Monthly archive luglio 2013
13 agosto, Melbourne (Australia), Italian Cultural Institute

13 agosto, Melbourne (Australia), Italian Cultural Institute

Incontro pubblico in lingua italiana.…

Continua a leggere...
12 agosto, Melbourne (Australia), Conferenza stampa

12 agosto, Melbourne (Australia), Conferenza stampa

Conferenza stampa all’Italian Cultural Institute, in lingua inglese, ore 10.…

Continua a leggere...
Pubblicità gratis a Yamamay

Pubblicità gratis a Yamamay

YAMAMAY, la nota azienda di lingerie, esce con una campagna pubblicitaria contro il FEMMINCIDIO “Ferma il Bastardo”.

Il nostro lavoro serve. Il vostro impegno è utile. Avere protestato, diffuso, reclamato produce effetti dirompenti.  è servito, Avere inoltrato proteste allo IAP è servito, molte volte ci hanno ascoltato e hanno proceduto. Leggo in giro persone che si chiedono se questa di Yamamay è una furbata di marketing o se ” ci credono veramente”. Che importa?

Avendo lavorato anni in azienda garantisco che le ricerche di mercato avranno suggerito a Yamamay che il pubblico femminile sta cambiando, è più consapevole,  e che è dunque vantaggioso trattare il tema della violenza. Questo non impedisce che il management Yamamay  creda, anche da un punto di vista umano e personale, a questa battaglia etica.

Ciò che conta è che la loro campagna arriva anche dove noi non sempre arriviamo. Dalle ragazzine disimpegnate, che non leggono  i blog come i nostri, ma che comperano lingerie. Quindi, grazie Yamamay, vi facciamo volentieri pubblicità gratis

Se la pubblicità diventa strumento di educazione e innalzamento del livello di consapevolezza, ben venga.

Vi linko un interessante intervento sul tema   di Massimo Guastini, Presidente Art Directors Club, e un altro di Annamaria Testa. Il cambiamento è già  in corso, come già abbiamo più volte sostenuto.

E se  il mondo della pubblicità sta cambiando, siamo certe che anche la RAI, servizio pubblico, prenderà presto coscienza delle nuove esigenze delle donne italiane.

p.s. in futuro lavoreremo sulla …

Continua a leggere...
Cosa conosco del maschilismo

Cosa conosco del maschilismo

La prima e più evidente qualità del nuovo libro di Chiara Volpato, Psicosociologia del maschilismo, è l’utilità. Non solo per l’argomento che affronta, il maschilismo nella sua genesi nelle sue forme e nei danni che provoca, ma anche per il modo in cui lo fa. Non è facile trovare saggi scritti da docenti universitarie che siano così volutamente accessibili alla maggior parte del pubblico, senza perdere in alcun modo il valore scientifico e i dati della disciplina in cui si inseriscono. Quella di Chiara Volpato è la psicologia sociale, utile preziosa quando impiegato come lei fa, per spiegare i processi in cui siamo tutti immersi quotidianamente e per contribuire, attraverso la scelta dei temi e del linguaggio, al cambiamento e al miglioramento delle relazioni tra persone. Queste qualità erano già presenti nel lavoro precedente della docente all’Università di Milano Bicocca Deumanizzazione – Come si legittima la violenza, sull’oggettivazione dei corpi e la sua devastante conseguenza per il benessere degli individui: libro preziosissimo per tutti e che noi abbiamo adottato e ampiamente utilizzato all’interno dei corsi e della formazione dei formatori per il progetto Nuovi Occhi per i Media. Psicosociologia del maschilismo è altrettanto prezioso, indagando e rendendo chiaro a chiunque lo legga le costruzioni culturali e sociali che stanno alla base della più infida e diffusa forma di discriminazione tra esseri umani. Le valutazioni sul neosessismo, i paragrafi sul maschilismo nei media e in politica, l’ampia mole di ricerche citate e riassunte e in particolare l’attenzione …

