Rubriche

11 novembre, Milano: media e corpi, donne e uomini

Questa sera, ore 20.45, siamo a Milano, al Centro Comunitario Puecher di via U. Dini 7, dove ci confrontiamo, nel dibattito che segue la proiezione, su stereotipi, corpo e media. Partecipano Elisabetta Ruspini dell’Università Milano Bicocca e Alessio Miceli di Maschile Plurale.…

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10 novembre, Belluno: rispetto e comunicazione al femminile

A Belluno, ore 18 al Teatro Giovanni XXIII, proiezione del documentario e incontro con il pubblico. Giovedì 11 Lorella Zanardo sarà di nuovo a Milano per un incontro al Centro Comunitario Puecher, ore 20.45, via U. Dini 7, per parlare di stereotipi con donne e uomini.…

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Catttive ragazze

“..La cosa più sbalorditiva però è stata vedere mia madre che chiudeva gli occhi a mia nonna, e dopo averla vista ho pensato: ‘oh, se questa è la morte e la si può affrontare e guardare in faccia , allora posso fare tutto quello che voglio nella vita!  Niente sarà più intenso di questo momento!’ E’ stato quello il momento che mi ha reso ciò che poi sono diventata…che mi ha permesso di essere la bambina ribelle che ero, che osava e correva rischi mentre i genitori tentavano di controllarla.”

Cattive Ragazze – Storia di Artiste Guerriere – Shake Edizioni

Potrei sottoscrivere quanto sopra totalmente. E’ il momento, ora, di essere cattive ragazze. Di chiedere, di far sentire le nostre ragioni. Di osare. Di non temere, di accettare di non piacere.…

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9 novembre, Mestre (VE), presentazione del libro

Ore 18.00, al centro culturale Candiani, presentazione del libro: con Lorella Zanardo, l’Assessora Tiziana Agostini e Maria Elena Tomat, Presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia. in piazza Candiani 7.

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Il lato C

Le donne hanno un lato che la TV ignora: il Cervello. Questo è l’evento del 10 novembre organizzato dal coordinamento donne della Cgil di Prato e patrocinato dalla Provincia di Prato: il titolo della serata è “Il lato C”. Sarà proiettato il documentario Il Corpo delle Donne e seguirà un dibattito con Ritanna Armeni, Patrizia Barghini, Anna MAria Romano. Ci sarà anche la mostra fotografica Visioni Femminili, con foto di Laura Albano, Linda Gargelli, Sara Lombardi.

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Via Padova, Milano.

Oggi 7 novembre. Sto andando nonostante la pioggia alla tavolata multietnica – si mangia! – che è stata organizzata in via Padova a Milano, altezza Gorla, dal comitato Boeri. Come sapete ho deciso di non schierarmi per un candidato in particolare, semplicemente segnalo le iniziative che mi paiono interessanti.

Via Padova è stata dimenticata a lungo dalla nostra amministrazione; in altri Paesi, come ha scritto Marina Terragni, l’avrebbero trasformata in uno dei cuori pulsanti della città. E’ una via che io personalmente amo molto. Alle 15 suona l’Orchestra di Via Padova. Se venite ci incontriamo e mi fa piacere.…

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La TV per Sabina/3

Nyotaimori, vassoi viventi per gustare il sushi «a pelle».

Nella retorica buffona dell’ identità “culturale” nordica, e nazionale in genere, hanno un  posto decisivo la cucina (“no al cous cous”dice il manifestino di orgoglio leghista), e le donne. Si selezionano durante tutto l’anno le ragazze dai 17 ai 28 anni che si contenderanno il podio di Miss (razza) padana, rigorosamente nordiche, alle quali, per mostrare che le belle sono persino preparate, vengono fatte domande di nordicità varia e nordicità applicata alla cucina.

Se si sta disinvestendo in autentica cultura per  arginare la devastazione televisiva che cancella ogni identità e ricchezza (Tremonti ha acutamente affermato : “di cultura non si mangia”),  invece si potenzia  la subcultura locale, che favorisce la contrapposizione con l’Altro, cioè l’immigrato che “violenta le nostre donne”, le  “le maltratta”, “le costringe al velo”. Le lapida.

Attenzione però, l’equazione donna-da-salvare e cucina uguale identità  non  solleva sempre le stesse reazioni. Impazza al nord e sbarca a Roma, il  giapponese Nyotaimori, o “donna-vassoio”, o anche  body(fast)food. Si tratta di una riappropriazione burina dell’antica e triste usanza delle geishe, lavate, depilate poi distese nude, sul cui corpo venivano servite pietanze per il sovrano. Una cosina evoluta, altro che niqab o burqa. Questa bella importazione presenta un vantaggio, a  parte far guadagnare l’esercente: non puzza di povertà e immigrazione come il cous cous. L’informazione in rete,  per i clienti di oggi, è  indicativa: “prima di trasformarsi in un vassoio vivente di sushi, la donna è addestrata per ritrovarsi sdraiata per molte

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