
Questa è la copertina di D di Repubblica di questa settimana.
Il primo principio del marketing, a cui ogni impresa con obbiettivi di profitto si ispira, è che la pubblicità di un prodotto sarà di successo quanto meglio interpreta i desideri, espressi o meno, dei potenziali acquirenti.
DUNQUE:
A chi si rivolge questa pubblicità?
Chi comprerà questi mutandoni la prossima primavera?
Esiste qualcuna tra di voi che abbia più di 8 anni, che pensa di star bene con queste mutande?
Esiste qualcuna tra di voi che conosce qualcuna tra le amiche che starà bene con queste mutande?
A chi piace una ragazza così brutalmente magra?
Chi non è disturbato nel guardare una ragazza così sofferente?
Perché la ragazza non sorride?
“IL RE E’ NUDO!” lo vedo, anzi lo vediamo!
QUESTE PUBBLICITA’ NON CI PIACCIONO.
Bisogna farlo sapere agli stilisti e a chi si occupa delle loro campagne pubblicitarie.
Non è un commento banale, credetemi.
Manca un ponte, un collegamento tra chi crea queste campagne e i potenziali acquirenti.
Tags: marketing, moda, modelli, pubblicità, re nudo







Kultmedia
E di sicuro non è l’immagine della Repubblica delle Donne!
Avete proprio ragione! Non è la prima volta di una simile copertina e, francamente mi meraviglia che una testata giornalistica come La Repubblica che sembra un po’ alternativa e anticonformista o almeno è sempre piuttosto critica nei riguardi del “ciarpame”, poi mette certe foto. Ora basta, cominci a dare dei messaggi diversi ai suoi lettori!
brava, perfetto, iniziamo da chi dovrebbe essere dalla nostra…
dovremmo mandare tutte una mail a D (che sta per DONNA, rendiamoci conto….) e dire la nostra…. non credete?
Concordo con voi..è una pubblicità orrenda sotto tutti i punti di vista!
gli stylist sono gay; i compratori delle boutique idem e molti degli stilisti e dei loro assitenti anche. il personale che lavora nelle case di moda e’ influenzato dal vertice e cerca ossessivamente di adeguarsi all’idea che lo stilista ha nella sua testa. delle donne normali (taglia 44-46 ad es., considerate taglie forti…genere marina rinaldi…andate farvi un giro in montenapoleone o via s.andrea e chiedete queste taglie, vedrete il disgusto sulla faccia delle commesse) non sanno nulla e importa loro ancora meno, e neppure alle giornaliste. ho lavorato nella moda per 4 anni alla fine degli anni ‘90 (una multinazionale che gestiva piu’ marchi, tutti noti e prestigiosi) e posso dirvi che ogni anno la taglia campionario diventava più piccola. le tette, le curve, i fianchi per un vestito di quel tipo, da’ fastidio. piu’ magra è la modella meno fatica fanno. se marchi come Zara o H&M vendono tanto non è solo per il prezzo che offrono ma anche per le taglie, non grandissime, va detto, ma almeno decenti, e donne normali ci si possono vestire, possono entrare nei pantaloni.
di fatto la vestibilità dei marchi italiani veste una taglia in meno di quello che vestiva una decina di anni fa. ma solo da noi. a parità di taglia in germania, olanda, belgio, usa, le taglie sono molto più proporzionate e confortevoli. si vuol far sentire le donne “grasse” anche quando non lo sono, e comunque, ripeto, al gotha della moda e di ciò che vi ruota attorno delle donne normali non importa nulla, perche’ non sono interessanti. preferiscono inseguire l’idea astratta di donna che hanno in mente o le dive di cinema e musica in lotta perenne con la bilancia e ossessionate dalla ginnastica e dal botox.
e che dire del servizio televisivo “su Rai 2″ telegiornale delle 13,30 di qualche giorno addietro, servizio sulla moda a milano in cui il concetto moda e vestire veniva strumentalizzato all’unico scopo di sedurre gli uomini?
perchè una donna non può vestire, soprattutto oggi, per se stessa?
per sentirsi libera e comoda e deve soltanto sedurre con il proprio corpo e i propri atteggiamenti?
Ecco sì, sono d’accordo. Anch’io quando vedo certe proposte di moda mi chiedo a chi piacciono e chi mai andrà in giro così, senza gonna o con dei trampoli spacca caviglie, soprattutto se hai una taglia che non sia la 38…
purtroppo in giro poi vedo l’adattamento che ne fanno le donne normali di queste mode, con risultati patetici o ridicoli.
Ma alla fine quello a cui mirano gli stilisti e i pubblicitari è colpire l’immaginazione, creare una donna immaginaria, ed è questo il risultato più sconfortante: modellare i gusti di donne e uomini.
compero Repubblica tutte le settimane, al sabato mi DEVO sorbire anche la rivista D…con qualche sporadico bell’articolo e piena di ragazzine (modelle) magre magre, tristi tristi, sempre.
non è quindi la ragazza con le mutande che mettevamo quando eravamo piccole (grandi, molli, e che non vedevamo l’ora di non mettere più quando saremmo diventate “signorine”..)
detto ciò, non mi meraviglia la copertina che avete preso ad esempio, mi meraviglia che ogni numero, di ogni settimana sia su questo stile…da anni!
rispondo in modo del tutto privato e personale. e nello specifico. le mutandono paiono brutte pure a me, ma la borsa e i capelli mi piacciono. la ragazza non mi pare affatto brutalmente magra. mi pare magra sana e attraente. non sorride perche’ non e’ quello il messaggio della copertina (e di oche sorridenti davanti all’obiettivo non ce ne mancano). non mi pare soffra affatto, non la vedo felice ma nemmeno sofferente. mi pare una foto di moda, ne’ brutale ne’ aggressiva. e lei mi pare semplicemente nella sua professione di persona che offre la sua apparenza fisica all’interpretazione estetica di uno o piu’ creativi.
di nuovo, nello specifico, non mi pare affatto una manifestazione della nudita’ del re.
Sono fotografo e ti rispondo da professionista. Sono d’accordo con te su quasi tutto, ma non sul sorriso. Le foto sorridenti sono stupide e forzate, non sempre, ma quasi. La moda col sorriso rischia l’effetto “uba uba non ha paura della concorrenza” come ridere…
Inoltre devi specificare, questa non è una pubblcità ma uno scatto estrapolato da un redazionale di moda pubblicato all’interno.
Detto questo, i mutandoni sono orridi, ma la ragazza non sta soffrendo e non pare maltrattata. È magra, ma c’è di peggio, molto di peggio. Del resto è anche difficile far belle foto con ragazze non magre, credimi. Forse era meglio iniziare da cose molto più estreme di questa che a parte l’orridezza del mutandone non è un crimine di guerra!
Sempre più spesso le modelle delle pubblicità sono giovanissime, sempre più spesso sofferenti e tirate, con occhiaie profonde ( si spera per trucco pesante), e magre ed asteniche, svuotate di ogni forza e voglia di vivere. A vederle, l’unico messaggio che io, da donna, colgo è un perverso ” sono fragile, malata e forse ho bisogno di chimica per stare in piedi: prendetemi”.
Non è un messaggio che passi gioia di vivere, e neppure erotismo solare. E’ un messaggio decadente e triste. Non mi sono data un perchè? Che ne dice il forum?
Si suppone che Repubblica sia una rivista un minimo seria, non me l’aspettavo. Mi sono sempre chiesta come mai le modelle non sorridano mai, come mai siano sempre così scavate, provate dalla pressione dei datori di lavoro. Sfruttamento? C’è chi dice che non devono lamentarsi per quanto guadagnano. Io non vorrei umiliarmi a tal punto per troppi soldi. Preferisco sentirmi umana e essere libera.
Volevo ringraziare Lorella per essere venuta al nostro liceo (il Carducci), è stato un incontro davvero interessantissimo, grazie!
Alcune considerazioni:
la gamba destra non è allineata con i fianchi – non si vedono, ma a giudicare dalla posizione del bacino.. Ennesimo fotoritocco?
La coscia che spunta ha un ché di strano, oltre ad essere eccessivamente magra.
E sulla magrezza non si scampa, come detto da Francesca, le taglie si sono ristrette, e rispetto a una decina di anni fa l’indice di massa corporea (BMI) medio si è abbassato – mi pare da 20 a 18,50.
Qualsiasi esperto in scienze nutrizionali e disordini alimentari ve lo può dire.
