Rubriche

25 novembre, Roma: azienda e cittadinanza attiva

Questo incontro di Roma è un po’ per addetti ai lavori, sarà all’interno di una organizzazione Coop e tratterà di temi aziendali incrociati con quelli della cittadinanza attiva. Se vi interessa, fatecelo sapere.

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La Commissione di Viglianza Rai

O che bello il sito della nostra Commissione di Viglianza. Veramente interessante. Io propongo che mi diate una mano, che lo leggiate e troviate tutti i punti che non vi pare siano attualmente applicati. Su questo poi lavoriamo e facciamo partire una lettera con le nostre domande. Quindi vi chiedo di aiutarmi. Entro fine settimana facciamo un punto. Io, per esempio, all’art. 1 avrei già qualche cosa da dire:

 “La diffusione circolare di programmi radiofonici via etere o, su scala nazionale, via filo e di programmi televisivi via etere, o, su scala nazionale, via cavo e con qualsiasi altro mezzo costituisce, ai sensi dell’articolo 43 della Costituzione, un servizio pubblico essenziale ed a caratter  e di preminente interesse generale, in quanto volta ad ampliare la partecipazione dei cittadini e concorrere allo sviluppo sociale e culturale del Paese in conformità ai principi sanciti dalla Costituzione. Il servizio è pertanto riservato allo Stato.”  Ahi Ahi Ahi    http://www.camera.it/_bicamerali/rai/norme/listitut.htm

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23 novembre, Rovigo: incontro con le scuole

In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro la Donna, presso l’Auditorim del Conservatorio Statale, alle ore 9: Pezzi di donna, incontro con le scuole.

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22 novembre, Mignanego (GE): presentazione del libro.

Al Teatro San Giuseppe, ore 17.15, presentazione del libro, con Lorella Zanardo intervistata da Monica Lanfranco.

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La Tv Per Sabina/4

I Finti Imprenditori

Tra le tante conclusioni che si possono trarre dalle due serate Saviano-Fazio-Benigni, campioni di ascolti, ce n’è una che riporta alla questione del corpo delle donne usato dalla tv, facendo emergere ancora meglio quanto questo sia  un modello industriale per incassi pubblicitari immediati, mai reinvestiti in qualità,  ma in finanza e potere, e per giunta inutilmente distruttivo. Vieni via con me ha fatto  così  esplodere tutte le contraddizioni dei dogmi del berlusconismo come  “liberale” , “liberista”, “libero mercato”, “competizione”, “concorrenza”, “impresa”, “industria”. In più di un’occasione,  ci si è chiesti: “è mai possibile che in televisione solo se si umiliano esseri umani, meglio se donne,  si possano fare ascolti?”. Implacabile la risposta: o così o si ferma il mercato, si abbassano gli ascolti, le industrie non investono.

Assolutamente complementare al ministro Tremonti che afferma  che di cultura non si mangia,  mostrando di non capirci niente, Berlusconi, all’alba del suo potere mediatico dichiarava : “Io  con le mie tv vendo la vendita”. E nella vendita rientrano ovviamente gli esseri umani, soprattutto donne, nei dettagli sessualmente rilevanti che garantiscano un pubblico (elettore) sempre più regressivo cui si può dire tutto e il suo contrario, e  tutto declinato al tempo presente della captazione dell’ attenzione. Ore di formazione per una coscienza italiana  moralista, familista, repressa e amorale, in cerca poi  di manganello che ripari lo sfascio da lei stessa voluto . A questo si aggiunge il disinvestimento culturale che attualmente ha raggiunto il minimo storico. Ultimo paese in Europa, l’Italia …

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Voto Erotico

Divertitevi con questo video. Poi pensate all’Italia. Pensate ai nostri progressisti. Pensate alle nostre elezioni. Pensate al potere dell’ironia. Riflettete su come da noi nessuno sia in grado di impostare  una campagna  così ironica che potrebbe avere molta presa sui giovani. Poi rivedete le immagini di “vieni via con me”, trasmissione recepita come il massimo dell’innovazione.  Non fatevi prednere dallo scnforto: la Cataluna non è poi così lontana! 

http://www.youtube.com/watch?v=nhkrRRwiX-Q

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20 novembre, Cuneo: scrittrici che dialogano

SCRITTORINCITTA’

ore 18 – centro incontri provincia, sala blu L’idolo osceno In questa Italia, il nesso corpo femminile-merce è dato per scontato. È, a tutti gli effetti, un idolo osceno del nostro immaginario. Al femminile si concede di esistere se corrisponde a un corpo giovane e bello, possibilmente silenzioso o perlomeno acritico. Quanto era stato acquisito negli anni ’60 e ’70 sembra essere andato perduto e diventa allora indispensabile armarsi di intelligenza e sensibilità, sorvegliare ciò che accade e ostinarsi a parlarne. Perché in discussione non è una questione di genere, perimetrabile e semplificabile, ma un discorso sui diritti e sulla dignità. A non abbassare la guardia e a ribadire l’urgenza di una focalizzazione permanente, Anais Ginori (Pensare l’impossibile, Fandango 2010), Loredana Lipperini (Non è un paese per vecchie, Feltrinelli 2010), Michela Marzano (Sii bella e stai zitta, Mondadori 2010) e Lorella Zanardo (Il corpo delle donne, Feltrinelli 2010). Modera l’incontro Girolamo De Michele.…

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