Monthly archive giugno 2014

Come corre una Ragazza?

Il femminismo che ci piace incontra la pubblicità e produce questa campagna pubblicitaria che è moderna, rispettosa e offre strumenti di consapevoelzza a chi guarda.

E’ importante che le aziende cambino il loro mmodi di presentare le giovani donne: le bambine guardano tanta tv e spesso seguono i modelli che la tv propone.

Bravi dunque i manager della Always, prodotti per l’igiene intima

Bellissimo lavoro”…

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Voglio un Figlio/a (seconda puntata)

Voglio un Figlio/a (seconda puntata)

Ecco la testimonianza di Giulia Montanelli, nostra corrispondente dall’OLANDA che riprende il tema della MATERNITA’ proposta da Livia da Berlino 2 settimane fa e che molto ha fatto discutere. “Ho letto con attenzione la lettera che ha inviato Livia da Berlino e che è stata pubblicata la scorsa settimana.Livia fa una domanda molto diretta: “Perché avere figli?” e io, che di figli ne ho due sto cercando di smettere, vorrei provare a rispondere.Avviso in anticipo che sarà una risposta fumosa,piena di contraddizioni, balzi illogici, una certa dose di misticismo e soprattutto rigorosamente personale. Sia molto chiaro che non intendo generalizzare, rispondo per me alla luce della mia esperienza. Da giovanissima anch’io ho formulato la fatidica affermazione “non vorrò mai dei figli”. Mi sono laureata, ho iniziato la mia vita lavorativa, mi sono sposata e non era all’orizzonte nulla di diverso da quello che io e mio marito ci eravamo sempre detti fin da ragazzi: noi volevamo vivere insieme, costruire una vita per noi due, lavorare e lavorare bene. Dentro quel “lavorare bene” c’è tutto quello che ci rappresenta, volevamo lavorare in modo da trarne massima soddisfazione, piacere personale nel fare quello che ci appassiona, vederci riconosciuti i meriti della nostra intelligenza e della nostra fatica. Tutto questo continuava a non includere un progetto di allargamento familiare. Abbiamo comprato un piccolo appartamento in Brianza e facevamo una vita che non lasciava spazio a nulla che non fosse una vita tra adulti. E poi un giorno… la vita è lunga e
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Vorrei un figlio/a. O Forse no.

Vorrei un figlio/a. O Forse no.

Ho ricevuto questa lettera da Livia, la nostra corrispondente da Berlino mesi fa. Livia mi perdonerà se non l’ho subito pubblicata. Questo è un tema che “covavo”da tempo e su cui vorrei dire. Ora iniziamo con la lettera di Livia. Poi le mie e le vostre riflessioni arriveranno. Ne sono certa .“A 17 anni mi sono decisa a non avere figli. Ero dell´idea che fosse indispensabile cambiare il mondo prima di metterci dei bambini e questa ferma e profonda convinzione rimase radicata in me per più di vent´anni. Non la misi mai in dubbio. “(Margrit Schiller)

Sarà il caso, sarà l´età, ma nelle ultime settimane mi trovo sempre più spesso a riflettere sul tema della genitorialità, del mettere al mondo altri esseri umani e dei possibili metodi e modelli di vita in cui farli nascere e crescere. Avviluppata in discussioni da cui a fatica riesco ad uscire senza guadagnarmi la nomea della cinica senza cuore, mi è addirittura capitato di sentirmi dire: “Ma tu li odi i bambini!” E invece no, proprio no, sarebbe troppo facile se il mondo si dividesse, in modo manicheo, tra bianco e nero. In questo mio piccolo confrontarmi quotidiano con il tema del procreare, nessuno ha risposto in modo esaudiente alla mia domanda: ma perchè li fate questi figli? Mio padre mi disse qualche anno fa: “Ma che domanda sea? Parchè ghemo deciso de verghe na fiola? Parchè l´è così…Tra l´altro vara che affare! Dopo n´emo fata n´altra, ma se ne fussimo fermà …

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#breastunit, Diritto di cura

#breastunit, Diritto di cura

Il coraggio di avere coraggio. Di metterci faccia, cuore e testa. Perché le battaglie più importanti, quelle per la nostra salute, si combattono e si vincono solo così. Come hanno deciso di fare le donne di Europa Donna Italia e di tutte le associazioni di pazienti il 17 giugno a Milano, durante il convegno organizzato in Regione Lombardia dal titolo “Tumore al seno: dalla prevenzione alla cura di qualità. Il ruolo del volontariato“, indossando una parrucca rosa per promuovere un’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle autorità sanitarie verso un obiettivo prioritario:

realizzare entro il 2016 l’organizzazione dei centri di senologia in Breast Units certificate: almeno una ogni 500.000 abitanti, per un totale di 120 unità in Italia, come dalla richiesta contenuta nella Risoluzione del Parlamento Europeo sul Tumore al Seno del 2006 (firma la petizione)

E’ infatti dimostrato da evidenze scientifiche “che il tumore trattato in unità multidisciplinari riduce la mortalità fino al 20% ed evita pellegrinaggi della salute, causa di costi sociali e familiari” (Corrado Tinterri, attuale Coordinatore del Comitato Scientifico di Europa Donna Italia). In Italia, la situazione non è rosea: come ha rilevato la Senatrice Laura Bianconi in occasione della presentazione in Senato della mozione n.399 sul tumore al seno “Dai dati presentati il 14 marzo dall’associazione Europa Donna, relativi ad una ricerca ISPO, si evince che l’84% del campione intervistato ritiene che di fronte alla malattia bisogna sperare di essere fortunati, poiché non sempre ci si imbatte in strutture e medici competenti.

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Educazione, prevenzione, tutela: sessualità, contraccezione e dintorni in Olanda

Educazione, prevenzione, tutela: sessualità, contraccezione e dintorni in Olanda

Riceviamo da Giulia Montanelli nostra corrispondente dall’Olanda.

In Italia e altrove è costante il dibattito sulla legge che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza e tutto ciò che ad essa ruota intorno, dalla contraccezione di emergenza e non fino all’educazione dei giovani. In Olanda la situazione, pur avendo le stesse premesse di quella italiana, è abbastanza diversa. Le stesse premesse perché che in Olanda come in Italia la pianificazione familiare è stata un tabù fino alla metà degli anni ’60 e infatti fino a quel momento è rimasto uno dei paesi con la natalità più alta d’Europa. Ma la situazione è diversa perché esiste una eccezionalmente diffusa educazione sessuale a partire dalle scuole di base. I primi corsi di educazione sessuale, in generale alla relazione fino alla diversità sessuale, incominciano in molte scuole fin dai 5 anni di età dei bambini. Qui alcuni esempi di materiale scaricabile per le lezioni. Non esiste una legge che lo rende obbligatorio, ma buona parte delle scuole primarie (circa il 25-30%, in crescita) adotta il corso raccomandato dal Dutch Expert Centre on Sexuality. Nelle scuole secondarie il corso è generalmente legato al programma di biologia, anche se alcune scuole di stampo religioso (prevalentemente calvinista) lo rifiutano. Esistono inoltre altri luoghi in cui corsi generali e su tematiche specifiche come l’emancipazione sessuale femminile e la prevenzione delle aggressioni sessuali sono messi a disposizione dei giovani (maschi e femmine!). La politica olandese è quella comunque di cominciare il prima possibile ad introdurre l’argomento, …

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