In quanto all’immagine, trovo di cattivo gusto sia l’abbigliamento, sia l’immagine di femminile che propone.
scusate. a parte le mutandone che sono all-lu-ci-nan-ti..
non è brutalmente magra. cioè porca miseria. io sono così, a me la frase “a chi piace una così brutalmente magra” mi ha toccata abbastanza… sono così di costituzione, cosa ci posso fare?? sentirmi dire che faccio schifo proprio in questo blog non è proprio piacevole..
sul sorriso.. un pò è vero dai!!! sembrano tutte arrabbiate, incattivite…. ma sorridi, o per lo meno uno sguardo un attimo più sereno!!!
Bisogna davvero intervenire.. E’ incredibile che si continui a vedere modelle con le gambe di una bambina sulle copertine e ritocchi di photoshop senza il minimo ritegno! Che poi voglio dire.. Ma ce l’hanno un minimo di gusto estetico? Questi modelli di donna A CHI piacciono? Vorrei capirlo..
Per quanto riguarda Repubblica mi sento di dissentire, almeno per quanto riguarda la versione on line. Proliferano un sacco di articoli di dubbio gusto e svilenti per la dignità della donna, come in tutti i giornali on line. A proposito, come procede la “battaglia” su questo fronte? Si è raggiunto il limite.
A parte l’effetto sorriso uba-uba, con cui concordo, quest’espressione qui mi sembra incazzata e digrignante denti, professionalissima se del caso ma ci sono anche delle alterative. Poi direi che:
a) io compro cose che mi entrano e quindi taglia 50 per una alta 1,80 e che porta la 42 di scarpe, se mi dicono chi le fa senza l’effetto sciura me lo compro ovunque (Marina Rinaldi, purtroppo, veste solo le sciure)
b) faccio teatro e ti assicuro che un bravo fotografo fa meraviglie con me che ho le taglie che ho e con i miei compagni grassi, piccoli, magri e altro, tutti che veleggiano sui 50. Infatti il nostro, Antonio Di Maggio, è fantastico e l’ho visto fotografare bambini di 1-3 anni appena svegli dal pisolino e incazzati per 10 minuti e tirarne fuori quelle che le madri hano definito le più belle foto in assoluto dei figli. Si puìo, e si può senza fotoshop.
D comunque non ha nbiente a che fare con i contenuti di repubblica e tutto con gli inserzionisti che pagano e con quello va avanti la baracca, quindi inutile pensarci. Vero è che se tutti i lettori che si seccano di D scrivessero, anche la redazione avrebbe qualcosa da far vedere agli inserzionisti.
Che poi ognuno spende i suoi soldi come vuole vale per noi e vale per gli inserzionisti e a proteggere la fragile spiche delle nostre figlie forse tocca a noi. Certo, abbiamo tutto contro, ma chi ‘ha mai deto che fare il genitore sia facile?
Noi possiamo protestare e decidere con il portafoglio, facciamolo.
con una parola: cattivo gusto…
Sabato mattina ho compiuto un atto liberatorio: ho cestinato Donne di Repubblica acquistato da pochi minuti in un cestino per la raccolta differenziata della stazione Termini. Mi son detta: almeno è carta riciclata!(con l’augurio che sia davvero riciclabile..)
C’era addirittura un articolo (non ricordo se sull’inserto o addirittura nel giornale) intitolato “La forza delle donne” che rappresentava nientedimeno che una sfilata di moda con le solite donne “finte” e mezze nude. Davvero paradossale, tanto da sembrare una voluta beffa.
A mio parere, sia che le modelle siano molto magre, sia che, al contrario abbiano tante curve siliconate, la questione di fondo non cambia: nel corpo femminile rappresentato ovunque le donne non si riconoscono. Ed è parecchio grave il fatto che stilisti e pubblicitari continuino sulla medesima strada. Forse è per creare volutamente un popolo di donne confusamente insoddisfatte di se stesse?
Si sa che l’insoddisfazione può spingere all’acquisto compulsivo. Probabilmente non dei mutandoni, certo, ma tant’è. Le donne che amano se stesse sono un pericolo per l’ordine sociale, per dirla con le parole di Naomi Wolf.
Volendo focalizzarmi sull’immagine sopra io percepisco dei messaggi piuttosto contraddittori:
Vedo una ragazza piuttosto giovane con un trucco,un’acconciatura e anche un’espressione che alludono a una donna – inteso non più ragazza. Anche parte dell’abbigliamento e accessori (borsa occhiali) che per il mio gusto sono meno giovanili contrastano con i mutandoni e addosso a un corpo magro che richiama l’età preadolescenziale.
Mi sembra che questo “gioco” dei contrasti è frequentemente incontrato,dalle inflazionate veline fino a… tutti i canali mediatici.
Poi se tutto questo è creato “ad arte” perché è un modello che pesca a 360° ,tra uomini e donne (giovanissime e non più) può essere plausibile. Ma a questo punto mi chiedo :
Che bisogno c’è che una ragazza poco più che bambina senta la pressione dell’essere “grande” prima possibile? Chi trova interessante un modello di eros che vede come protagonista una donna sempre più giovane,quasi fanciulla?
@chiara a.
è l’ostentazione che risulta sgradevole, Chiara. La magrezza utilizzata come simbolo di affermazione. Che diventa modello da seguire obbligatoriamente. Non è dunque l’essere magre ma esporre la magrezza ed ergerla a simbolo.
@ Maurizio
il fatto è che non c’è da iniziare, è anni che assisitiamo a qs scempio. La ragazzina è magrissima, ci sarà di peggio ma a quel punto si chiama anoressia. Ridere sarà banale ma la faccia perennemente imbronciata risponde ad un idea mortifera di femminile. L’orrore l’aveva raggiunto Calvin Klein con la foto per Obsession ,il profumo: la giovane Kate Moss, magra da far spavento, riversa a pancia in giù nuda su un divano con uno sguardo perso come dopo uno stupro. Non c’è né creatività né vita in queste foto. Io credo che dipenda, come per la tv, da carenza creativa, sia degli stilisti che dei fotografi. “appendere” dei mutandoni ad un corpicino tg 36 è certo più facile che vestire corpi reali.
@francesca preguerra
grazie molto interessante.
abbiamo fatto una presentazione del doc in una scuola di moda e una ragazzina ci ha raccontato le stesse cose che racconti tu ed era sconfortata, lei con la sua tg 44 era definita grassa, fuori luogo. Da notare che era, obbiettivamente, una bellissima ragazza, sinuosa, sorriso aperto.
sono particolarmente d’accordo sull’ultima frase: manca un dialogo tra chi produce e chi dovrebbe acquistare (non solo prodotti, ma i modelli e i valori che ci sono dietro). Spero di poter fare qualcosa grazie ad alcuni progetti di conversazione che stiamo cominciando a sperimentare. marketing, sì, ma fatto col dialogo. per esempio mostrerò questo post a una famosa case di lingerie, vediamo se sono recettivi
detto ciò, i redazionali i moda sono un mondo a parte, che non conosco. le pubblicità, quelle sì, da addetta ai lavori, e mi piacerebbe molto dire la mia.
Senza leggere il post, solo guardando la foto mi sono chiesta: “ma che ha la paposcia?” scusate, scusate il termine dialettale, ma è una foto bruttissima, oltre il discorso della magrezza e del fotoritocco, è che c’è gente, fotografi amatoriali su flickr che fanno molto, ma molto, meglio, se questa è la repubblica delle donne. Quella pezza che ha addosso magari è pure costosa, quella brutta borsa pure, quella faccina così, qui non ci voglio stare, mi hanno fatta mettere in posa ma non lo so fare.. ma sono tutte così eh, ormai non trovi una modella che sorride manco a pagarle un pranzo (perchè a pagarle oro già lo si fa).
Il lolitismo sfrenato, questa è la ragione della scelta di modelle così magre, innocue, senza vissuto sulla faccia, che non possono fare male a nessuno, bamboline col broncio, il concetto è lo stesso di quel film, cos’è giapponese o cinese? quello in cui le ragazze piangono sempre, se sei triste anche solo imbronciata hai una falla, quindi rendi gli altri sicuri.
Una donna che vive una gioia e la esprime con una bella risata è padrona di se.
Poi è ovvio, un corpo importante che esprima forza, vita, storia, pieno della personalità che ha una donna che nella vita fa qualcosa, non serve all’industria della moda, perchè toglie attenzione alle pezze.
@Lorella: ho ovviamente capito ciò che intendevi, e sono d’accordo su tutta la linea.. io vorrei vedere donne di tutte le taglie, misure e capacità ovunque!!!
l’unica frase che criticavo è “a chi piace una ragazza così brutalmente magra?” mi ha dato fastidio di per sé. è la stessa cosa di un uomo che dice “a chi piace una donna grassa?” la risposta è a chi la Ama, piace. io, “brutalmente magra”, piaccio al mio ragazzo, perché mi ama.
nella tua/nostra importantissima battaglia, stiamo attente a non diventare “donne contro le donne”, quanto piuttosto a rimanere Donne contro un MODELLO di Donna unico e ripetuto. tutto qui il mio discorso!!!
