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Sguardi di Maschi

Sguardi di Maschi

“Vi raggiungo al ristorante più tardi” e si affretta verso l’auto. Nonostante si sia in vacanza, non salta mai la palestra. Ci va tutti i giorni, mi dice l’amica che me l’ha presentata. E’ una donna giovane, professionista, ci siamo conosciute al mare e dunque in bikini. “Ha un fisico pazzesco” anticipa la comune amica, “non un filo di grasso” e constato che è in effetti così. Fianchi strettissimi, muscolosa e tonica, pancia tartarugata: se non fosse per il seno, piccolo e sodo, potrebbe essere un maschio, penso. Compatta. Tesa. Definita. Così come si usa ora. Corpi dove non c’è spazio per accogliere una vita nuova, corpi che non vogliono essere sorpresi dalla vita. Corpi controllati e controllabili. Corpi che metti facilmente in crisi con una semplice domanda “sei ingrassata?” Quel corpo davanti a me non è attraente. E’ un corpo “di moda”, che corrisponde ai canoni imposti dalla moda. Ma se fossimo liberi di affidarci ai nostri istinti reali, quel corpo ci attrarrebbe? Mi chiedo

Più tardi a cena siamo in parecchi. C’è un uomo giovane e molto bello che guarda con interesse senza timore di essere notato la ragazza alla mia destra, che ride e mangia di gusto mentre contraccambia gli sguardi divertita. “Belli quei due insieme” dico alla mia amica indicandoli. “Si, lei è simpaticissima, carina anche. Peccato che ultimamente sia un po’ ingrassata” risponde. Noto che il tipo che la corteggia non pare essere disturbato di quei chili di troppo della ragazza.

La mattina ci rivediamo …

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7 aprile, Pisa: modelli femminili e dignità

Scuola Superiore Sant’Anna, Aula Magna, ore 17: proiezione del video e presentazione del libro.

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Un bollino per il fotoritocco

Ora anche in Australia, dopo la Francia, il governo propone una legge che obblighi ad indicare con un apposito bollino quelle foto, ormai quasi la norma in pubblicità e nel gossip, in cui volti e corpi vengono modificati digitalmente con il fotoritocco per aderire a modelli (irreali e srereotipati) di bellezza e forma fisica. Così riporta la notizia il sito seidimoda.…

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Queste pubblicità non ci piacciono

Questa è la copertina di D di Repubblica di questa settimana.

Il primo principio del marketing, a cui ogni impresa con obbiettivi di profitto si ispira, è che la pubblicità di un prodotto sarà di successo quanto meglio interpreta i desideri, espressi o meno, dei potenziali acquirenti.

DUNQUE:

A chi si rivolge questa pubblicità?

Chi comprerà questi mutandoni la prossima primavera?

Esiste qualcuna tra di voi che abbia più di 8 anni, che pensa di star bene con queste mutande?

Esiste qualcuna tra di voi che conosce qualcuna tra le amiche che starà bene con queste mutande?

A chi piace una ragazza così brutalmente magra?

Chi non è disturbato nel guardare una ragazza così sofferente?

Perché la ragazza non sorride?

“IL RE E’ NUDO!” lo vedo, anzi lo vediamo!

QUESTE PUBBLICITA’ NON CI PIACCIONO.

Bisogna farlo sapere agli stilisti e a chi si occupa delle loro campagne pubblicitarie.

Non è un commento banale, credetemi.

Manca un ponte, un collegamento tra chi crea queste campagne e i potenziali acquirenti.…

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Un post… solo per uomini

La grande sorpresa scaturita da IL CORPO DELLE DONNE è stata il riscontro maschile. Come molti ormai sanno il documentario è stato concepito da una donna insieme a due uomini, proprio perché non credevamo che l’umiliazione del corpo delle donne in tv fosse un problema che riguardasse solo le donne bensì  tutti, donne e uomini.

In questa immagine Tiberio Timperi, giornalista 45enne, sta infilando accuratamente la lenza nell’amo con cui cercherà poi di far abboccare una ragazza in altalena.

