ai Media sul terrritorio, attraverso i quali abbiamo contribuito ad innalzare il livello di consapevolezza sugli stereotipi sesssiti che danneggiano profondamente  la nostra autostima e la nostra realizzazione. A migliaia abbiamo protestato educatamente ma fermamente contro la cartellonistica che ci umilia: molte  volte abbiamo avuto ascolto. I cambiamenti possono partire solo dal basso: in seguito arriveranno  le leggi a renderli duraturi ma se non dcomunichiamo  il nostro parere e il nostro scontento, non attendiamoci che i cambiamenti avvengano. Giorni fa sono stata invitata al lancio di una nuova campagna pubblicitiaria per l‘acqua Vitasnella, mi è stato chiesto di intervenire al dibattito. La campagna è qui, guardiamola e analizziamola.

- buona notizia: c’è da essere contente/i del nostro lavoro, intendo di noi tutte/i: protestare come dicevamo serve. Saatchi and Saatchi, l’agenzia di pubblicità,  ha evidentemente ascoltato le giovani donne sul web anche  probabilmente attraverso ricerche ad hoc: la ragazza selezionata per il video è certamente carina ma  non rispecchia i terrificanti canoni imposti dai media negli ultimi anni: ha un fisico di struttura nella norma, non è eccessivamente magra né con seni finti enormi. E’ un cambiamento importante: viene proposto un corpo di giovane donna a figura intera, sapendo che verrà …

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Il Matrimonio che Vorrei

Il Matrimonio che Vorrei

di Chiara Baldin “L’egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi.
”Oscar Wilde Nella mia parentesi australiana ho conosciuto tante persone e tante vite. Soprattutto ho vissuto diverse storie di donne. Posso anche dire: sulla mia pelle.

A Sydney, grande culla che raccoglie in sé le più svariate culture del mondo, si vive come mai ho vissuto. La multiculturalità, i colori dei quartieri, le lingue sparpagliate per strada danno la sensazione che il mondo sia veramente piccolo e tutto lì, compresso in poche centinaia di chilometri. Nelle strade si vive abbastanza liberi da preconcetti. La gente non ti fissa attonita se sei a manina con una persona dello stesso sesso, né se baci sulla bocca una persona che ha la pelle di una tonalità diversa dalla tua. Si gira scalzi o trasvestiti da super eroi a qualunque ora del giorno. Si sorride e si saluta chi s’incontra per strada. Per le vie di Sydney tutto sembra molto rilassato e in pace con l’universo. Tuttavia anche qui le disparità e le ingiustizie esistono.

Non conosco a fondo la situazione femminile nella realtà sociale, lavorativa ed economica australiana. Non ho avuto occasione di approfondirne il tema perché il mio soggiorno qui è limitato. Tuttavia ne ho parlato spesso con l* mi* collegh* riscontrando opinioni molto contrastanti. Dalla mia minuta e superficiale esperienza, posso dire che ho percepito qualche ingiustizia e subdola discriminazione nei sei mesi vissuti in una scuola privata di lingua inglese. …

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La Percezione della Vecchiaia

La Percezione della Vecchiaia

Quando mi sono trasferita in Olanda, sette anni fa, mio nonno aveva 83 anni e faceva molta fatica a camminare già da un paio d’anni. L’uomo di forte tempra che era stato tutta la vita aveva lasciato il posto a un uomo anziano e in difficoltà. Ricordo come fosse ieri la sua riluttanza all’utilizzo del deambulatore (il carrellino, quello con le rotelle a cui ci si appoggia per aiutarsi nel camminare distribuendo meglio il peso su un appoggio). La riluttanza era dovuta in piccola parte alle difficoltà logistiche del caso: anche con il deambulatore non sarebbe andato lontano, tra marciapiedi impraticabili, automobili parcheggiate sulle strisce pedonali e mancanza di rampe; in buona parte era dovuta alla vergogna legata alla sua condizione di uomo anziano, cui le gambe non obbedivano più, bisognoso di un carrellino per muoversi. Perché racconto questo? Un po’ perché mi ha scosso l’articolo “Vietato Invecchiare” di Chiara Baldin di due settimane fa. Ho ancora una nonna e alcune prozie molto in là con gli anni e in grandi difficoltà tra la precarietà della loro salute e la difficoltà ad avere assistenza, purtroppo estremamente costosa e comunque insufficiente e – ohimè – inefficiente. Un po’ perché mi è capitato un fatto che mi ha disgustato e che dà la misura di quanto degradata sia la situazione del nostro paese nella sua stessa umanità, misurata in questo caso dalla considerazione per la vecchiaia.

Frequento da diversi anni un gruppo di mamme in rete. Con alcune mi frequento anche nella …

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