E poi quanti anni hanno le modelle dei giornali di moda? Si parla di pedofilia, eppure le uniche modelle utilizzate in tutti i giornali di moda e non sono quelle prepuberi. Ragazze preadolescenti.
“….ma quanto sei magra, mangi?”
“…ma come sei ingrassata, sei lievitata, che ti è successo?”
Ma che p**** , fatemelo dire!!
Mi sono trasformata, sono cresciuta, maturata, evoluta….ho fatto un figlio e l’ho allattato per due anni, ora sono a un passo dalla menopausa, come posso essere sempre uguale, fuori?
In quanto alla moda, sembra sempre di più una esercitazione astratta su idee di persone irreali e assurde, sia per le femmine che per i maschi. Ci vorrebbero mandare a giro in inverno con i sandali e in estate con gli stivaloni…..ma de che?
Gli stilisti possono proporre, poi sta alle persone valutare se e cosa scegliere.
La moda va interpretata, non subìta! Certo che l’immagine della magrezza estrema ha effetti collaterali devastanti, così come il modello seduttivo ad ogni ora e ad ogni costo.
Dovremmo essere in un certo modo, ma per soddisfare chi?
In quanto alla foto qui incriminata, posso dire che io a 20 anni ero più magra della modella in questione e ciò mi creava qualche problema: dovevo scegliere i vestiti che valorizzassero le mie curve e mimetizzassero le magrezze, il tutto senza avere problemi di anoressia…..ero fatta così di costituzione!
Comunque, scusate, ma questa ragazzina sembra avere non più di dodici-tredici anni. È inquietante, in effetti. E Serbilla credo abbia colto bene questo aspetto della società contemporanea: il “lolitismo”… eh appunto, dobbiamo essere tutte delle bamboline senza una “certa” età; è inquietante perché, nonostante le proteste, i vari art director continuano a proporlo, come mai? a me sembra una sorta di sfida, più che di marketing, inconscia, naturalmente.
…una sola domanda in risposta a quanto hai scritto: ” ma perchè tu, in giro, vedi tanta gente che ride ?”
@massimo
non è qs il punto credo Massimo. E’ che i media elevano a modello ciò che mostrano. Il lavoro che stiamo portando avanti con i dibatti e con Nuovi Occhi per la Tv è centrato sul fatto che i media potrebbero anche avere una funzione educativa. Nulla da dire se nella vita scegliamo di essere veline, è una decisione personale. Diverso è quando la tv presenta giovani donne solo come veline: queste divengono modelli, in molti casi da seguire.
Nella vita posso essere imbronciata quanto voglio: ma queste pubblicità mostrano quasi bambine magrissime, perennemente tristi o arrabbiate. E’ una raprpresentazione che diviene modello per molte. E che spesso non hanno gli strumenti per prendere le distanze. Urgono modelli alternativi. O meglio, spunti a cui ispirarsi. In questa direzione va e andrà il nostro lavoro. La società può essere cambiata.
C’è in tv uno spot in questi giorni in cui una donna facendo una ricerca su internet dice “E quest’anno sono quaranta, devo cercarmi velocemente una palestra….”
Forse esagero ma non mi è piaciuta, si poteva anche dire “vorrei rimettermi in forma e..” invece ho trovato di cattivo gusto che fossero associati i quarant’anni di una donna (e quindi il sottinteso il decadimento fisico ) con il fatto di doversi cercare una palestra alla svelta.
@ Chiara A.
Se sei come la modella nella foto: COMPLIMENTI!
Sei bellissima!
@LeRoy
nessuno mette in dubbio la bellellzza della modella, non è qs il punto. E’ la rappresentazione e gli effetti di tale rappresentazione.
una bellissima parodia della copertina-tipo della rivista di moda (leggete i titoli!)
http://anybody.squarespace.com/anybody_vent/2007/1/25/womens-magazines-are-dangerous.html
Non potremmo pensare ad un’azione tipo un documento con dei principi etici-estetici da sottoporre a testate di moda e stilisti, tipo queste “5 risoluzioni” riportate da quest’altro blog:
http://insidebeauty.org/5resolutions/
certo all’industria della moda interesserà un target di consumatrici più danaroso e altolocato di noi, ma se fossimo tanti…
All’estero non mancano i dibattiti (e persino gli studi) in tema:
http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/2009/jan/10/realistic-advertising-women-judge-research
E poi: come dicono Francesca e Massimo la magrezza in primo luogo facilita il lavoro, ma perché le donne devono essere danneggiate per facilitare il lavoro di stilisti e fotografi?
E poi che l’eleganza sia solo magrezza deriva da un preciso canone sociale più che estetico.
In Africa e in India le donne hanno abiti bellissimi portati con estrema eleganza – dove l’eleganza deriva dall’insieme della persona, da un suo rapporto integrato e non scisso con il corpo.
Per via della mia passione per la fotografia seguo da sempre le riviste di moda, e devo dire che questo è un periodo di estrema povertà creativa, sia per quanto riguarda la moda stessa (priva di idee e spesso veramente brutta) che per lo stile delle immagini.
Provando ad esaminare la foto ho avuto le seguenti impressioni:
tranne il volto e le mutande, il resto della figura si confonde con lo sfondo grazie al soprabito che ne riporta gli stessi colori, anzi, addirittura riporta immagini “da sfondo”, direi un paesaggio. Se provassi ad immaginare la ragazza col soprabito chiuso, grazie anche agli occhiali scuri, mi verrebbe in mente una figura tipo “man in black”, un corpo senza una propria identità. Il messaggio che ne trapela sembrerebbe essere “mi copro, mi confondo, mi appiattisco”, rinuncio alla mia unicità conformandomi. Questo, d’altra parte, è quello che in misura differente abbiamo dovuto fare tutti (e tutte) per essere accolti dalla società, e per ridurre la sofferenza di non essere accettati per ciò che siamo; si tratta di quel fenomeno sociale che già i greci avevano compreso e descritto nel famoso mito del “letto di Procuste”.
Le braccia della ragazza sono aperte in modo da mostrare parte del corpo, soprattutto i genitali, sottolineati ulteriormente dagli strani mutandoni; questi sembrano maschili, sia per fattezze che per colore; si potrebbe allora pensare ad una sorta di ambiguità sessuale, che specie ultimamente sembra intrigare parecchio molti uomini, ma penso si tratti solo di un escamotage malizioso usato per incuriosire, attrarre e sedurre più facilmente.
La mano dietro la testa potrebbe indicare un disagio, magari di chi ha poca esperienza e non è sicuro delle conseguenze delle sue azioni.
Il volto è inquietante, ha un’espressione simile a quella di un teschio, non ha nulla di vivo, non c’è vivacità nè gioia o interesse, eventualmente anche verso la persona sedotta. Quindi l’atto di seduzione sembrerebbe non avere come scopo una forma di piacere, ma solo una misera conferma della propria esistenza o un tentativo di colmare una mancanza di autostima. In quel volto c’è una sorta di paura, e c’è anche un tentativo di ostentare aggressività, sottolineata dal rossetto che poco si intona al colore dei capelli, aggressività che prende il posto di una reale sicurezza di sè. Inoltre c’è anche una forma di disprezzo verso l’esterno, che, come la psicologia ci insegna, è ahimè anche una forma di disprezzo verso di sè, di chi non crede nella propria unicità per poter attrarre ma si rassegna a vendere il corpo come strada più facile e forse inevitabile.
Insomma, una ragazza che avrebbe davvero bisogno di aiuto, di attenzione, di affetto, di educazione, di valori veri, che viene proposta come modello.
@unaltradonna
ti ringrazio moltissimo per i materiale linkato, che ho trovato davvero interessante.
Una frase in particolare mi ha colpito, all’interno del terzo articolo: “the promotion of unrealistic body images is inherently wrong”.
Un concetto semplice ma pieno di implicazioni, secondo me.
@martina: prego
In altri paesi il dibattito sul tema è un pezzo avanti. In effetti il concetto è semplice, ma qui ancora difficile da far passare.
laura a.
A parte il discorso – vero – sull’esasperata magrezza e sulla tristezza abissale di quel volto vuoto, l’aspetto più inquietante è l’effetto Lolita, dato dall’età estremamente giovane della modella combinata col rosso delle labbra, ovviamente semiaperte, dalla posa ma soprattutto dal fattore “travestimento”: la ragazzina magrissima che veste abiti troppo grandi trasmette un messaggio fin troppo ovvio per essere definito solo equivoco.
La foto è brutta, e banalmente sessista.
Ma perché, se sorridesse sarebbe meglio?
