Rubriche

Per Sarah

Ieri notte l’hanno trovata, era vicino a casa, seppellita dalle pietre in fondo ad un pozzo; non c’entrava Facebook o una fuga d’amore. Più banalmente lo zio l’ha ammazzata, per il solito motivo: lui la voleva, lei no. Dunque l’ha strangolata. Niente di nuovo. Ora inizierà il solito circo mediatico popolato da voyeur dall’interesse morboso. Mi vengono i brividi.

Sarah aveva 15 anni e in tutti questi giorni l’ho pensata con tenerezza infinita: ero certa fosse scappata per un desiderio adolescenziale irrefrenabile di avventura; ero certa sarebbe tornata. A 15 anni, nonostante l’aspetto spesso adulto, si è ancora bambine, magari si fa già l’amore, però si disegnano i cuoricini sul diario, si promette fedeltà eterna all’amica del cuore, si tengono tanti pelouche sul letto. Come la piccola Noemi Letizia, resa mantide dal nostro immaginario malato e perverso.

C’è una questione maschile di cui è urgentissimo discutere. E proprio agli uomini che, come me oggi, si sentono affranti dalla morte di Sarah, chiedo di avviare una riflessione sul perché di tanta violenza e di tanta rabbia. La prima causa di morte per le donne sono le botte, botte che ci massacrano, pugni con cui vengono spaccati denti, ossa, organi interni. Io non riesco ancora a capire perché di fronte ad un appello come questo la prima reazione degli uomini sia di rifiuto e difesa. Nessuno pensa, non io, che tutti gli uomini siano dei violenti. Ma quando i giornalisti stranieri mi chiedono “perché le donne italiane non reagiscono?” io, anziché rispondere …

Continua a leggere...

Padova, 15 ottobre: libro in Feltrinelli e video in Università

Alle ore 17 alla libreria Feltrinelli di via San Francesco 7, con Lorella Zanardo e Saveria Chemotti, docente di Letteratura Italiana all’Università di Padova, per la presentazione del libro.

Poi, per inaugurare il corso Tra Differenza e Identità dell’Università degli Studi di Padova, proiezione del documentario, ore 18.30, Teatro Ruzante, Riviera Tito Livio. Con Lorella Zanardo.

Continua a leggere...

MicroMega

Vi segnaliamo il bell’articolo di Chiara Saraceno sul lavoro e le donne oltre e l’appello per la manifestazione del 16 ottobre a Roma.

Continua a leggere...

Parigi, 7 ottobre: forum su Women in media and society

All’interno di W.I.N. Conference, Lorella Zanardo è tra le relatrici del working forum on WOMEN IN MEDIA AND SOCIETY.…

Continua a leggere...

IN-EQUILIBRIO

C’è del bello in giro per l’Italia, rendiamolo visibile. GIovedi una compagnia di ragazzi e ragazze giovanissimi mette in scena il risultato di un laboratorio condotto dalla bravissima regista Michela Blasi, una che da sempre propone alternative al corpo unico televisivo. Vi consiglio di esserci.

Teatro Litta  corso magenta 24 Milano 7 ottobre ore 21 ingresso libero

il gruppo di giovani allievi di Extramondo/Carducci per “Connections” presenta

IN-EQUILIBRIO di Tommaso Urselli

con  Alessio Patanè  Matteo Battaglia  Sigal Chameides  Luca Spinicci  Arianna Magna Ottavia Amato  Chiara Compagnoni  Gian Marco Duina  Edoardo Arisi Alice Bonvini  Sasha Sychova  Alice Gambara   Xhestina Myftaraj  Gaia De Luca Federico Regonesi  Camilla Straziota assistente alla regia   Daniela Ferrante regia Michela Blasi

I 16 attori, tutti compresi tra i 16 e i 19 anni, sono allievi del laboratorio teatrale che Extramondo conduce al Liceo Carducci di Milano. Costituiscono una  compagnia giovanissima che ha già presentato con successo diversi lavori nei teatri cittadini. La storia

Milano, davanti alla stazione centrale, gente di ogni tipo: due giovani appena arrivati dal sud, un cacciatore di Garbagnate, una ragazza praticante yoga, una famiglia con bimbi, un ragazzo che sogna di diventare giornalista, cani randagi … Ma a quanto pare qualcosa di speciale sta per accadere; qualcosa che costringerà ognuno dei personaggi a sollevare la testa dalla propria occupazione per rivolgerla in alto, verso chi tenta di realizzare un sogno apparentemente impossibile.

Il testo è liberamente ispirato a un episodio realmente accaduto: il 7 agosto 1974 il funambolo Philippe Petit passeggiò su …

Continua a leggere...

Milano, 3 ottobre: incontro con Stefano Boeri e spettacolo di Cristina Comencini

Domenica 3 ottobre alle ore 10.30, a Milano in Corso Buenos Aires 33, presso il Teatro Elfo Puccini, andremo a un incontro pubblico con Stefano Boeri, candidato sindaco di Milano. Siamo stati invitati da Marina Terragni a partecipare all’interno dello spazio Convincimi. Gli porremo le domande che ci avete suggerito voi nei commenti al post dedicato al tema dei candidati sindaco. Grazie a Ilaria e a Emanuela che ci aiutano in questo lavoro.

Alle ore 21 saremo al Teatro Franco Parenti di Milano per assistere allo spettacolo Libere e al successivo dibattito. Speriamo di incontrarvi.…

Continua a leggere...

La Tv per Sabina/1

Da qualche settimana ospitiamo con piacere Sabina Ambrogi, giornalista brillante e graffiante critica televisiva. Ecco l’articolo apparso il 25 settembre su Il Manifesto.

Il mondo rovesciato dei talent ragazzini

Due programmi fotocopia Rai e Mediaset descrivono meglio di ogni altro quanto la parola futuro sia solo un titolo per comitati populisti. Si tratta rispettivamente di Ti lascio una canzone, Rai Uno, condotto da Antonella Clerici e Io canto, Canale Cinque, condotto da Gerry Scotti. Non si tratta di programmi televisivi pensati per bambini, ma si tratta di uno spettacolo per adulti di una certa età, che giudicano col televoto le esibizioni di bambini, mini proletari che servono gli ingranaggi di una macchina per industrie di merendine (per bambini obesi), per il profitto di editori, e ricchi conduttori che creano grandi monopoli. Ma il punto è davvero un altro. Quasi nessuno di quei bambini andrà da nessuna parte, perché lo spettacolo musicale in Italia si fa quasi solo in tv, e ormai solo con la formula del «cercasi talenti» che beninteso, una volta trovati, non saranno mai reimpiegati in nessun posto. Il talent show azzera i costi degli ingaggi degli artisti: si tratta di artisti (in questo caso di bambini) che, a loro spese di tempo, sacrificio e denaro, si formano e si esibiscono gratis. L’esibizione gratuita è chiamata ipocritamente: «un’occasione per mostrarsi in pubblico». Occasione che per chiamarsi tale non deve essere irregimentata e controllata dalla ripetitività imposta dal marketing e dal monopolio di un paio di persone,

Continua a leggere...