Dove va questo Blog?

Grazie a chi segue queste pagine  da anni. Su questo blog abbiamo versato  in tante e anche tanti, fiumi di inchiostro e passione. Per chi farà le tesi, consultare questo blog sarà molto utile, c’è tanto materiale. Abbiamo iniziato dopo l’uscita del documentario e del libro “Il Corpo delle Donne” e su queste pagine ci siamo confrontate e ci siamo reciprocamente arricchite.

Poi col tempo è diventato necessario  trattare anche temi di altra natura, non sempre inerenti al tema del Corpo delle Donne.

E dunque abbiamo pensato di dare avvio ad un sito che potesse comprendere tutto ciò di cui trattiamo, dalle donne, all’educazione dei ragazzi e ragazze, alla politica.

E’ nato allora http://www.lorellazanardo.it/blog/

 

Vi aspetto nelle nostre nuove pagine, con la passione di sempre.

 

Questo blog non scompare, resterà a disposizione per consultazioni e per ricerche.

 

Grazie per questi anni, ci attende ora un nuovo cammino.

 

 

 

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NONUNADIMENO: Il RIFIUTO dell’INCLUSIONE che DISTRUGGE il FEMMINISMO

ATTENZIONE: QUESTA PAGINA E’ UN’ILLUSIONE OTTICA, NON ESISTE. (NONUNADIMENO: La RIMOZIONE del lavoro delle ALTRE DONNE come PRATICA FEMMINISTA)

Avete in mente quei folli che negano i campi di concentramento? O le e foibe? Quelli che dicono che gli ebrei non sono stati uccisi e i forni non ci sono stati, nonostante le testimonianze e le foto e i video? Ecco, le organizzatrici, almeno alcune, della manifestazione NONUNADIMENO applicano la stessa tecnica, negano l’evidenza per far combaciare ciò che loro ritengono femminismo con ciò che loro vogliono sia la reltà del femminismo in Italia. Non mi piace.

Due post qui sotto, così potete voi stesse farvi un’idea, il report del tavolo di Lavoro sul”la narrazione della violenza nei media”, che si ė tenuto dopo la manifestazione NONUNADIMENO. Il report- anonimo perchè così si vuole, i pensieri devono nascere da una collettività in questo modo a mio avviso ci si deresponsabilizza e non si sa con chi ci si deve relazionare -fa il punto su ciò che è stato detto durante l’incontro il giorno dopo la manifestazione contro la violenza alle donne e suggerisce siti e pagine utili ad approfondire il tema della rappresentazione di genere e sue connessioni con la violenza. Con vostro stupore, mi avete scritto in tante io il report non l’avevo visto, non viene citato il lavoro de Il Corpo delle Donne cioè quel lavoro, piaccia o no è così, da cui la decodifica della rappresentazione della donna nei media parte in massa e raggiunge la gente.

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Noi che Amiamo la Germania

NOI che AMIAMO la GERMANIA.

Noi che ci siamo laureate/i in Letteratura Tedesca, che abbiamo letto “Der Mann ohne Eigenschaften” di Musil mentre il tempo scorreva lento, che abbiamo amato i Buddenbrook e appena Ryanair lo ha permesso, siamo corse a Travemunde per vedere dove Thomas andava al mare. Noi che abbiamo pianto vedendo La Morte a Venezia, perchè il libro lo avevamo amato tantissimo e a 15 anni ci eravamo innamorate di Tazio. Noi che siamo state in pellegrinaggio alla Montagna Incantata, a Davos, sperando fosse rimasto come nei nostri ricordi di adolescente. Noi a cui Brecht ha insegnato la cittadinanza attiva, noi che siamo state a Berlino prima della caduta del Muro e siamo corse a Unter den Linden perchè la nostra vecchissima professoressa di tedesco aveva studiato lì prima della guerra e ancora piangeva raccontandone la bellezza. Noi che abbiamo tenuto tra le mani il Reise nach Italien di Goethe e lo abbiamo usato come guida per i nostri viaggi. Noi che siamo andate felici a Trieste per visitare il castello di DUINO e rileggere lì Rilke. Noi che studiavamo alla Ludwig Maxiliam Universitaet e mangiavamo in mensa, e non era buono, ma tanto ci piaceva vivere in Germania, che ce lo facevamo piacere. Noi che in quegli anni a Monaco c’era un caffè che si chiamava Extrablatt e non era lontano da Turkenstrasse dove stavo in pensionato, e ogni tanto lì si sedeva Fassbinder e io mi emozionavo nell’ascoltarlo. Noi che a 16 anni abbiamo passato l’estate …

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RENZI i FEMMINICIDI e DONNE che ODIANO le DONNE

Avete letto del femminicidio di Albenga immagino. Lui che la molestava, il giudice che aveva revocato il divieto di avvicinarsi alla donna. Lui che tenta di violentarla davanti alla bambina di lei. Poi la massacra e la ammazza. Un altro femminicidio che POTEVA ESSERE EVITATO. ORA prendete COSCIENZA di un orrore PEGGIORE. Giorni fa ho scritto che c’è bisogno di una Ministra Pari Opportunità brava e competente. E’ così evidente che è quasi una banalità dirlo. La pensano come me migliaia di altre donne che si occupano di donne. Se andate a rileggere il post, vi accorgerete che diverse donne, alcune attive in politica, si sono scagliate contro questa, secondo loro, idiozia. “Non c’è bisogno di una ministra PO” ha tuonato una. “Ci sono gia tante ministre donne” Non commento, l’idiozia detta è spaventosa e mi chiedo come si fa a tenere queste donne in politica. Buttatele fuori. Sarebbe come dire che domani io scrivo a Pinotti ministra della Difesa e le chiedo di occuparsi del delitto di Albenga.