In questa *cornice* il fatto che sorrida o sia seria non fa alcuna differenza. Le emozioni cosa vuoi che contino per una pubblicità? Conta il loro simulacro. Quindi, non so che farmene della falsa emozione del falso sorriso di quella donna.
@denise @altre
non è la la mia, la ricerca di un sorriso forzato. E’ che a 18 anni, pagata migliaia di euro al mese, che motivo c’è di chiedere a queste ragazze di avere la faccia sempre arrabbiata? Fossero le facce delle minorenni rumene chiuse nei casini del ricco veneto, sì che capiremmo quello sguardo cupo e sofferto.
Il mio chiedere un sorriso voleva essere uno spunto per riflettere su un mondo intorno al quale girano milioni di euro. Un mondo che si eccita con lolite magrissime a cui si chiede di avere la faccia torva .
Non è una faccia torva.
E’ una faccia post-moderna.
Quella è un’indossatrice e fa il suo mestiere: il sorriso in questa foto non c’entra nulla.
Questo è il viso di una donna del 2010: l’epoca decadente di un certo modo di intendere l’occidente. Il post-Dio è morto, il post-ideologia, il post-rock’n'roll.
Non c’è niente da ridere oggi. Anche l’eros è disperato, talvolta senza emozione. Questa donna è una poesia moderna senza versi.
C’è bisogno della coca per ridere oggi e in certi mondi.
Forse una delle cause sono i milioni di euro.
La redazione di “D” che si dice spesso negli aticoli che tratta, vicino alle problematiche delle donne (già nel titolo!), in passato si è giustificata sul perchè nei servizi di moda vi sono invece ragazze che rasentano l’anoressia, – ragazze sempre tristi e ammutolite, mai un viso solare, – dicendo che questi servizi arrivano così in redazione e che vengono pubblicati senza interferenze. Anch’io spesso, come la ragazza che ha cestinato immediatemente il giornale, provo fastidio, fastidio per la mancanza di etica tra quello che trovo negli articoli e lo stridere di quelle immagini che gridano vendetta per quanto presentano un mondo artefatto e inverosimile, da non confondersi con l’arte. Mi chiedo perchè le donne, considerate sceme sclerate da questi stilisti che le odiano, (altrimenti non le vestirebbero così), dovrebbero andare in giro in mutande, per di più, immagino, costosissime. Noi donne siamo ben altro!!!
@Le Roy
perchè un’indossatrice per fare il suo mestiere deve avere quella faccia? E’ uno stereotipo trito e ritrito, decadente, post moderno ecc. Questa donna non è una poesia moderna senza versi. Per il semplice motivo che non è una donna, è una ragazzina, una bambina. C’è bisogno della coca per ridere in certi mondi…e c’ è bisogno delle bambine per eccitarsi ?
@Lorella Zanardo
gent.ma lorella esco un attimo dall’oggetto del post e parto dall’ultima frase di un suo commento: la società si cambia!!! Ieri in piazza duomo ho visto gli extra comunitari protestare per i loro diritti!!! Hanno detto siamo il 10% del pil , dateci diritti!!! Molto probabilmente qualche politico interessato non al 10% del Pil ma al 10% dei loro voti, magari inizierà ad accogliere le loro richieste ( giustamente). Ma perchè noi italiani non protestiamo più?? Oltre al saggio visivo sul corpo delle donne servirebbe un documentario sulla precarietà di trentenni di oggi: io ho 30 anni ma non vedo futuro con lo stipednio che ho nemmeno sogno più, di farmi una famiglia, ho magari di avere più in là una casa decente. La nostra classe politica di oggi ci ha tolto anche la cosa più bella che avevamo: la libertà di sognare… altro che partito della libertà !!!! Ma nessuno dice niente, perchè non scendiamo in piazza anche noi per i nostri diritti!!! Perchè non ci riappropriamo della libertà di sognare, della libertà di progettare, della libertà di avere dei figli, perchè non ci riappropriamo dei nostri diritti minini? Il suo esempio con il corpo delle donne , mi dà energia per continuare a sperare … ma la mia generazione purtroppo non mi dà nessun segnale ,, possibile che siamo già tutti nelle vallle dei morti??? Ci vorrebbe una nuova resistenza , non di forza , ma di pensiero, soprattutto nella classe politica!!! Un classe politica con coscenza come per espemio Pertini, Moro, … Dopo questi 15 anni di oscurantismo ,dovremmo tutti , ognuno nelle sue aree di competenza, rimboccarci le maniche e rifare L’ITALIA!!! Lei Lorella con il suo “corpo delle donne”, sta già costruendo un pezzetto di questa nuova ITALIA!!
Grazie
Sr
@ LeRoy
ma la tua analisi del postmodernismo e della decadenza occidentale da dove l’hai presa?
No, perché io attorno a me vedo cose diverse. Vedo una realtà mass mediatica che spinge verso determinate direzioni (l’esaltazione del giovanilismo, il rifiuto delle ideologie, l’omologazione, il maschilismo) e una società civile che comunque resiste, si afferma, difende posizioni anche ideologiche, rifiuta i modelli trasmessi, cerca di uscire dal proprio orticello per conoscere nuovi mondi, contunua ad interrogarsi.
Certo compiacimento per la società decadente mi pare tipico di chi pretende di far soldi sul sentimento dell’accidia. La distanza che c’è tra immagini come queste e le donne reali è abissale. La sensualità malata che ispira una bambina truccata e vestita come un clown è la stessa che può ispirare un’immagine artificiale digitalizzata (e ancora una volta: perché una rivista rivolta alle donne presenta una figura femminile ammiccante? che non siam mica tutte lesbiche… o non è forse per dare una lezione alle donne, per proporre un modello irraggiungibile perché falso, battendo ancora sulla figura della lolita/vergine/bambina/seduttrice?)
Concordo pienamente con chi definisce quella foto un incitamento alla pedofilia, rafforzata dall’espressione che più che arrabbiata definirei imbronciata, le bambine, si sà, fanno i capricci.
@LeRoy: non sono come la modella. ho le gambe magre così, una costituzione assurda presa da mio padre e delle ossa minuscole, sono alta e magrissima. però sì, mi considero bellissima, anche se non sono come vorrei. da più piccola non mi piacevo, ma ho imparato ad amarmi.
vorrei scrivere qui un divertentissimo monologo della Littizzetto che riguarda proprio la faccia imbronciata e incazzosa dei modelli e modelle di moda.. penso centri in pieno il problema, come fa spesso…
se lo trovo lo posto!!!!
SMILE- Michael Jackson
http://www.youtube.com/watch?v=2HsJ7CgmIVM
Esistono quattordicenni, quindicenni, sedicenni che sono non so se eccitanti ma sicuramente belle. Trasmettono un’idea pura di bellezza. La pelle uniforme, i lineamenti dolci del viso, lo sguardo umile e determinato nello stesso tempo. Sono poetiche perché il loro volto efebo emoziona e piace.
Non basta però essere adolescenti, occorre anche saper indossare, saper far risaltare ciò che si indossa. E’ un talento e soprattutto un dono: una classe che si possiede o non si possiede. C’è l’anatra e c’è il cingno: una modella è il cigno.
E’ ovvio che i mutandoni non li compera nessuno. La moda spesso provoca: nelle sfilate molti capi d’abbigliamento e acconciature sono altamente improbabili. Sono scenografiche, talvolta danno scandalo o vogliono essere d’avanguardia. E’ arte.
Comunque se vi sentite così profondamente urtate e ferite da questa pubblicità fate bene a protestare.
Però mi chiedo: chi mettiamo a pubblicizzare intimo, bikini, abiti da sera… al posto della modella?
Una donna senza né arte né parte in quel ruolo, piccoletta, magari con la panzetta e sfiancata dal tempo? Che ne sarà dell’abito?
Volevo dissentire un po’ da quello che scrive Francesca Preguerra: “si vuol far sentire le donne “grasse” anche quando non lo sono, e comunque, ripeto, al gotha della moda e di ciò che vi ruota attorno delle donne normali non importa nulla, perche’ non sono interessanti”.
Secondo me, non é che a loro delle donne normali non importa nulla. Io credo che qui ci sia una strategia di marketing: allora, se il mondo della moda mostrasse delle donne normali, le donne normali si sentirebbero adeguate e felici, e non comprerebbero piú di tanto.
Proponendo invece dei modelli irraggiungibili, sotto la minaccia che ’se non sei cosí non vali nulla’, si spingono le donne ad acquistare sempre piú prodotti e servizi: centri dimagranti, palestre, botox, trucchi, chirurgia estetica, prodotti ‘miracolosi’, eccetera. Le consumatrici vivono cosí portate a vivere tutti i giorni con l’ossessione dell’aspetto e del sentirsi inadeguate, e si sentono sempre piú motivate a consumare tali prodotti. Allo stesso tempo si addestrano i maschi a pensare che le loro compagne e le donne tutte devono adeguarsi a certi modelli, cosí il fidanzato/marito ecc. dirá alla ragazza/moglie: ’sei grassa, devi dimagrire, hai la cellulute, ma curati’, e cosí via.
