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Lettera da Berlino o "del Ricominciare"

Lettera da Berlino o “del Ricominciare”

Questa lettera di Livia è  l’inizio di qualcosa. Mi arriva la mail di Livia da Berlino e contemporaneamente mi arrivano mail di ragazze, giovani donne e ragazzi che mi raccontano che stanno intraprendendo. C’è fermento. Sto riflettendo. Mi interessa. Ci occuperemo di questo prossimamente.

12.05.2013: Con oggi anche la rassegna ALICE ALLO SPECCHIO è terminata: un mese di dibattiti, discussioni, presentazioni e, per me, grandi scambi. Devo ancora rielaborare imput, impressioni, voci. Sono state delle settimane intense, almeno per la parte del programma che mi ha riguardata. Ringrazio di cuore Lorella Zanardo, Slavina, Loredana Lipperini e Alina Marazzi che si sono alternate durante le ultime due settimane, passandosi la palla di mano in mano con entusiasmo, estrema curiosità e attenzione rispetto a questo nuovo contesto che andavano ad esplorare grazie anche alla guida di noi organizzatrici.

Ognuna di loro ha lasciato a me (e a chi, con me, ha seguito questo percorso) molto materiale e molto spazio per riflettere e continuare ad agire in modo consapevole, con caparbietà e fiducia rispetto al fatto che NON È TUTTO INUTILE ciò che, giornalmente, nel proprio minuscolo microcosmo, si sta facendo per migliorare questo mondo. Farò tesoro delle conversazioni fatte con loro in pubblico o in in momenti d´intimità e di svago e spero che questo facciano anche i partecipanti e le partecipanti agli incontri di ALICE ALLO SPECCHIO. In molti e in molte ci hanno ringraziate, perchè sí, sembra superficiale organizzare una rassegna “culturale”, ma da dove cominciare altimenti? Come …

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#TISALUTO

#TISALUTO

In Italia l’insulto sessista è pratica comune e diffusa. Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni.

Spesso abbiamo subito commenti misogini, dalle considerazioni sul nostro aspetto fisico allo scopo di intimidirci e di ricondurci alla condizione di oggetto, al violento rifiuto di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio.

In Italia l’insulto sessista è pratica comune perché è socialmente accettato e amplificato dai media, che all’umiliazione delle persone, soprattutto delle donne, ci hanno abituato da tempo.

Ma il sessismo è una forma di discriminazione e come tale va combattuto.

A gennaio di quest’anno il calciatore Kevin Prince Boateng, fischiato e insultato da cori razzisti, ha lasciato il campo. E i suoi compagni hanno fatto altrettanto. Mario Balotelli minaccia di fare la stessa cosa.

L’abbandono in massa del campo è un gesto forte. Significa: a queste regole del gioco, noi non ci stiamo. Senza rispetto, noi non ci stiamo. L’abbandono in massa consapevole può diventare una forma di attivismo che toglie potere ai violenti, isolandoli.

Pensate se di fronte a una battuta sessista tutte le donne e gli uomini di buona volontà si alzassero abbandonando programmi, trasmissioni tv o semplici conversazioni.

Pensate se donne e uomini di buona volontà non partecipassero a convegni, iniziative e trasmissioni che prevedono solo relatori uomini, o quasi (le occasioni sono quotidiane).

Pensate se in Rete abbandonassero il dialogo, usando due semplici parole: #tisaluto.

Sarebbe un modo pubblico per dire:

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La Sarroch e i Bambini dal DNA alterato

I bambini/e sardi che risiedono vicino al pià grande impianto del mondo e che si trova in Sardenga vicino a Cagliari, presentano gravi alterazioni del DNA. Questi i risultati di una ricerca dell’Università di Oxford, il cui abstract leggete qui sotto. Ci riguarda tutti. Propongo però che  noi donne ci si possa sentire coinvolte testa e corpo in questo delitto: la tutela della vita di chi non può ancora difendersi la sento come una priorità. http://mutage.oxfordjournals.org/content/28/3/315.short

Air quality is a primary environmental concern in highly industrialised areas, with potential health effects in children residing nearby. The Sarroch industrial estate in Cagliari province, Sardinia Island, Italy, hosts the world’s largest power plant and the second largest European oil refinery and petrochemical park. This industrial estate produces a complex mixture of air pollutants, including benzene, heavy metals and polycyclic aromatic hydrocarbons. Thus, we conducted a cross-sectional study to evaluate the prevalence of malondialdehyde–deoxyguanosine adducts in the nasal epithelium of 75 representative children, aged 6–14 years, attending primary and secondary schools in Sarroch in comparison with 73 rural controls. Additionally, the levels of bulky DNA adducts were analysed in a subset of 62 study children. DNA damage was measured by32P-postlabelling methodologies. The air concentrations of benzene and ethyl benzene were measured in the school gardens of Sarroch and a rural village by diffusive samplers. Outdoor measurements were also performed in other Sarroch areas and in the proximity of the industrial estate. The outdoor levels of benzene and ethyl benzene were... Continua a leggere...

