Yearly archive 2011

Milano on my mind

Certo mi perdonerete, da due anni scrivo e non ho quasi mai uitlizzato questo spazio per trattare di questioni milanesi. Però  tra poco ci sarà da eleggere il nuovo sindaco e vorrei dirvi un paio di cose.

-la prima: Milan è un gran Milan, si diceva. Ed è stato così per decenni. Da tempo Milano ha perso la sua grandezza, noi la amiamo ancora, ma a fatica. Più di tutto manca quella generosità che faceva sì che il “cumenda” avesse  sì molto denaro ma capitava che  con questo finanziasse anche il design negli anni ’60 o aiutasse gli artisti alle prime armi. Ora gli stilisti hanno requisito quasi tutti i vecchi cinema e teatri della città dove due volte all’anno fanno sfilare 10 modelle anoressiche. Perchè questi spazi non vengono  aperti  ai cittadini? In giro si respira un’aria cattiva, egoista, così come l’aria senza più ossigeno  che respiriamo.

Gente di poco conto ma con molto potere, un potere conquistato in modo veloce ed ambiguo, tiene in pugno la città. Per anni noi milanesi abbiamo sopportato l’inquinamento, la scarsità di verde, i prezzi altissim,i perchè Milanoin fondo  conservava un primato culturale all’interno del Paese: ricordo Grotowsky al teatro dell’Arte, la Bausch al Lirico, l’avanguardia teatrale che tutta di qui passava. Ora, lo sappiamo, se vogliamo vedere una performance  innovativa dobbiamo andare a Roma, ma anche a Reggio Emilia per la danza, a Ravenna, a Firenze. Qui non accade quasi più nulla. Per anni ho vissuto a Parigi e, ogni volta …

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Restiamo Umani

Grazie grazie grazie per avermi supportato, per le centinaia di mail, per i moltissimi commenti. Grazie alle donne e ai moltissimi uomini. Grazie alle centinaia di ragazzine e ragazzini che mi hanno espresso solidarietà. Chi conosce il nostro lavoro, il documentario, il libro e gli interventi nelle scuole sa che lavoriamo per innalzare la consapevolezza sulla rappresentazione umiliante delle donne nei media italiani. Non abbiamo mai offeso, mai attaccato. E mai lo faremo. Vi chiedo di contiunare a supportarci, esprimendo pacificamente e fermamente il vostro appoggio. Dell’attacco violento e del boicottaggio non c’è bisogno ora, come dice il nostro Presidente. Nell’ultimo anno decine di pubblicità lesive della nostra immagine sono state ritirate attraverso la protesta ferma ma pacifica di migliaia di blogger che hanno protestato. E’ sufficiente far sentire la nostra voce, se siamo tante e tanti ci ascolteranno. Restiamo umane. Restiamo umani. E’ importante. Grazie.…

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17 maggio, Marsiglia (Francia): Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere

Lorella Zanardo è stata invitata a presentare  all’ incontro internazionale dell’EIGE:

Journalists consultation meeting – Marseille Tuesday, 17 May, 2011 – 10:0016:45 Marseille In order to collect expert advice from journalist and media experts for its Communications Strategy, EIGE is organising the Journalists consultation meetings. The aim of the Journalist Consultation meeting in Marseille is to: present the main focus of EIGE’s current work with focus on: reconciliation. collect input to get gender equality on the European media agenda cross the member states. get advise on how to formulate the EIGE’s Communications Strategy.

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Solidarietà a Pisapia

Solidarietà a Giuliano Pisapia per l’episodo odioso di cui è stato vittima.  La sindaca Moratti l’ha accusato ingiustamente di un delitto per il quale il candidato sindaco era stato assolto anni fa. Scorrettezze di livello miserabile. Ma Moratti non viene da una grande famiglia? Queste bassezze parrebbero  dimostrare che quando c’è di mezzo il potere, ci si macchia di comportamenti odiosi dai quali prendiamo le distanze.

Non credo che le porterà voti.…

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La Deumanizzazione delle Donne nella Politica Italiana

Ricevo e pubblico con grande piacere questo articolo che ci invia la Prof. Chiara Volpato, università Milano Bicocca. E’ uscito di recente il suo libro “Deumanizzazione” ed. Laterza, di cui vi ho già parlato.

La strumentalizzazione del corpo femminile per usi politici ha raggiunto in questi giorni forme di estrema severità. In alcune città venete sono comparsi dei manifesti che mostrano, fianco a fianco, una donna dal prosperoso seno nudo, eretta a simbolo di un federalismo capace di promuovere il Veneto a stato autonomo, e una donna piegata dall’anoressia, simbolo, invece, dell’inconsistenza del finto federalismo romano-padano. Poco importa che i manifesti siano stati sconfessati dal Movimento Veneto Libero, sotto la cui sigla sono comparsi. Quello che conta è che con la loro affissione si è valicata un’ultima frontiera: l’oggettivazione dell’immagine femminile nella propaganda politica è stata spinta fino all’uso estremo della sofferenza finale, dato che l’immagine raffigurata pare essere quella di Isabelle Caro, morta qualche mese fa proprio di anoressia. Gli ideatori hanno così impiegato le immagini di una persona vittima di una sofferenza estrema, sulle soglie dell’agonia. La strumentalizzazione del corpo femminile è divenuta un atto di deumanizzazione estrema.

Altri segnali, di pari gravità, sono comparsi in questi giorni sulla scena politica a dirci che siamo di fronte a uno scenario di conflitto, che evoca la guerra civile. Ci riferiamo alle ripetute dichiarazioni del nostro premier che accusa i magistrati di essere un cancro della democrazia e a quelle di Daniela Santanché che ha paragonato Ilda Boccassini a una …

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11 maggio, Milano: Valore D

Oggi alle ore 17 presso la Società Umanitaria di Milano, via San Barnaba 48, importante incontro con donne dirigenti e manager di importanti organizzazioni.…

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L’Agguato

La serata è stata bella, c’era nell’aria la possibilità di togliere i muri di incomprensioni che spesso si erigono tra donne. Ho parlato con Carla, ho parlato con Pinuccia, Marina mi ha introdotta, Luisa mi ha consigliata. E’ la Libreria delle Donne, stasera 10 maggio. Io ero stanca per due anni passati sul territorio, ma lì mi sono sentita bene.

Poi esco, tolgo la catena alla bici, sono le 11 di sera, in giro non c’è nessuno.

Le porte dell’auto parcheggiata davanti a me si spalancano di colpo, alzo la testa e 3 persone e una luce fortissima mi vengono incontro.

E’ la troupe di Strisica la Notizia.

Chiedo alla ragazza che mi investe con una serie di domande come si chiama, lei esita, poi veloce  mi risponde “Elena”,  ha 26 anni, dice che è contenta di avere fatto la velina, che nessuno l’ha obbigata e che io la offendo con il nostro documentario, dice così o qualcosa di simile.

Io sono sulla bici, e mi invade una tristezza infinita: Striscia usa quella violenza che io condanno: prima il plagio del documentario, ora questo agguato notturno, da ore mi aspettavano fuori dalla porta della Libreria.

Dico ad Elena ciò  che chi mi segue sa bene, e che sa anche lei presumibilmente, e gli autori: il nostro documentario è una critica all’uso del corpo delle donne nelle immagini tv, non alle donne che fanno tv. Di Striscia passano poche immagini nel nostro video. La reazione di Striscia è spropositata: noi con …

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