Monthly archive giugno 2010

30 giugno, Roma

Incontriamoci alla Festa Democratica di Roma, vi aspetto! Via delle Terme di Caracalla, ore 21: Il corpo delle donne nei media italiani. Intervengono Silvia Costa, Giovanna Melandri, Veronica Pivetti, Norma Rangeri e Lorella Zanardo. Con la proiezione del documentario Il Corpo delle Donne.

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29 giugno, Catania

Ore 19:00, Libreria Caffè Tertulia Via M. Rapisardi, Catania. Incontro con Lorella Zanardo.

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Metterci la Mia Faccia (7)

Mi chiamo Lorella.

Il mio nome non mi è mai sembrato un gran ché.

Ho un tatuaggio sulla spalla destra a cui tengo molto.

Ho fatto un documentario insieme a due amici maschi che ha dato avvio a un gran bel dibattito in un paese che si è dimenticato di essere  un gran Paese.

Ho due figli di 10 e 13 anni che amo pazzamente. Che si potesse amare così l’ho scoperto tardi : ma  daltronde cosa vuole dire tardi?

Ho fatto molte cose cose nella mia vita. Felice veramente lo sono stata però in due occasioni: incinta e ballando al Plastic (una piccola mitica disco a milano, che piu che una disco è una esperienza di vita. C’era un dj, Nicola Guiducci, che più che un dj era un maieuta: a me ha tirato fuori la vita che avevo dentro e che aveva paura di uscire).

Ho un aspetto rassicurante e perbene,  che mi corrisponde solo in parte. Mi attraggono i perdenti e gli emarginati. Credo che la borghesia sia uno dei mali peggiori di questa società. Rifletto spesso sul fatto che io  io ne faccio parte.

Mi piacciono i giovani. L’emozione più grande è per me l’innocenza e la purezza. I cinici , i disillusi, i navigati…mi fanno fuggire a gambe levate..

Il mondo si può cambiare, ne sono più che certa. Penso che se una mattina ci alzassimo pensando “basta!”  sarebbe “basta”: il problema è crederci. Io ci credo.

Non mi sono mai venduta e non appartengo …

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Minori e TV

Portiamo l’attenzione su due volumi che in modo assai diverso tra loro trattano del rapporto tra televisione e minori.

Volevo dirti che è lei che guarda te, di Paolo Landi, brevissimo libro ancora (per fortuna!) di quelli “apocalittici” come l’avrebbe definito Umberto Eco, contro la TV così come è fatta in quanto terribilmente dannosa per la salute, mentale e fisica, dei nostri figli. Forse troppo duro e intransigente in alcuni punti di vista ma estremamente onesto nel parlare della televisione senza timore di dover essere condiviso.

Una TV per tutti, lavoro di 4 psicologi dell’età evolutiva, è interessante perché mette in luce i rischi connessi alla visione della TV per i minori, a partire da diverse ricerche effettuate sul campo, con un linguaggio che risulta comprensibile anche ai non addetti ai lavori.

Due piccoli libri importanti e utili per ricordarci che quando parliamo di televisione dovremmo più spesso tenere conto di quelli che ne sono i principali consumatori: i bambini.…

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La campagna Immagini Amiche dell’UDI

Segnaliamo questa iniziativa importante, come molte altre portate avanti dall’UDI (Unione Donne Italiane). Va nella stessa direzione del nostro lavoro  e si prefigge uno scopo concreto, che intervenga direttamente nella realtà, per migliorarla. Sostenetela, partecipate e diffondete!…

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28 giugno, Siracusa

Palazzo della Provincia, via Roma, ore 18.30, incontro con Lorela Zanardo per la rassegna “Femminile Plurale – La donna giusta”.

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Una televisione per chi?

Il degrado della programmazione televisiva nel nostro paese mi è apparso con chiarezza prima mentre montavamo il documentario e poi con il lavoro di monitoraggio delle trasmissioni portato avanti sul blog. A quel punto mi è venuto naturale chiedermi che cosa dicessero gli studi sulla televisione, i saggi, le ricerche accademiche, che sapevo essere numerosissimi. E anche domandarmi quale fosse l’azione degli organismi di tutela dei cittadini, quali la presenza e il peso delle leggi e dei codici. Mi rifiutavo di credere che questa svilente programmazione potesse andare in onda senza un’adeguata denuncia, senza una presa di posizione delle teste pensanti, senza mezzi di regolamentazione, senza azioni di contrasto nei confronti delle trasmissioni diseducative.

Ho scoperto che in Italia la ricerca e l’analisi hanno dettagliatamente fotografato ogni aspetto dell’attività televisiva: produzione, fruizione, effetti individuali e sociali. Esiste un quadro chiaro di ciò che la tv è, della sua funzione e della sua influenza.

Inoltre, non mancano leggi, codici, autoregolamentazioni. Che sulla carta prevedono una televisione educata, responsabile e fonte di miglioramento della vita pubblica e individuale dei cittadini. Nella realtà, però, sui canali televisivi italiani, queste regole (anche quelle che le televisioni si sono date da sole!) vengono ignorate senza conseguenze.

D’altra parte, gli stessi organismi di controllo appaiono molto tolleranti circa le proposte televisive offensive – violente e degradanti – nei confronti delle donne, mentre sono più attenti alla qualità della rappresentazione delle minoranze e delle differenze culturali e sociali. Verso quel tipo di programmi che sfrutta e avvilisce

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