È un giro d’affari enorme, se ci si pensa. Ed é per questo che non la smettono.
Come consulente di comunicazione resto sempre allibita da certe scelte. Non so, a volte mi chiedo se siano scelte davvero dettate da analisi accurate o piuttosto da una sorta di adesione rassegnata a convenzioni e codici senza la quale non si avrebbe il lavoro. Credo che sia arrivato il coraggio di dire no. Ci sono no che credo di aver pagato a caro prezzo. Ma se li dicessero tutti forse ci sarebbe meno svendita e maggiore opportunità di lavorare eticamente per tutti.
Mi inserisco un attimo nel discorso….vista la tematica molto interessante e pertinente.
Volevo proporre a tutti, uomini e donne che leggono questo blog, il seguente video.
è la seconda parte di un incontro tenuto da un ragazzo ed una ragazza in una scuola americana.
Qualsiasi sia la vostra opinione in merito vi assicuro che propone una bella alternativa al modo di fare comune. Non ci avevo mai pensato: non c’è solo la Tv a influire negativamente sul modo in cui le donne si considerano. Anche i giocattoli: immaginate la Barbie che vengono regalate alle bambine…che modello di donne si propone loro sin da quando sono piccole? Come è possibile che non sorgano problemi quando questo modello è irrealizzabile?
Ecco il video
http://materialegrezzo.blogspot.com/2009/05/castita-2.html
l’ho trovato!!
Sarà che adesso è partita stamoda qua. Che nelle pubblicità dell’intimo son tutti incazzati neri, con gli occhi da diavolo e lo sguardo maligno che hanno i cervi quando son lì lì per prendersi a cornate nei documentari della National Geographic. Ma perché? Perché l’erotismo deve essere rappresentato come incazzatura? Ma quando fail’amore sei mica così? Mediamente sei contento come un puciu. Fai quella faccia lì quando ti scippano la borsetta. Allora sì. Serri la mascella e fai gli occhi da cinese. Perché? Ma agli uomini piace far l’amore con una che sembra che ti odi? Che sembra che pensi «ma perché non crepi»? Ma un sorriso, uno, una volta? Ce la vogliamo mettere una donna con un’espressioneche sembra dica: «Te la do ma senza camminarti prima sui testicoli coi tacchi»?
ma dai, ma non è magra! è normale.
i vestiti però sono trash a palla!
….non è normale, è una bambina, forse tra qualche anno sarà sicuramente bellissima.
ma è proprio questo che non va, non si possono usare le bambine per vendere prodotti!
I messaggi sono per tutti e mentre noi ne parliamo qualcuno “stravede” diventa una cosa naturale che le donne siano “così” fin da bambine! e poi si sentono in diritto di pensare che siamo tutte da usare, si sentono in diritto di struprare ecc. ecc. …..
E’ interessante il video, Il discorso dell’innecessarietà della sexitudine ad ogni costo è giusto, ma alla fine si giunge sempre alla stessa conclusione: se ti metti la minigonna io penso che sei disponibile e non ti prendo sul serio. Non capisco perchè fare sesso debba corrispondere alla perdita di rispetto a morire lentamente, soprattutto perchè questo vale principalmente per le ragazze? Ripeto che il video è interessante, benchè non mi interessi affatto il discorso della castità, cerco di non andare o.t. concentrandomi sul concetto di “modestia” nel vestire, ciò che mi lascia sempre perplessa è tutta questa importanza che si da all’apparenza, una donna che veste in modo ritenuto “provocante” è meno degna di rispetto di una che veste in modo ritenuto “modesto” il concetto è sempre questa divisione in perbene e permale, tutta interna all’uomo, il comportamento del maschio dipende sempre da me (“sta dicendo se vuole che lui sia un signore o no”) al solito: gli uomini ragionano col basso ventre, sta alle donne farli comportare bene.
L’ombelico di un uomo non è eccitante? la pancia di una donna è diversa, è il grembo, un tesoro, un mistero, va velato con rispetto?
“Si vela perchè è preziosa” ah quindi c’hanno ragione i talebani? mostrare l’ombelico non aiuta ad essere rispettate ed essere considerate intelligenti? secondo questo concetto Raffaella Carrà è un idiota.
Per non parlare degli stereotipi: gli uomini sono più visivi, non chiedono aiuto quando si perdono, le ragazze che parlano di ragazzi al bagno dove stanno per mezz’ora, studiano strategie (hmmm fra poco arrivano i veleni?).
A quando il superamento dell’adolescenza?
Questo video pur partendo col discorso della Barbie, manipolando le critiche del femminismo al sistema di rappresentazione della donna, non è utile al emancipazione dalla condizione di schiavità estetico sessuale, perchè ciò che propone non è la crescita del maschio, ma la reclusione della femmina, non so se riesco a spiegarmi, e lo fa perchè ha come substrato ideologico il cristianesimo: Eva tenta Adamo che essendo scemo ci casca e non ha più il Paradiso, punizione per Eva e Adamo. Adamo iccacchiato si vendica su Eva – sei una donna permale. Poveri figli dice il signore, vi meritate la possibilità di redimervi: Maria vergine mette al mondo Gesù – sei una donna perbene. Dalla padella alla brace.
“Io non sono vergine” (…) “quale bravo ragazzo può volere una come me?” sorella uno che non dia tutta questa maledetta importanza al sesso e non ti consideri un oggetto che, se usato da un altro non è più buono, lui è bravo perchè dice che quella ragazza che prima era permale e adesso è perbene è proprio la sua, che furbo, ma allora se sei così intelligente e non ti frega niente di quello che lei fa che stai facendo su quel palco?
In quell’idea di “mistero” legato al vestiario e alla seduzione c’è il concetto del cacciatore e della preda, molto di più che della purezza, mostrati timorata e umile scappa così ti rincorro, ti scopro, se non ci fossero le religioni non ci sarebbero nemmeno le perversioni.
“Alle elementari se mi piaceva una bambina le tiravo le pietre” come si chiamava Maddalena?
Il discorso sulla liceale col ragazzo più grande fila tantissimo, ma questo tipo è proprio bravo a parlare.
“Alzi la mano chi vuole sposare una vergine, tutti alzano la mano. Ragazze guardatelo bene se uno di loro vi spinge a qualcosa di male ricordategli quanto ci tengono alla purezza”, ma finirla cò sta storia delle vergini no? paragonare il sesso consensuale allo stupro poi è proprio un colpo basso, la tipa che stuprata voleva vivere nella melma..solo una mente diabolica può pensare tutto questo.
Si puo’ scegliere comprando la repubblica di lasciare D al giornalaio. Tanto per lanciare un chiaro messaggio.
La modella non è una bambina e neanche minorenne: Alexina Graham ha venti anni. Da due anni ha acquisito diritto di voto, di prendere la patente, di essere giudicata in un tribunale se commette un reato. Magari sarebbe carino informarsi prima di partire lancia in resta – fermo il diritto di ciascuno di ritenere questa copertina brutta e un cattivo servizio reso alle donne e alla loro immagine. Non mi intendo di moda ma quelle che indossa non sono mutande bensì shorts di tecnotessuto – scritto sulla copertina di D – di Prada. A quanto risulta a me – ma sono poco esperta – i disturbi dell’alimentazione delle persone sono qualcosa di molto complesso e non possono essere semplicisticamente attribuiti alle immagini proposte dai media. Questa copertina non mi piace ma non la trovo offensiva mentre leggo nei commenti un eccesso di sovrainterpretazione. Cordiali saluti a tutti e a tutte.
@barbara
non è importante quanti anni ha ma quanti si vuole che ne dimostri nella foto. Per la magrezza, l’abbigliamento , il broncio alllude all’adolescenza. Noi valutiamo la rappresentaazione, non le persone.
Per lo stesso motivo non ci interessa sapere perchè le veline vogliono stare in ginocchio, ci interessa far si che la tv non proponga delle ragazze inginocchiate, che divengono modelli.
Georgina puo andare in giro in mutande, è giustamente un suo fatto suo personale.
Ma georgina mostrata così come se fosse minorenne e sottopeso, diventaMODELLO e come modello va giudicato.
Per la stessa ragione io ho tutti i diritti di sottopormi ad un lifting che mi faccia dimostrare 20 anni di meno, gonfiarmi gli zigomi e la bocca. Ma la tv non dovrà mostrare solo donne adulte chirurgicamente modificate che divengono MODELLO per chi guarda da casa.