Donne che sentono come onta la critica, da me non fatta, al Premier.Non disturbate il conduttore. Anche se lui non l’ha ordinato loro precedono i suoi desideri E sapete cosa penso? Che se una di loro spiegasse a Renzi perchè ci vuole una ministra Pari Opportunità, bene io credo, posso sbagliarmi ma lo credo, che forse lui accetterebbe. Ma il problema l’ho gia raccontato nel libro “Il Corpo delle Donne. Queste donne così insicure. Insicure e al contempo assetate di potere

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Perché Non Ho Denunciato

Perché Non Ho Denunciato

Oggi è il Denim Day, la giornata istituita 15 anni fa dall’associazione Peace Over Violence in risposta alla sentenza della Cassazione che in Italia assolse un uomo dallo stupro di una ragazza perché indossava un paio di jeans. E in questa giornata lanciamo la sfida di pubblicare articoli con lo stesso titolo: Perché non ho denunciato. E cominciamo anche noi. Perché non ho denunciato la violenza che mi coinvolgeva  ? Perché volevo dimenticare? Perché avevo paura? Perché non volevo che diventasse cosa pubblica? Perché mi vergognavo, non volevo lo sapessero i miei, i figli/e, i parenti, le amiche? Perché in fondo una sberla cosa vuoi che sia, un pugno..gli è sfuggito, un calcio…non lo farà più? Capita a moltissime. E’ capitato anche a me. Avete voglia di raccontare? Anche in anonimato. Serve a creare coscienza e consapevolezza. Serve alle ragazzine a pensare “Non è normale” Serve. L’iniziativa è promossa da un gruppo di blogger e giornaliste che invitano tutte le altre, giornaliste e blogger, a fare proprio il titolo e l’immagine di Anarkikka. E invita tutte le altre donne a raccontarsi rispondendo a: “Perché non ho denunciato?”

Loredana Lipperini Lipperatura

Nadia Somma su Il Fatto 

Laura Betti su  Il Manifesto

La 27 ora http://vitadastreghe.blogspot.it

/2015/05/perchenonhodenunciato.html

 

Hanno già aderito  Rita Bencivenga, Anarkikka

 

Se volete seguirci su Twitter: #PerchéNonHoDenunciato #DenimDay

 

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Quello che le Donne non Dicono

Vado al Teatro Strehler di Milano, c’è Iaia Forte che mi piace assai. Ci porto figlio e figlia. Entro e mi imbatto in una signora che cura WE WOMEN for EXPO. Ci siamo conosciute un anno fa, mi voleva conoscere per capire come collaborare. Le dissi che volentieri avrei dato una mano, ma non full time perchè facevo già molto nelle scuole. Da quel giorno non ci siamo piu viste. La signora vistosamente evita di incontrare il mio sguardo. Resto perplessa. Mi avvicino e la saluto. Si finge sorpresa mentre è evidentemente imbarazzata. Le chiedo come va, le domanda della Conferenza che stanno preparando per il 9 luglio a cui nn sono stata invitata ma di cui molte mi chiedono. Glissa, fa la vaga. Ci salutiamo, resto stupita. Ieri prendo il treno per Roma. Incrocio una consigliera del PD che vedo poco ma con cui ho sempre avuto pochi ma cordiali rapporti. FInge di non vedermi, la saluto. Mi dice “vengo poi a salutarti” e non lo fa. Resto stupita. Scrivo alla Deputata facente funzione del Ministro PAri Opportunita le chiedo di incontrarla. Quando venne eletta Josefa Idem, 2 settimane dopo convocò associazioni e figure di riferimento del mondo delle donne: è il mestiere di una buona Ministra. Invece la facente funzione non risponde e, dietro mia sollecitazione, mi fa rispondere da una portavoce in modo svogliato. Perchè vi racconto tutto questo? Crescendo si impara che non si può piacere a tutte e tutti. Se ottengo il rispetto dell’eurodeputata svedese …

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Italia Rinasce per Merito delle Giovani Donne?

Italia Rinasce per Merito delle Giovani Donne?

Grazie Giulia Montanelli x qs fantastica testimonianza. “Per ragioni di lavoro, ogni anno a fine marzo mi trovo un paio di giorni a Parma, in occasione del MECSPE, la fiera della meccanica specializzata. Seguo il MECSPE da almeno 4 anni e ho visto il polo fieristico di Parma crescere velocemente e raccogliere sempre più visitatori; la fiera della meccanica in particolare acquista ogni anno più importanza ed è un punto di incontro interessante per chi lavora nel settore manifatturiero. Quest’anno in particolare ho avuto modo di visitare i diversi saloni di cui si compone in modo più approfondito e ne sono uscita con una serie di impressioni molto positive. Anticipo che parlerò di impressioni e non di dati: i dati credo (spero) che mostreranno le sensazioni che ho avuto in un prossimo futuro; o magari no, se le potenzialità che ho intravisto imploderanno, come è possibile che sia; o magari no, perché i dati non saranno raccolti per guardare a quello che ha attirato la mia attenzione ma saranno rivolti ad altro. Sia chiaro insomma, che quello che racconterò di questa fiera è un filone di sensazioni che mi sono rimaste che non hanno la pretesa di uno studio sulle tendenze attuali.

I motivi che mi hanno subito colpito sono stati due:

il primo è stato quasi una reazione allergica: mi sono venute in mente tutte le voci di sventura che dicono che il lavoro, e in particolar modo l’industria, nel nostro paese sono morti. NO. Mi è proprio salito …

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