Author Archive

C’è DA FARE

Immersi nello sconforto per le notizie della nostra politica sempre più rivoltanti e con i media che affondano ogni nostro tentativo di credere che il mondo si possa cambiare – e però è vero: il mondo si può cambiare – prendiamo spunto da Ina Pretorius, e dalla sua daseinkompetenz, cioè da quella competenza dell’esserci nelle cose, nel qui e ora che le donne hanno così bene sviluppato e di cui spesso non sono coscienti.

In questo momento storico io credo sia utile mantenere alto lo sguardo e impegnarsi in azioni militanti quotidiane che possano migliorare la realtà intorno a noi.

Se in giro non si vede nessun politico che ispiri il nostro quotidiano con una visione che guarda lontano, occupiamoci di cio’ che ci circonda con cura e dedizione perché è ormai chiaro che saranno quelle nostre apparentemente piccole azioni a dare il senso ad un nuovo modo di intendere la politica.

Il silenzio pubblico delle donne su cui tanto ci si interroga, ad un orecchio attento si trasforma in questi giorni in una moltitudine di voci forti e chiare.

Mentre i media danno spazio ad una ragazzina appena maggiorenne chiedendole le ragioni della fine di un matrimonio tra un premier 70enne e la moglie 50enne, e quotidiani un tempo “seri” recensiscono le notti in balera della signora D’Addario , la scuola per molti è ripresa o riprenderà a breve. Settembre, i media lo sanno?, è il mese più faticoso per le donne madri: la scuola che riapre significa organizzare …

Continua a leggere...

4 Settembre, intervento di Lorella Zanardo sul sito de “L’Unità”

Oggi alle 14:30 Lorella Zanardo interverrà con Concita De Gregorio al forum “Il silenzio delle donne” sul sito de “L’Unità” www.unita.it

Continua a leggere...

Videocracy

Forse hanno ragione ormai loro. Loro, quelli che la tv la fanno e che in tv ci vanno, dicono che è solo la tv ormai a farti esistere e a darti la notorietà vera. Sulla passerella rossa del Festival del Cinema di Venezia passano tra le grida di entusiasmo del pubblico assiepato, i veri eroi di quest’epoca: “Simo” Ventura, Flavio con la Gregoraci e gli altri volti televisivi che ci sono ormai familiari, trovandoli noi ormai ovunque, dal settimanale non solo di gossip, ( ricordate il calendarione con “Cristina la 6a” su Panorama?) alle affissioni, ai dibattiti. Sorridono mentre la folla li fotografa in delirio, mentre alcuni si sporgono oltre le transenne per cercare di toccare Briatore, uomo idolatrato baciato dalla fortuna: macchine di formula 1, moglie soubrette, Sardegna e billionaire. Sono i nuovi eroi accessibili a tutti, quelli in cui gli spettatori della tv facilmente si rispecchiano: mai troppo belli,sempre esagerati, abiti sbagliati, incedere goffo, fascino azzerato. Poco più in la una Rampling meravigliosa elegantissima e ieratica alza la mano discretamente salutando. I fotografi stranieri finalmente scattano avendo trovato nella Rampling un soggetto degno da immortalare: gli stranieri si chiedono con stupore come mai ad uno dei piu’ importanti Festival del Cinema del mondo, arrivi in massa tutto il trash televisivo. E il nostro trash televisivo è il vero protagonosta di VIDEOCRACY, il film riflessione di Erik Gandini sui collegamenti tra politica e tv che rendono il nostro Paese un caso anomalo. Il film va visto. Molti di voi …

Continua a leggere...

Il nostro dovere più sacro

Pochi minuti di Casa di Bambola, dramma di Henrik Ibsen, che ci servono a riflettere su come i temi che qui discutiamo, fossero già attuali nella Norvegia di 150 anni fa. Prima di passare al video, se volete, potete leggere la trama della piece teatrale qui:

http://it.wikipedia.org/wiki/Casa_di_bambola

Helmer:  Ma da ora in avanti tutto cambierà. Il tempo del gioco è finito. Ora è tempo  per voi di iniziare un percorso educativo.

Nora: chi? Io o i bambini?

Helmer:: Entrambi.

….

Nora: Devo cominciare ad  educare me stessa. E tu non sei l’uomo che mi puo aiutare in qs compito. Lo devo fare da sola. Per questo ti lascio. Devo imparare a stare in piedi con le sole mie forze. Devo conoscere me stessa e le cose che accadono intorno a me. Devo andarmene dalla  tua casa.