Ma nessuna ha detto che è una bambina, si è detto che si calca la mano sul lolitismo.
Che gli abiti siano di prada non cambia la sostanza, che la ragazza abbia 15 come 20 come 25 anni nemmeno, non sono i singoli elementi ma l’insieme. Alla fine non è una questione nemmeno di magrezza, perchè esistono anche le donne magre, è proprio il tutto, il tutto che viene ripetuto costantemente e trasformato in immagine vincente, desiderabile.
La stessa modella in questa foto fa un effetto molto diverso
http://farm4.static.flickr.com/3558/3521428352_e9426da24c_b.jpg
nonostante resti tanto magra, probabilmente è pure la sua costituzione, ma l’effetto di una ragazza di 20 anni.
http://www.youtube.com/watch?v=_ub7DNjiQVw
sempre la stessa atavica tendenza alla trasgressione che ora cerca nuovi traguardi navigando infine nello sconcertante ed umanamente improbabile. Nell’”Idiota” si diceva che “la bellezza salverà il mondo”. aspetto con ansia quel giorno, ed in parte è già sorto e non ce ne siamo accorti….
@ Lorella….con la speranza di ricevere una risposta sincera
?
Ti do del tu ok
Nel tuo ultimo intervento parlavi di MODELLI da criticare e non di persone. Ognuno è libero di fare quello che più vuole. Ma ne sei proprio sicura? Ti provoco ma è una provocazione molto pertinente. Sei sicura di essere “libera” di fare quello che vuoi?
Già mi aspetto le banali critiche di gente offesa dall’intervento ma vado avanti.
Sei proprio sicura che il mio comportamento di singolo non abbia nessun collegamento con gli altri che ho attorno.
Io sono convinto che ognuno di noi sia responsabile delle persone che ha accanto: ed è cambiando se stesso che potrà agire anche sugli altri.
Mi spiego: un genitore è MODELLO per i propri figli
Un professore è MODELLO per i propri studenti
un alenatore è MODELLO per i proprio giocatori.
Qualsiasi cosa egli faccia questa cosa non riguarda solo lui. Anche le scelte che prendiamo nella nostra vita non riguardano solo noi: qualsiasi scelta facciamo.
Visto che hai dei figli potrai capirmi: tu sei un modello per i tuoi figli, che ti piaccia o no. E non sei “libera” di essere una cattiva madre ma sicuramente vorrai il loro bene per cui ti comporterai in un certo modo anzichè in un altro.
Quando hai criticato il MODELLO Tv hai dato un giudizio morale: gli italiani ed i ragazzi in modo particolare non possono avere questo modello di persona, di donna. è un modello sbagliato. Ma tutti noi siamo dei MODELLI per chi ci sta attorno per cui anche il comportamento di noi singoli deve essere oggetto o meno di critica.
Qualsiasi cosa noi facciamo nella vita questa non riguarda solo noi. Tutte le nostre scelte riguardano anche gli altri; se tu non avessi deciso di creare il documentario ed il blog, ora non sarei qui a scriverti, nè io nè tutti gli altri che frequentano questo spazio. Anche se in piccolo hai cambiato un po della nostra vita.
Penso di essere stato chiaro: ora ti pregherei di fermarti un attimo e, se ci sono dei punti deboli nel ragionamento, di criticarli.
Ti lascio con un breve spunto di riflessione: si tratta della poesia di un poeta inglese del 1600, John Donne
“Nessun uomo è un isola, ognuno di noi fa parte di un continente più vasto e quando l’onda del mare strappa una zolla di questo continente è come se la tua stessa casa, la vita fosse stata abbattuta. Perciò non chiedere mai per chi suona la campana: essa suona sempre per te”
Buona notte
Tanto vale: http://www.youtube.com/watch?v=ES-ByCffcGg
E’ purtroppo un problema molto presente in tutti i giornali femminili alcuni tentano di trovare altro tipo di materiale fotografico ma di fatto il mondo gira in questo modo. E poi scusate, so che è fuori argomento, ma nessuno ha visto per caso lo spogliarello di una signorina abbigliata da polizziotto durante la trasmissione Chiambretti Night? Spogliarello e balletto con sedere in prima vista e seno nudo degno di locale di lap dance? La volgarità non ha più limite. Ci verranno a dire che sono in fascia non protetta ma cosa si può fare almeno per far sentire il proprio disgusto a questo modo di fare televisione?
Un’ altra pubblicità offensiva, le napoletane protestano:
http://www.leggo.it/articolo.php?id=49926
Mi complimento con Lorella per la lucidità con cui ha chiarito il problema dei “modelli”. Credo che lì stia il nocciolo della questione. Ricordo – tra parentesi e senza alcun riferimento alla foto qui mostrata – che in Italia è considerata pedo-pornografia anche il materiale raffigurante persone maggiorenni nude o in atteggiamenti sessuali mostrate come se fossero minori, persino se ciò è fatto con l’ausilio di photoshop. Ho fatto questo esempio, in un campo del tutto diverso, per dire che la rappresentazione è importante nel creare l’immaginario, sottovalutarla è un errore. E che è al cambiamento della rappresentazione mediatica che dobbiamo mirare. Ciò che fanno le persone nella loro vita privata non mi pare argomento di questo blog e neanche del documentario.
Leggete nella Bibbia il libro di Rut: è un bell’esempio per noi donne.
FASHIONISTA…
AH AH
http://www.youtube.com/watch?v=jXPPRy9fOd4&feature=related
Beauty has a price.
FASHIONISTA…
AH AH
http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_04/botox-sedici-anni-iniettato-mamma-rodota_cf907f58-275b-11df-badf-00144f02aabe.shtml
SCONCERTANTE!!! in barba a tutti i nostri bei discorsi….
Dopo aver seguito attentamente l’evolversi del thread, mi permetto di muovere una critica al metodo. Questa discussione ha un vizio di fondo individuabile nella scelta del soggetto su cui è stata sviluppata la critica ideologica. E’ facile perdersi, e a mio giudizio ci si è persi (prova ne sono gli OT che sopraggiungono puntuali), tentando di elevare a “intenzioni” (significati e messaggi più o meno occulti che la copertina di D veicolerebbe al pubblico) ciò che in realtà è spesso frutto del caso, della mancanza di talento, dell’approssimazione, e di una serie di concause, probabilmente alcune assai poco nobili, del tutto imprevedibili. Nella fattispecie del caso abbiamo a che fare con un pessimo gusto estetico all’origine, un pessimo trucco, pessimo scatto fotografico, pessimo lavoro di editing digitale (non so se la parola tecnica sia corretta); e alla fine questa “cosa” viene piazzata con leggerezza in copertina da un direttore (donna) che probabilmente ha ragionato per ben altri parametri (non ultimi quelli economico-aziendali). E’ evidente però, che pur nel sua “bruttezza” (scarso valore) questa foto veicoli brandelli di un mondo, quello della moda, che insegue velleità artistiche e quindi comunica anche attraverso elementi simbolici e metafore. Il lavoro di un bravo fotografo di moda è sicuramente un lavoro con ambizioni artistiche, così come lo è il trucco e la ricerca scenografica del set; assai meno la scelta dell’abbigliamento se si tratta di vestire la modella con capi e prodotti obbligati.
Orbene la critica ideologica che muove Lorella si concentra su alcuni elementi di cui, a mio avviso, tre sono importanti perché frequentemente rintracciabili: la magrezza delle modelle, la giovane età delle stesse, la natura “scura” dell’espressività (anche erotica) dei loro visi. Ma questi elementi di per sé non sono “il male” da combattere perché sono appunto elementi espressivi preesistenti (il “male”, semmai, potrà essere individuato nel messaggio veicolato), dunque diventa facile farli apparire tali scegliendo come oggetto rappresentativo una foto di scadente qualità artistica in cui questi elementi confluiscono per inerzia. Spiace dirlo ma è come criticare MTV per screditare il mondo del rock (il rock è stato peraltro sempre sottoposto a critica ideologica accanendosi per lo più sugli “elementi” utilizzati e non sui significati veicolati: i capelli lunghi nel maschio interpretati come sintomo di depravazione fu un tormentone degli anni 60 – e qui credo, per analogia, si capisca perché nel nostro caso chi è magro di costituzione si senta giustamente toccato nella sua libertà/identità da alcuni discorsi esposti precedentemente). Vengo al sodo. Dato che la critica ideologica dovrebbe mettere in luce come e quando questi elementi agiscano causando un danno a livello sociale a seguito della loro proliferazione e assunzione come modelli, sarebbe buona cosa scegliere soggetti da analizzare che pur facendo uso, anche eccessivo, di questi elementi, eccellano nella media della loro fattura artistica. Qui non è come la pubblicità della Rocchetta dove tre stupidelle si esprimono razzisticamente nei riguardi di una quarta ragazza un po’ più cicciottella, una fotografia di moda è spesso una piccola opera d’arte (si veda ad esempio quella alle p. 9/8 al link sotto, stessa rivista) che allestisce un set esattamente come si allestisce una scena teatrale o quella di un quadro. Ben inteso, ciò non significa che l’artista fotografo, o l’aspirante tale, non abbia responsabilità su ciò che consciamente o inconsciamente veicola attraverso la sua rappresentazione, ma credo meriti da parte nostra una maggiore attenzione e rispetto intellettuale. In definitiva il segreto di una buona analisi ideologica consiste nel saper scegliere un buon soggetto da analizzare. Il rischio, creare nuovi stereotipi o ripescarne dal passato, come “magro/malato”, “scuro/cattivo”, “erotismo adolescenziale/perversione”.