Mezzogiorno in Famiglia

Precedentemente, durante la selezione delle immagini per il documentario, eravamo rimasti “a bocca aperta” anche noi, nel vedere come la parità fra uomini e donne in tv fosse ormai quasi raggiunta:

Buona Domenica

Parità di trattamento intendo: che dire del ragazzo a torso nudo alle spalle della surfista? Cosa rimane del sex appeal, dell’autorevolezza, della dignità direi del maschile? Donne oggetto e uomini oggetto si susseguono ormai sugli schermi.

Dove sono finiti i modelli maschili adulti, riferimento per i maschi più giovani e figure affascinanti per le giovani donne? Cosa porta un quasi 50enne ad apparire così?

Scherzi a parte

Cosa vi è successo? Lo chiedo a voi che vi interessate, con nostra grandissima gioia, della questione femminile.

Cosa sta accadendo? La tv sta cancellando anche il maschile?…

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Ci piace di più il nostro, di modo di vivere

In Repubblica di oggi Serra evidenzia la frase più significativa espressa da Nanni Moretti nell’intervista rilasciata ieri “Mi piace più il mio, di modo di vivere”. Esprime, sostiene Serra, ”la certezza che si possa stare in una società di massa senza farsi troppo ricattare dalle mode, e condizionare dal terrore di essere in minoranza. Descrive esattamente il sentimento che è mancato a gran parte della sinistra italiana… L’orgoglio in overdose può essere letale… ma la sua mancanza trasforma in imbelli e in depressi.”

Di che cosa abbiamo paura? Chiediamo alla fine del documentario IL CORPO DELLE DONNE. La risposta non può essere solo una ma certo è che ci siamo fatte ricattare anche noi donne dal terrore di essere in minoranza, condizionate dalla moda che ci imponeva i suoi diktat da schiavisti, senza il giusto orgoglio che ha preservato Moretti, e dunque ridotte ad essere oggetti ad uso e consumo della società mercantile.

Ad uso e consumo del mercato sostengo, non degli uomini presi nella loro singolarità.

Gli uomini non ci vorrebbero oggetti a loro uso e consumo, non vorrebbero grechine e veline copie di personaggi web a loro volta copia di fantasie onanistiche che lasciano l’amaro in bocca.

Questa nostra tv italiana bene rappresenta il colpo di coda del patriarcato, sostiene Marina Terragni che mi intervista in Io Donna di oggi. E’ una tv totalmente in mano ad un pensiero misogino moribondo ma che non vuole morire e quindi cattivo e aggressivo, impaurito dall’enorme cambiamento che ci attende: un

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Il corpo nudo

Il corpo nudo può suscitare emozioni profonde e bellissime.

Non solo il corpo esteticamente perfetto (com’è d’altronde un corpo esteticamente perfetto?), ma ogni corpo esposto può rivelare bellezze nascoste ed essere portatore di quel senso ultimo che andiamo costantemente cercando.

C’è stato un momento nella nostra storia recente in cui le donne hanno coraggiosamente preso possesso del loro corpo a lungo occultato dalla società. Alla fine degli Anni ’60 al motto di “il corpo è mio e lo gestisco io”, i corpi nudi femminili invadevano Woodstock e tutti i festival di musica, con una vera azione rivoluzionaria di liberazione da secoli di corsetti imprigionanti, reali e metaforici.

Per chi c’era, e per chi non c’era, ci sono migliaia di foto a documentare, resta vivo il ricordo della verità di quei corpi esposti: non traspariva intenzione seduttiva dalla nudità; la seduzione e l’erotismo che si respirava sprigionavano naturalmente dai corpi liberati. Le donne erano soggetti attivi nell’esposizione del loro corpo denudato, decidevano di liberarlo ed esporlo.

Il corpo nudo televisivo diventa immagine pornografica perchè violato dalla telecamera che decide cosa inquadrare e dove indugiare, riducendo la donna a soggetto passivo e umiliandone il corpo così privato di volontà propria.

Quella artificiosità data dalla nudità esposta davanti alla telecamera, viene poi tragicamente copiata dalla realtà anzichè essere viceversa.
Che male c’è in un bel sedere nudo, mi chiede una lettrice nei commenti al post precedente?
Non c’è alcun male a mio avviso.
Ma nella telecamera che vìola l’intimità femminile, riducendo
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