Lui: Ma non puoi farlo. È contro i tuoi doveri piu sacri

Lei: e quali sono i miei doveri piu sacri?

Lui: Tuo marito, i tuoi figli.

Lei: ho dei doveri ancora piu sacri: i doveri verso me stessa.

Casa di Bambola fu scritto da Ibsen nel 1879 e alla prima rappresentazione, come avete letto, suscitò uno scandalo enorme. Se ne discuteva continuamente, e le discussioni spesso accendevano gli animi e talvolta degeneravano. Per un certo tempo fu consuetudine, nei biglietti di invito a cena, aggiungere una postilla: “I signori invitati sono cortesemente pregati di non parlare di Nora”.

Ibsen sosteneva che “ci sono due tipi di leggi morali, due tipi di coscienze, una …

Continua a leggere...

31 agosto: L’Unità intervista a Lorella Zanardo

Clicca qui per leggere l’articolo.…

Continua a leggere...

Corpi vivi

Amy Winehouse

Dopo qualche settimana di riposo, di sole mare e vento sono ancor più convinta dell’importanza fondamentale di liberare l’energia dei nostri corpi.

Corpi liberati in grado di far scaturire cambiamenti, non i poveri corpi burattini televisivi.

Corpi dimenticati dalla politica e dagli intellettuali e quindi lasciati totalmente in balia di tristi personaggi dello spettacolo a cui abbiamo concesso il monopolio della rappresentazione del corpo, che è diventata quel povero avanspettacolo che conosciamo.

Riprendiamoci i corpi e l’energia che ne deriva. Con il corpo compiamo le azioni tra le più belle della nostra vita: balliamo (voi ballate?), facciamo l’amore, ci abbracciamo, corriamo, facciamo sport, ci accarezziamo, ci tocchiamo l’un l’altro. E noi donne è con il corpo che facciamo figli.

Corpo rivoluzionario: almeno una volta nella vita l’abbiamo provato? Quella sensazione di potenza, di pienezza che sale e che ci riempie e che vuole poi trovare uno sbocco fisico, che sia un gesto, uno scatto in avanti, un grido. O, quando siamo avanti nel percorso di vita, corpo che diventa un tramite verso una dimensione alta.

Ritorniamo alla nostra vita di tutti i giorni portando con noi i nostri corpi e la possibilità di ribellione in essi compressa.

“Fango” titolava ieri l’Unità e la scritta campeggiava sull’immagine dell’Italia immersa in una fanghiglia viscida, a simboleggiare quanto stiamo vivendo negli ultimi mesi e che verosimilmente continuerà nei prossimi.

Nel fango si può lentamente scomparire, se il nostro corpo non è allenato a resistere, a reagire.

Non facciamoci sommergere dal lerciume …

Continua a leggere...

Incontrarsi

Carissimi e carissime,

ce ne andremo in vacanza per un paio di settimane.

Sono stati mesi speciali, densi di attività, mail, post, inviti.

Qualcosa si è mosso.

L’inerzia che pareva averci bloccato da anni, forse sta lasciando il posto a un nuovo stato d’animo, a cui non è ancora possibile dare un nome e che ancora non sappiamo verso quale tipo di azione ci condurrà.

Molti di voi chiedono un’ azione concreta e nota: manifestare pubblicamente e fisicamente ha ancora un senso in quest’epoca dominata dai media? Non ho una risposta, ci sto pensando. Certo è che in un momento storico dove “se non appari non esisti”, perché una manifestazione abbia risonanza dovrebbe coinvolgere migliaia di persone e anche così non è garantita sempre e comunque la visibilità.

La rete.

Per noi de IL CORPO DELLE DONNE Internet ha significato moltissimo.

Visibilità, passaparola efficace, diffusione capillare in Italia e all’estero. Dibattiti, festival, confronti e la conferma che c’è un’Italia che non appare ma che esiste ed è ora che venga allo scoperto.

Il come è tutto da inventare.

Internet ci permette di tessere delle relazioni a volte profonde. La rete ha reso il nostro blog un punto di incontro importante.

L’enorme differenza rispetto ad anni fa è la non fisicità della nostra relazione.

Noi che lottiamo intorno e per il corpo delle donne, non abbiamo corpi, la rete non li prevede.

Anni fa, come diceva Susan George, bastava scendere in piazza e unirsi ad una manifestazione e subito si aveva …

Continua a leggere...