Monthly archive novembre 2013

Noi Siamo dalla Parte delle Ragazzine

NOI SIAMO dalla PARTE delle RAGAZZINE. Senza “se” e senza “ma”. Ragazze: qui siamo con voi. INCONDIZIONATAMENTE. Nessun giudizio. Nessuna accusa. Nessun sopracciglio alzato sui casi delle ragazzine di cui gli adulti disquisiscono in giorni. Siamo adulte/i e decidiamo di ESSERE dalla VOSTRA PARTE. NON SENTITEVI SOLE. NON SENTITEVI ABBANDONATE. ci sono migliaia di DONNE, e pare strano dirlo di uomini, che STANNO DALLA VOSTRA PARTE. I giornali e i tg raccontano solo di una parte della società, sono fatti per vendere. E per vendere feriscono le persone, e talvolta fanno molto male. NESSUN GIUDIZIO sulle vostre azioni. Sappiamo qui molto bene che è tempo di ASCOLTARVI . Con i tempi che vorrete e le modalità che vorrete. iN ASSENZA DI GIUDIZIO e con DISPONIBILITA’ TOTALE.

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Il Seno Malato

Il Seno Malato

 Chiara Baldin, la nostra giovane corrispondente da Lisbona, raccoglie  con grande comprensione una testimonianza di malattia. Che potrebbe accadere qui o altrove. La morte è rimossa dalla nostra società. Credo che sia dovuto in parte a cio’ che Catherine Mayer definisce amortalità, dove la “a” è privativa. Generazioni che rimuovono la morte dal proprio percorso. Grazie Chiara. Il tuo post è la prova del  filo che lega le donne di diverse generazioni. “Il cancro è il nemico numero uno delle malattie: meno si nomina e più si pensa di evitarlo.E il motivo di tanta paura è che, legata alla parola cancro, c’è la parola morte. E nel nostro sistema, nella nostra civiltà, non si muore.Morte è sconfitta.

Morte è vergogna e perdita di dignità.

Abbiamo paura di morire ma guai a dirlo. Lo fai solo se stai lì lì per. Altrimenti, meglio evitare: non si sa mai che porti sfiga. E poi, la morte? Il cancro? Capita agli altri. A me no.

Ma è vero, di cancro si muore.

Una diagnosi di cancro abbraccia sempre una riflessione sulla fragilità della vita, sulla sua imprevedibilità e sorpresa. Alcune diagnosi più di altre. Per esempio, la mia. Tuttavia grazie ai miei figli e nipotini, sono stata richiamata alla vita. E la percepisco ogni volta in cui sono sveglia e lucida.

Sono consapevole che ho dentro di me un “caso terminale”. Che non c’è cura che lo abbatterà. Che morirò prima di quando avrei voluto morire.

Tuttavia non mi spaventa morire.

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La Cancelliera Tedesca e Noi Italiane Impaurite

La Cancelliera Tedesca e Noi Italiane Impaurite

Quando Angela Merkel diventò Cancelliere, in tedesco der Kanzler, fu per i tedeschi una novità, infatti fino a quel momento in Germania non si erano avute cancelliere donne, e nemmeno di conseguenza esisteva un termine per definirle. Detto fatto: la nuova arrivata coniò dunque un neologismo Kanzlerin ( in tedesco il suffisso “in” identifica il femminile). La lingua si evolve: diciamo maestra e  infermiera, e sicuramente ci stupiremmo se nostro figlio ci raccontasse che il suo maestro ha spiegato qualcosa in classe e scoprissimo poi che il maestro è una donna. Anni fa presenziavo ad un convegno all’Università Bocconi. La conduttrice ( e non conduttore) chiamò sul palco” il presidente di Confindustria, il Segretario della Cgil e il Ministro delle Pari Opportunità”. Salirono Emma Marcegaglia, Susanna Camusso e Mara Carfagna. Se ci fosse stato presente un non vedente si sarebbe stupito nell’ascoltare delle voci  femminili, visto che erano stati introdotti come fossero uomini. La lingua si evolve: un oggetto nuovo ci conduce a creare un nuovo termine, in altro modo utilizzeremmo pochi vocaboli come accadeva millenni fa quando la lingua utizzava molti meno termini. Anche i cambiamenti sociali influiscono sui mutamenti della lingua: e infatti l’emancipazione delle donne ha condotto a coniare il femminile di alcuni termini che definiscono le professioni: se non sto bene dirò “vado dalla dottoressa” e non dirò “dal dottore” se si tratta di una donna. Su questo siamo tutte e tutti d’accordo. Non si capisce dunque la resistenza, i frizzi …

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9 Milioni di Vecchie Inutili

9 Milioni di Vecchie Inutili

 

Marina Abramovich, la 67enne artista performer, utilizza il suo corpo come strumento di innalzamento del livello di consapevolezza. Acclamata e riconosciuta, ha tra i suoi maggiori sostenitori/trici giovanissime/i da tutto il mondo. Il suo lavoro contribuisce  in modo determinante a liberare il corpo dalle immagini stereotipate che lo ingabbiano e gli impediscono di esprimersi.

Indra Krishnamurthy Nooyi è l’Amministratrice Delegata di Pepsi Co. Indiana laureata in fisica, diventa presidente Pepsi nel 2001. Secondo Business Week  da quando la  58enne Nooyi è direttora finanziaria, gli introiti della società sono aumentati del 72%.

Questa è Arianna Huffington. Greca, trapiantata negli USA, la 63enne imprenditrice all’età di 55 anni fonda un giornale online e con supremo e legittimo desiderio di affermazione, lo chiama “Huffington Post” che sarebbe poi il “giornale della signora Huffington”. Il suo magazine online diventa in breve il news aggregator più letto degli Stati Uniti, la signora si arricchisce e un paio di anni fa vende il marchio a caro prezzo anche al gruppo Espresso Repubblica.

 

 

 

 

 

Vandana Shiva  è una  61enne attivista e ambientalista indiana. Continua a leggere...