Monthly archive settembre 2013
Và a Dar Via I Ciapp!

Và a Dar Via I Ciapp!

“Và a Dar Via i Ciapp” che sarebbe un bel vaf….. nel nostro bel dialetto lombardo. La signora che pronuncia l’invito ad alta voce poi scoppia in una fragorosa risata. Riprende le sue sporte pesanti ed esce lenta dalla panetteria a pochi metri da casa mia. Ho portato dal fornaio dove vado normalmente e dove c’è un bel giro di donne che “servono” nel senso reale della parola, gli articoli tra i più dibattuti di questi giorni, quelli sul ruolo della donna nella pubblicità. Ma ho privilegiato quelli scritti da donne colte ma col mestolo pronto come  questo  o questo o l’ormai blockbuster della signora pdellina felice di servire, questo. Quindi, circondata da massaie, (quelle che si fanno il culo intendo 1 marito muratore, 3 figli ecc ), donne di servizio plurietniche, alcune italiane, ho letto a voce alta gli articoli  qui sopra. Ci fosse stato Cesare Cantù, il regista de Il Corpo delle Donne, ne sarebbe emerso un video pasoliniano. “Và a dar via i pè!” grida allegra la sciura Maria rivolta alla Cirocchi  autrice della memorabile frase nel blog   di Grillo “Dopo una giornata di duro lavoro a preparare una cena per  marito e figli, servirli a tavola e trascorrere con loro probabilmente l’unico momento della giornata davvero in famiglia”. “Perchè Maria manda  a quel Paese la Cirocchi?” chiedo sorniona. “Cara la mia tusa (ragazza  ) mi, dopo un dì che g’ho sgobà ( che ho lavorato) di servire non ho minga voglia.

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Godo a Servirvi: dal Blog di Beppe Grillo

Godo a Servirvi: dal Blog di Beppe Grillo

QUESTO  ARTICOLO E’ IN HOMEPAGE DEL SITO DI BEPPE GRILLO OGGI. E’ stato scritto da una lettrice ma essendo in prima pagina, immagino rispecchi la linea editoriale. La signora scrive a commento del discorso di Boldrini, e a lei si rivolge, sull’uso mortificante delle donne negli spot “Ha presente il piacere che può provare una madre – mi perdoni se mi permetto di utilizzare un termine così obsoleto – dopo una giornata di duro lavoro a preparare una cena per suo marito e i loro figli, servirli a tavola e trascorrere con loro probabilmente l’unico momento della giornata davvero in famiglia?” Avete letto bene: L’autrice scrive “il piacere di servire dopo una giornata di lavoro”. In molte amiamo i nostri figli e figlie. A moltissime piace preparare la cena. Servirli no. Ci ho messo molto ad insegnare a mia figlia e a mio figlio che in casa tutte /i abbiamo un ruolo. E che si collabora. Possiamo godere dei bei momenti in famiglia senza fare le serve. Questo articolo ci riporta indietro nel tempo, e non è una bella cosa. Pare scritto dai benpensanti conservatori di 50 anni fa. E se lo avessero scritto quelli della MIlitia Christi ci sarebbe una sommossa popolare. Lo stile è quello. E ora mi aspetto che mi si spieghi com’è che c’è una levata di scudi giustissima e che condivido, alle dichiarazioni nefaste di Barilla che non ammette di rappresentare i gay nei suoi filmati “tutta famiglia”, mentre si scrive indisturbati …

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Le Donne che Verranno: Intorno al Discorso di Laura Boldrini

Le Donne che Verranno: Intorno al Discorso di Laura Boldrini

Women with a Vision “Donne che hanno una visione, si chiama la mia sessione al prossimo convegno  Winconference l’organizzazione mondiale a cui partecipano donne da più di 40Paesi del Mondo. Con me la Ministra dell’Interno islandese, una nota artista indiana, la Presidente di HP Norvegia, la CEO di un’azienda nigeriana. Racconterò delle ragazze e dei ragazzi italiani, che in questi 4 anni mi hanno convinta che vale assolutamente la pena di investire tempo e risorse su di loro. Nella mia relazione dirò di come il coraggio sia la dote oggi più rara e al contempo più preziosa. Narrerò di come sia difficile scegliere spontaneamente di stare là dove oggi è più difficile essere: in Italia, ad innalzare il livello di consapevolezza sui diritti delle donne. Tema più impopolare non c’è. In un Paese situato all’ottantesimo posto del Gender Gap, indice che definisce il divario esistente tra i generi, ed  è bene ricordare che quasi tutti gli altri Paesi europei sono tra i primi venti, si fatica ancora a proporre temi che non definirei femministi, bensì indispensabili.

Tempo fa sono stata invitata dallo Svenska Institut, Istituto di Cultura svedese, ad una full immersion nel loro sistema di Gender Equality (la Svezia è al 4 posto del Gender Gap). Il primo appuntamento mi aspettavo fosse con il Ministero delle Pari Opportunità: con sorpresa venivo condotta al Ministero dell’Economia e delle Finanze dove ero accolta con grande rispetto e gentilezza e dove mi veniva spiegato che occuparsi di questioni di genere …

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Se Io ho Fame e Tu mi Porti a Ballare il Tango

Se Io ho Fame e Tu mi Porti a Ballare il Tango

Questa è la Piramide di Maslow, strumento vecchio, è del 1954, ma sempre interessante. Insegna una cosa semplice ma non banale: nella scala dei bisogni, solitamente si sale di un gradino, ad esempio passare dalla soddisfazione dei bisogni fisiologici a quelli psicologici, quando i primi sono stati soddisfatti. In pratica, se io ho fame e qualcuno mi propone gratuitamente un corso di tango argentino, io cercherò prima di farmi offrire un pasto, bisogno molto più impellente in quel momento. Oppure se mi dovessero offrire un premio per la mia attività (che soddisferebbe  il mio bisogno di autostima) ma io temo per la mia incolumità perchè abito in un quartiere degradato e la notte mi barrico in casa, non godrò pienamente del premio sino a che non avrò soddisfatto il mio bisogno di sicurezza, molto più impellente. Analizzate questa Piramide, è uno strumento interessante.Verificate  come il bisogno primordiale di sesso sia al primo gradino come il bisogno del respiro, e l’intimità sessuale sai ad un gradino superiore. Molte/i di noi hanno vissuto nella punta della Piramide. Avendo soddisfatto chi più chi meno i bisogni primari, ci siamo concentrate/i nella soddisfazione che scaturisce  dall’autorealizzazione. Pensate ad esempio a tutto il lavoro che facciamo qui per abbattere i pregiudizi verso le donne: sono bisogni situati nella parte piu’ alta di qs strumento.  Significa che se avessi problemi nel soddisfare le necessità illustrate nei gradini che precedono, difficilmente ci saremmo dedicate al tema della discriminazione. Che è prioritario solo perchè i …

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22 novembre, Rimini, Nuovi Occhi per i Media

22 novembre, Rimini, Nuovi Occhi per i Media

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18 novembre, Milano

COnferenza Internazionale della Comunicazione SOciale

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13 novembre, Pordenone

 

Mercoledì 13 novembre – Pordenone

ore 16.45/19.30 – Auditorium Regione

Ore 16.30 – registrazione partecipanti (*)

 

Incontro Con Lorella Zanardo

(documentarista, consulente e formatrice aziendale)

Autrice del libro “Il corpo delle donne”

Perché le donne accettano l’umiliazione mediatica ed essere trattate come oggetti?    

Che cosa si può fare per cambiare le cose?

 

 

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