http://periodici.repubblica.it/d/?num=683
(cfr. pp. 9/8 e si pensi a certo cinema horror…)
la mancanza di sorriso è veramente un msg deviante….da oscurantismo prearistotelico
SCOMODITA’ e ARTIFICIALITA’
queste le parole che mi sovvengono nell’osservare la pubblicità. Gli indumenti e gli accessori mi piacciono tantissimo (le stesse mutandone sono bellissime) – tuttavia è la foto a suscitare in me ANTIPATIA. Perchè una bella ragazza deve avere uno suardo nel vuoto e una posa scomoda, deve insomma essere ridotta a “stanfella” nell’intento fallito di far si che io mi identifichi con lei?
quell’inserto è il classico giornale da cesso. l’ho trovato anche io in stazione, poggiato sulla pattumiera fresco di cellophane. l’ho sfogliato nell’attesa del treno e poi cestinato. a me fanno più pena gli alberi che fanno quella fine indegna, che la tipina incazzosa. sono riviste inutili, anzi no: servono a frustrare le donne dalla personalità debole. quindi la maggioranza.
e mi meraviglia che compaiano in quel nulla gli articoli di bauman, unica cosa che facevo salva, strappandoli mentre aspettavo dall’estetista e mettendoli in borsetta.
Su D ci scrive anche Galimberti (ultima pagina): “La disillusione giovanile”. Non sono un suo fan ma lo leggo sempre.
Già, ma Galimberti si trova a pagina 338, dopo 337 pagine di cazzate.
Ho smesso di comprare Repubblica il sabato proprio perchè trovo insopportabile D.
E sinceramente non capisco come si possano sviluppare un thread così’ lungo sulla sola copertina quando TUTTA la rivista è di fatto l’esaltazione di un modello di donna che non c’entra nulla con la realt
PS: come faccio a sapere che Galimberti è a pagina 338 se non leggo D?:-) semplice, D è disponibile su web e di esso leggo SOLO e direttamente la pagina di Galimberti:-)
Tutta questa serie di immagini svilenti, conferma che nell’immaginario maschile la donna o è la madre o è la donna oggetto (per non usare altri termini molto meno rigorosi…) hai scritto bene IL RE è NUDO!
Ma continua con le sue armi di distrazione di massa… purtroppo.
Sono un giornalista pubblicista. Trovo il vostro lavoro veramente interessante e sarebbe estramemente utile che si aprisse un grande dibattito su questo argomento.
Il contributo delle donne alla crescita ed allo sviluppo armonico delle nostre società, in tutto il pianeta, si fa sentire sempre più indispensabile.
Presentare il femminile come fanno i mass media non rende un buon servizio né alle donne, né agli uomini.
Credo che riprendere il vostro documentario è pubblicarlo su tutti i blog in occasione della festa della donna sia un bel modo di celebrare questa ricorrenza.
Complimenti per il vostro impegno e grazie. Vito
http://it.netlog.com/GioiaeSorrisi/blog/blogid=7450444
http://www.facebook.com/notes/vito-maggi/per-la-festa-della-donna-un-regalo-per-tutte-le-donne/397040772208
Ecco, questa si è una bella copertina!
http://periodici.repubblica.it/d/
(D n. 684)
@pan
si hai ragione.
Ma mi piacerebbe che fossimo noi donne a sviluppare creatività su qs tema. Un altro tipo di corpo, un’altra idea di moda, di bellezza. Partendo da noi, dai nostri desideri.
E allora esprimeteli questi desideri anziché continuare a lanciare strali e invettive. Mi ricordate “le comari di un paesino” del Faber.
beh si certo io ho solo 14 anni ma ho la mia pancetta e vedere tutte quelle modelle così perfette mi fa sentire fuori luogo e allora perchè non lottare, perchè lasciare che queste donne così perfette che fanno diete su diete ci scavalchino, eppoi si vede che non sono contente altrimenti perchè non ridere. Ma su giornaletti da 4 soldi fateci vedere donne vere e non pupazzi impastrocchiati magri più di uno scheltro……
Ma ancora pensate che LaRepubblica sia un giornale serio? Il suo sito internet (che é tra i piú seguiti, se non il piú seguito) in Italia affianca alle notizie un tripudio di tetteeculi e di pseudonotizie da Novella2000 da diverso tempo. Il modello di donna che LaRepubblica propone non é molto distante da quello di della televisione berlusconiana.
Il mio punto é: fate pure sapere ai loro redattori, che quello che mostrano non vi piace; ma l’arma piú potente che avete in mano é non comprare il giornale.
Ciao. Sono un umorista ed ho creato un mio gruppo/rubrica su Facebook dal nome “Supposte di Presente” dove racconto ai posteri le cose del nostro tempo, ovviamente in maniera ironica. Un pezzo che ho fatto (di cui per comodità allego il link di un blog) è stato proprio su questo tema ovvero su come gli stilisti ed i pubblicitari (seguendo le indicazioni dei clienti) non vendano prodotti ma MODI DI ESSERE. Ed il broncio della ragazza in copertina è ben poca cosa rispetto alla disperazione e all’angoscia delle altre modelle all’interno. Cerchiamo di ribellarci tutti.
http://makkekomiko.wordpress.com/2009/10/26/pubblicita%e2%80%99/
la magrezza delle modelle della Repubblica delle donne è una costante , spesso sono anche molto ..troppo giovani … il problema è che gli stilisti vogliono degli attaccapanni altrimenti le loro proposte rivelerebbero tutti i difetti che poi hanno quando li indossa una donna normale ,
gli stilisti spesso sono gay ed hanno un’immagine falsata della donna
queste immagini nell’immaginario di ragazze giovani hanno un effetto devastante , nell’adolescenza quando sono in lotta con il loro corpo che cambia questi modelli bloccano l’immagine di sè a livelli efebici e sfociano in cattivi comportamenti alimentari
Mi inserisco in questa discussione, molto interessante, solo per dire che mi sento finalmente e inaspettatamente confortata nella mia scelta (che risale ormai a diversi anni) di non comprare più Repubblica il sabato o comprarlo ma lasciare al giornalaio l’inserto D.
non era solo una mia impressione allora …
@ daniela
“gli stilisti spesso sono gay ed hanno un’immagine falsata della donna
queste immagini nell’immaginario di ragazze giovani hanno un effetto devastante”
Guardi come sono brutti questi abiti e brutte queste donne:
http://www.youtube.com/watch?v=A-ug1lCDJIs&feature=fvw
Ma per piacere!!!
Scusate ma questa storia che gli stilisti sono gay che odiano le donne non la posso più sentire. Oltre ad essere falsa, è omofoba. Quello che i gay odino le donne è un mito trash, non fondato assolutamente su niente. Il discorso che magari andrebbe fatto è quello dell’effetto “gruccia” per cui la modella scheletrica ha più facilità nell’indossare certi capi, ma questo perchè quei capi sono di per sè importabili, e non perchè lo stilista è gay, per favore. Se uno facesse un discorso di orientamento sessuale, potrebbe dire che gli uomini etero hanno fatto ben peggio all’immagine femminile, basta guardare le plasticate in tv. Ma il fatto è, appunto, che non di orientamento si tratta.
Sono molte le cose che non ci piacciono quando si parla di pubblicità e uso del corpo femminile. Oltre ai giornali anche i muri delle nostre città sono spesso coperti di manifesti volgari e violenti. E’ accaduto in questi giorni a Firenze (non ho notizie da altre città) dove un’azienda di moda ha fatto affiggere un megamanifesto allucinante. Non mi dilungo oltre, ne ho fatto un post sul mio blog (per chi fosse interessato: , c’è anche la foto del manifesto) invitando i lettori a scrivere una mail di protesta all’azienda stessa. L’azienda si chiama Laltramoda, l’indirizzo del suo sito web è , la mail è .
