Monthly archive gennaio 2015
Nominare il Mondo al Femminile (anche attraverso il Cognome)

Nominare il Mondo al Femminile (anche attraverso il Cognome)

Ecco cosa ci scrive CHIARA BALDIN Un anno fa, precisamente a gennaio, riportavo su Il Corpo delle Donne la realtà dei cognomi in Italia. Un anno fa la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo condannava l’Italia perché non permetteva di registrare i figli all’anagrafe con il solo cognome della madre. Nella sentenza, definitiva dopo tre mesi, i giudici affermavano che l’Italia doveva adottare riforme legislative, o di altra natura, per rimediare alla violazione. La sentenza della corte rispondeva a un ricorso fatto da una coppia di Milano. (leggi http://www.ilcorpodelledonne.net/2014/01/e-il-cognome-di-tua-madre-che-fine-ha-fatto/ A settembre 2014 è stata finalmente approvata alla Camera la libertà di scelta. I genitori coniugati, all’atto della dichiarazione di nascita del figlio, potranno attribuire, secondo la loro volontà, il cognome del padre o quello della madre ovvero quelli di entrambi nell’ordine concordato. In caso di mancato accordo tra i genitori, al figlio sono attribuiti i cognomi di entrambi i genitori in ordine alfabetico. I figli degli stessi genitori coniugati, nati successivamente, portano lo stesso cognome del primo figlio. Il figlio al quale è stato attribuito il cognome di entrambi i genitori può trasmetterne al proprio figlio soltanto uno, a sua scelta, quindi   un genitore con un doppio cognome dovrà decidere quale dei due trasmettere ai figli. In caso di riconoscimento tardivo da parte di un genitore, il cognome si aggiunge solo se vi è il consenso dell’altro genitore e dello stesso minore se quattordicenne.

Il maggiorenne che ha il solo cognome paterno o materno, con una semplice dichiarazione all’ufficiale …

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QUANDO il NUMERO di DONNE con  DOTTORATO CRESCE

QUANDO il NUMERO di DONNE con DOTTORATO CRESCE

Con piacere pubblichiamo questa lettera dall’Olanda di GIULIA MONTANELLI. Interessante per tutte/i perchè può ispirare camabiamenti positivi nelle nostre vite A fine anno è arrivata sui giornali olandesi questa notizia: per la prima volta in Olanda, il numero di donne che ha un dottorato di ricerca supera quello degli uomini. Secondo il CBS, l’istituto di statistica olandese, il 58% dei dottorandi di età compresa tra i 25 e i 30 anni sono donne, a conferma di una tendenza che vede le donne sempre più convolte nello studio ad alti livelli e nella ricerca.

È il risultato di un lungo percorso che ha visto le donne raggiungere risultati scolastici sempre più alti: fino agli anni ’70 le donne che accedevano all’università e in seguito al dottorato erano meno della metà dei coetanei maschi, oggi la situazione si ribalta: la popolazione universitaria è prevalentemente femminile già oggi e le scuole superiori che preludono l’università sono prevalentemente frequentate da ragazze (55%). Insomma, il futuro olandese vede una popolazione femminile sempre più istruita e tendenzialmente più istruita di quella maschile che tende invece a percorsi di studio professionali.

Resta una differenza da colmare che riguarda le materie scelte dalle donne e dagli uomini: le donne tendono a specializzarsi nel campo della salute e delle scienze sociali, mentre gli uomini in campo scientifico. Tuttavia, il 20% delle donne con un PhD ha un PhD in matematica o in scienza pura, e il loro numero è in aumento.

A PhD ottenuto, la maggior parte degli …

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NOMINARE il MONDO al FEMMINILE ( se anche la Crusca è con noi)

NOMINARE il MONDO al FEMMINILE (anche la CRUSCA è con noi) Nominare il mondo al femminile è giusto. Una volta esisteva solo la parola MAESTRO poi con il numero crescente di donne che sceglievano questa professione, si coniò la parola MAESTRA. E se dunque vostro figlio tornasse a casa raccontandovi del suo maestro e voi scopriste che invece il bimbo ha una maestra, vi preoccupereste della sua incapacità a distinguere il maschile dal femminile. La lingua è viva e muta con i cambiamenti sociali. Le resistenze ai cambiamenti linguistici hanno origini psicologiche profonde: e posso comprendere che alcuni uomini, fortunatamente la minoranza, abbiano problemi ad accettare che si dica “Avvocat (A) “non tanto per problemi linguistici ma perchè quel titolo declinato al femminile sta ad indicare un cambiamento profondo e cioè la fine di una sottomissione millenaria e l’avvento dell’autodeterminazione femminile, che la desinenza sta a significare. Ma è pur vero che anche molte donne sono restie a nominarsi al femminile. Comprendo ma non posso condividere. Comprendo che se si è giornalista e si sono impiegati 30 anni ad assumere la responsabilità direttiva del giornale, il titolo DIRETTORE riempirà di orgoglio; cosicchè se si è l’unica “ingegnerA”in un’azienda multnazionale e si riesce ad assumerne la direzione. l’appellativo IGEGNERE riempirà di autostima. Ma questo sentimento è da considerarsi solo temporaneo, cioè durerà finchè il “maschile”sarà portatore di autrevoelzza e il “femminile” di disagio e problematicità. Siamo oggi di fornte ad un enorme comabiento e abbiamo in tante, almeno 3 generazioni di …

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Le Riunioni a Scuola, gli Ovuli Congelati e il Pericolo dell’Adeguamento

Qualche mese fa è uscito questo articolo sulla 27esima Ora del Corriere della Sera. La giornalista che lo scrive racconta del suo disappunto nel ricevere la convocazione da parte della rappresentante della scuola elementare frequentata da suo figlio, per la riunione di classe alle h 17 di un giorno feriale.Il disappunto viene seguito dalla decisione a non partecipare alla riunione. Decisione condivisa dalla quasi totalità delle famiglie tanto che la rappresentante di classe scrive il giorno dopo una lettera piena di stupore chiedendo il motivo di tale ampia defezione.Motivo che la giornalista spiega con l’impossibilità unita al fastidio ad abbandonare il posto di lavoro a metà pomeriggio. La scuola si trova in una zona centrale ed elegante di Milano ed è per lo più frequentata da figli/e di donne professioniste.

Chi fa un lavoro di responsabilità ed è in carriera non può lasciare l’ufficio alle 16.30: perché non convocare le riunioni di classe alle h 20, in modo che i genitori possano parteciparvi senza difficoltà? Si chiede in finale la giornalista.

Qualche settimana dopo la pubblicazione di questo articolo sono stata intervistata durante un programma radiofonico RAI.

Il tema del dibattito era la notizia allora nuovissima della possibilità che alcune imprese tra cui Apple offriranno alle proprie giovani dipendenti: il congelamento dei loro ovuli fino al momento in cui dovessero decidere di utilizzarli per riprodursi.

Ho pensato molto in queste settimane ad entrambi gli articoli perché collegati da un comune denominatore.

Per che cosa ci stiamo battendo noi donne?

Qual’è

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