Fermiamo la pubblicità sessista: firmato Art Directors Club Italiano

Fermiamo la pubblicità sessista: firmato Art Directors Club Italiano

Di seguito riportiamo il post pubblicato sul blog dell’ADCI per l’abolizione del sessismo in pubblicità. Condividiamo con Massimo Guastini che è tra i principali promotori, sottoscriviamo e diffondiamo:

Quest’anno, in occasione della manifestazione “Giovani leoni” organizzata da Sipra, il brief per la sezione stampa ha invitato i giovani concorrenti a immaginare una campagna a favore della petizione online contro la pubblicità sessista.

La petizione sarà online dal 13 maggio 2013. Oltre che firmarla vi invito a condividerla. La troverete QUI, in home page nel sito Adci e nella home page di changes.org

E questo è il lavoro che abbiamo scelto per sostenere la petizione. L’idea è di Lara Rodriguez e Giorgio Fresi (Tbwa).

campagna contro la pubblicità sessista in Italia, promossa dall’Art Directors Club Italiano

Per regolamento non è possibile iscrivere campagne multi soggetto ai Giovani Leoni, e l’unico soggetto iscritto al concorso da Lara e Giorgio non era nella forma attuale. Ma ha comunque colpito l’attenzione mia e della giuria presieduta da Annamaria Testa. Li abbiamo quindi contattati affinché tirassero fuori con più calma (rispetto alle sole 24 ore concesse dal concorso) tutto il potenziale della loro idea.

A quante figure carismatiche, possibili premier, premi nobel, imprenditrici, artisti, stiamo rinunciando, tarpando loro le ali, senza esserne consapevoli? Siamo certi che sia conveniente, per un paese a terra, accontentarsi di un solo motore quando per decollare ce ne servirebbero due?

Sono ormai vent’anni che le nostre università laureano più donne che uomini. E il 66% delle votazioni superiori a …

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Ricomincio da Me

Ricevo e pubblico. Di lettere così, di donne e uomini che leggono e stanno ricominciando da sé stessi, ne arrivano molte in questo periodo.

Questo è un Post semplice e chiaro.

- È un Post scritto tutto di un fiato, perché quello che ho da dire mi viene da dentro, non ci devo stare a girare troppo intorno.

- È un post determinato dalle mie ultime esperienze di vita.

- È un Post dedicato anche a Bacche Rosse, perché mi è spiaciuta la sua sfuriata, anche se ne capisco il senso. E spero davvero che mi legga.

- È un Post di incoraggiamento, di forza per tutt* voi che state in Italia.

- Ma, soprattutto, è un Post che richiede una premessa ed un ricordo, quello di mia zia Rosa, una figura che ho sempre amato e “compatito” (dal greco antico “soffrire insieme”), pur non avendola mai conosciuta.

Una figura, per me bambina, “mitica”. Una donna povera, che lascia la Sicilia negli anni ’20, senza un soldo in tasca. Appena sposata.

Costretta dall’indigenza ad abbandonare i genitori (che non rivedrà mai più in vita), i fratelli, il paesello: tutto, per andare incontro alla sorte e alla speranza di una vita migliore.

Si imbarca su un bastimento e arriva a New York. Senza sapere neanche l’italiano (figuriamoci l’inglese). Rimane per giorni ad Ellis Island (sapete, no, che i migranti venivano messi in quarantena), poi comincia la sua dura avventura americana.

Tornerà solo una volta in Italia, negli anni ’50 (dunque …

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9 maggio 1978 - 9 maggio 2013

9 maggio 1978 – 9 maggio 2013

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La Scuola e i Media per contrastare il Femminicidio

Gentile Presidente Boldrini, gentili ministre Carrozza e Idem, in questi giorni il Corpo di noi Donne, pare stia diventando popolare. Ci sono voluti più di 100 donne ammazzate l’anno passato e un trend in ascesa anche quest’anno per convincere i media a dare risalto al femminicidio, neologismo che sta a significare omicidio di una donna in quanto donna.

 

In molte stiamo lavorando su questo tema da anni, a partire dalle donne attive nei centri per le donne maltrattate alle migliaia di attiviste ignote che con pazienza svolgono un ruolo fondamentale in rete, luogo prezioso di innalzamento del livello di consapevolezza, frequentato dalle e dai giovani e quindi luogo di formazione ed educazione quando ben utilizzato. È forse ridondante ricordare qui quanto il nostro Paese sia arretrato su questo tema e su quello della valorizzazione di genere in generale, il nostro 80esimo posto nella classifica del Gender Gap stilato dal Wef, o le raccomandazioni inevase della rappresentante della Cedaw-Onu ne sono testimonianza. Questo è il punto di partenza ed è inutile guardare al passato. Possiamo decidere che oggi sia l’inizio di un nuovo percorso.

 

Mi permetto di consigliare alcune iniziative necessarie la cui richiesta arriva dalle migliaia di ragazze e di giovani uomini che incontriamo ogni anno nelle scuole. Il cambio che auspichiamo è culturale, vogliamo un Paese realmente paritario dove anche per le donne sia valido quella bellissima parte del terzo articolo della Costituzione che ci ricorda come ognuno – e immagino ognuna …

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