E’ vero non c’è niente da festeggiare, ci sarebbe da tirare le somme, o fare le sottrazioni moltiplicazioni o divisioni. Matematica a parte, le donne devono fare tanta strada. Ancora è un evento vedere una donna alla guida di un autobus, a capo di una grande impresa o di un giornale, certo ci sono degli esempi, ma non è la quotidianità, appunto sono degli esempi. Quando avremo la possibilità di vedere una, o meglio più di una, donna capo di governo, o capo di stato. Per carità poi ci sono e là dove ci sono fanno bene il loro lavoro alla pari degli uomini. Gli uomini poi che la smettano di dire che le donne vogliono pari diritti e non pari doveri non è così, sono tanti i casi in cui le donne a parità di carriera di un uomo non occupano lo stesso posto dirigenziale, o che a parità di importanza di ruolo o di anzianità prendono stipendi inferiori. Nel mio ufficio per esempio sono 20 anni che ci e solo lavoro solo per un periodo a capo della struttura c’è stata una dirigente generale donna, quando poi doveva esserci una donna a dirigere il mio ufficio, non le è stato possibile, alla fine si è tutto dissolto nel nulla, con buona pace delle pari opportunità e delle quote rosa.
Stasera tante donne usciranno per festeggiare, per mangiare al ristorante o in pizzeria, tra donne. Forse in tante alzeranno il naso su e diranno ma la festa della donna non è questo. Certo non è questo, ma quante donne hanno la libertà di poter vedere le loro amiche una sera tutte le volte che vogliono, anche qui in Italia, paese civile e libero, dove c’è libertà di pensiero e di parola, che fa parte dell’Unione Europea del G8, G20 e di tutte le sigle con la G che si vuole. Quante donne per un serata diversa, avranno poi 364 serate tutte uguali, dove magari verranno umiliate, picchiate, violentate, uccise, o semplicemente non potranno muoversi perchè i figli, i soldi la casa il marito ecc. Quante donne ora che scrivo subiscono delle atroci torture perchè sono donne, mi vengono in mente le donne giraffa, dai loro colli lunghi, sfruttate dal turismo, o le donne che subiscono l’infibulazione o lo stiramento dei seni, o donne che vengono uccise perchè donne belle e portano le scarpe coi tacchi.
Comunque nonostante tutto buona festa a tutte le donne
Io ormai le riviste e i giornali vari non li compro quasi più. Mi sembrano tutti uguali e tutti con lo stesso messaggio: invidia i belli e famosi, non si può desiderare niente di meglio dalla vita. Secondo me una rivista femminile si dovrebbe occupare anche di altri temi, perché per esempio non c’è mai un’intervista su un’antropologa, una poliziotta, un’assistente sociale ecc. che hanno dato un contributo speciale alla società? No, tutto dev’essere spettacolo, bellezza, sesso, ricchezza… Non sono contro la moda o il cinema, ma perché solo le persone che lavorano in questi ambiti sono interessanti? Il problema è che non si dà abbastanza spazio ad altri modelli perché non vendono, non sono attraenti; ma questo l’hanno deciso loro e noi donne ci ritroviamo sempre intrappolate nell’immagine della coniglietta sexy! Che noia, nessuno ha voglia di proporre qualcosa di diverso perché pensano che questo non li tocca, ognuno va per la sua strada e le cose non cambiano. Boicottiamo questa spazzatura! Però volevo anche spezzare una lancia a favore delle donne magre: non è che solo la donna formosa è femminile, è ora di smetterla con qualsiasi modello e punto. E lo dice una taglia 48 che non trova mai la sua taglia nei negozi (neanche da Zara!).
in attinenza al tema, e in replica a chi nega la possibilità di una modelli diversi nel campo della moda segnalo che il sito di Vogue ha tutta una sezione dedicata alle donne in carne:
http://www.vogue.it/vogue-curvy
certo fare una sezione specifica è sempre una forma di apartheid, ma fino a poco tempo fa non credo fosse neppure concepibile.
Grazie unaltradonna, è interessante questo vogue curvy, non l’avevo mai visto.
Patricia Arquette, nonostante interpreti un telefilm fortemente a favore di armi e pena di morte, mi piace, e ha avuto molto coraggio a tenersi addosso i kili della gravidanza.
Molte delle donne in quella sezione speciale per me non si possono nemmeno dire grasse.
attenzione: l’inserto di repubblica in genere contiene immagini molto peggiori in quanto a magrezza e l’immagine che da della donna è devastante.
oltre che protestare vogliamo cominciare a lasciarlo alle edicole? l’inserto vive solo per la pubblicità (oltre il 50% delle pagine) se lo lasciamo alle edicole muore.
Già che ci siamo, devo dire che non mi è mai piaciuta l’idea che “La Repubblica delle Donne” fosse un secondo “Vanity Fair”, infarcito di pubblicità extra, ricette di cucina e di bellezza, proposte d’arredamento, più qualche reportage sulla condizione delle donne in paesi lontani o dei rom in Italia etc. (tanto per far vedere che siamo impegnate). Non mi è mai piaciuto perché leggo il quotidiano “La Repubblica” da quando avevo 10 anni (ora nel ho quasi 30) e perché questo modello mi sembra una versione riveduta e corretta della donna mainstream degli anni ‘50: casa, bellezza, cucina, impegno sociale alias beneficenza.
Inoltre è stato fatto notare come, al tempo degli scandali di Villa Certosa, “La Repubblica” si sia autoinvestito del ruolo di paladino della dignità femminile, continuando però a pubblicare sul suo sito web (nel cosiddetto “boxino morboso”) foto e servizi improntati a quell’immagine di “donna oggetto” contro la quale aveva sollevato la sua campagna.
Sono d’accordo con la proposta di Ugo di lasciare “D” alle edicole.
Questa pubblicità non è nenche delle peggiori…comunque io non mi sento rappresentata in niente…e penso che immagini di questo tipo servano solo ad una cosa : inculcare il consumo del corpo….fra l’altro le espressioni delle modelle sono “fisse”…non pensanti e senza sentimenti..
Penso che la cosa migliore da fare sia non comprare più nessun tipo di prodotto che mercifica il corpo delle donne, che umilia l’intelligenza delle donne, che volgarizza la donna.
Dal momento che siamo noi donne in maggioranza a comprare, boicottiamo tutti questi prodotti. Forse si accorgeranno che non siamo per niente soddisfatte di essere rappresentate in certe maniere.
Sono d’accordo con tutti ma…non credete sia arrivato il momento di agire? Bisogna rendere consapevoli veramente TUTTI di queste cose! Io sono una ragazza di 19 anni di Roma e tutti i giorni sto male nel vedere il modo in cui noi donne veniamo umiliate, in cui noi ragazzi siamo influenzati da queste immagini degradanti di donne-oggetto. on voglio più vedere cose del genere! Non voglio più vedere ragazzi della mia età (ma anche più piccoli) influenzati così nel profondo da queste immagini tanto da non trovarle offensive ma addirittura normali e piacevoli! Voglio impegnarmi attivamente per porre fine a questa situazione che sta rovinando l’intera società e corrompendo nel profondo le nuove generazioni. Che posso fare? che POSSIAMO fare? Aiutatemi vi prego
Segnalo da Ticino online di oggi http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=543092&idsezione=1&idsito=1&idtipo=3
Se appena posso, evito di postare link – li trovo dispersivi, specialmente in un blog – ma questa volevo proprio condividerla, e siccome è un articolo troppo lungo da incollare qui…
tiè il link
http://donnedellarealta.wordpress.com/2010/04/08/ma-che-ci-azzeccano-le-donne-di-repubblica-col-settimanale-d/
non avevo mai notato questo sito…
Gentile Lorella, la ringrazio per i messaggi che lancia riguardo l’uso del corpo femminile nella comunicazione. A questo proposito le segnalo un post che ho inserito nel mio spazio FB, relativo alla manifestazione “I SAPORI DELLE VALLI” di Castellamonte, in Piemonte, cui è stato abbinato il concorso di Miss Padania. Immediato, per fortuna, il commento del presidente Saitta, che in un comunicato stampa appena diramato dichiara: “Si tratta di una manifestazione che comprende le selezioni per Miss Padania – spiega in un comunicato stampa il presidente Saitta – e molti cittadini di Castellamonte si sono rivolti alla Provincia indignati per questo accostamento istituzionale. Preciso che ‘Sapori delle nostre valli’ con Miss Padania inclusa non è stata oggetto né di patrocinio né di un contributo da parte della Provincia di Torino”. Lui forse ne fa più una questione di equilibrio politico, ma mi piace segnalarle come per qualche (solo qualche??) nostro amministratore la donna sia ridotta a un “sapore valligiano”.