Continua a leggere...
Il Fare Politica

Il Fare Politica

Quando più di quattro anni fa vidi per la prima volta il documentario di Hugues Le Paige Il Fare Politica fu per me una vera illuminazione, una delle poche che ancora era in grado di regalare il cinema, anche quello documentario. Ciò che quel film mostra è come era possibile, come è possibile, impegnarsi e lavorare nell’interesse comune, per farsi carico degli altri, per coltivare il bene collettivo. Da allora questa frase così densa di significato, “fare politica”, l’abbiamo tenuta come nostra guida per il lavoro svolto con Il Corpo delle Donne e Nuovi Occhi per i Media, come riferimento nei momenti in dovevamo scegliere come procedere, a chi rivolgerci, in che direzione andare. Una frase che assume ancora più valore in questo momento di crisi profonda del nostro paese perché il significato di “fare politica” è difficilmente traducibile in altre lingue (vorrei che qualcuno/a di altra madre lingua o che vive all’estero ci desse riscontro di questo fatto). In quel “fare” sono racchiusi impegno, costruzione, costanza. Sono partito da queste considerazioni per riassumere qui il nostro “fare politica” di questo ultimo anno, che molti e molte hanno accolto, sostenuto, rilanciato. Le decine di incontri con le persone per parlare e progettare insieme, fin dove riusciamo ad arrivare, per costruire rapporti migliori tra i generi. L’educazione ai media per dare strumenti di cittadinanza e consapevolezza ai più giovani: in questo anno scolastico abbiamo raggiunto migliaia di ragazzi/e con i formatori preparati allo scopo in Toscana e Trentino. La …

Continua a leggere...
Parlaci di Lei: Grandi storie al Femminile

Parlaci di Lei: Grandi storie al Femminile

Leggete l’articolo qui sotto e poi ascoltate i racconti di Parlaci di Lei: Carla Fracci racconta Margot Fontaeyn Melania Mazzucco racconta Eleonora Duse Daria Bignardi racconta Susan Sontag Carmen Consoli racconta Rosa Balistreri Marina Terragni racconta Etty Hillesum Eleonora Bianchini racconta Artemisia Gentileschi

Grandi storie al femminile. L’idea di realizzare questa rubrica è nata dal desiderio di condividere la gioia che provo quando qualcuno mi consiglia un libro, un film, l’articolo di un giornale; quando gli incontri della giornata mi fanno uscire dal lavoro con il desiderio di correre in libreria per scoprire cos’ha scritto di interessante quella scrittrice che non conoscevo di cui mi hanno parlato. Ringrazio per questo il mio lavoro di giornalista, che mi porta ogni giorno a conoscere persone interessanti che hanno voglia di condividere le letture che le hanno formate, le storie che hanno dato loro la forza di prendere decisioni difficili, i percorsi che le hanno portate a diventare ciò che sono oggi. E così ho pensato di farmi raccontare dalle donne di oggi le imprese delle donne di ieri. Non sono imprese eroiche ma ognuna di quelle donne un po’ eroina lo è stata… perchè quelle vite hanno fatto venire voglia a qualcuno di raccontarle… Non conoscevo la cantastorie siciliana Rosa Balistreri, l’ho conosciuta attraverso le parole appassionate di Carmen Consoli che mi ha cantato con voce commossa alcuni dei suoi versi. La complessità dell’intellettuale statunitense Susan Sontag ha preso forma dai racconti di Daria Bignardi, che mi ha svelato il conflitto …

Continua a leggere...
Solidarietà alle donne egiziane

Solidarietà alle donne egiziane

Il mio cuore è con le donne di Piazza Tahrir. Riprendiamo questo articolo dal sito dell’ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale):

Il fenomeno della violenza sulle donne non è nuovo nelle strade egiziane, soprattutto dopo la rivoluzione del 25 febbraio 2011. Da allora i disordini politici e la confusione all’interno degli organi di sicurezza hanno portato alla proliferazione dei crimini, compresi quelli di natura sessuale. Quello a cui si assiste ora in piazza Tahrir e negli altri luoghi di protesta sembra però andare oltre a un semplice problema di sicurezza pubblica.

A febbraio l’associazione femminista Nadhra ha pubblicato un report dettagliato sul fenomeno. Le molestie sessuali sistematiche all’interno dei luoghi di protesta, e l’atteggiamento tollerante verso questi crimini da parte delle autorità, vengono descritti come un vero e proprio tentativo di allontanare le donne dagli spazi pubblici e dalla politica. Quelli usati sono strumenti di tipo terroristico, che utilizzano la paura della violenza e della condanna sociale come armi di intimidazione.

Le reazioni da parte dei gruppi di attivisti non si sono fatte attendere. Alcuni di essi si sono repentinamente organizzati in “gruppi di scorta”, come le associazioni Tahrir bodyguard e Operation anti sexual harassment, che hanno creato veri e propri protocolli di sicurezza per le donne che desiderano partecipare alle proteste, protette dai dimostranti maschi con schemi quasi militari. Questi gruppi forniscono anche supporto psicologico alle vittime delle violenze, e stanno ora tentando di formare un fronte di protesta compatto che richiami le autorità e

Continua a leggere...