Monthly archive marzo 2012

Da Alex Zanotelli un Vero Programma Politico e di Vita

Ricevo da  Alex Zanotelli che credo molte/i di voi conoscano. Vi invito a leggere fuori di pregiudizio, non credo sia importante se crediate o meno. E’ un vero  programma che condivido e che mi piace, c’è energia e progettualità. C’è del “femminile” in questo progetto, del tenere conto del mondo prendendosene cura, pensando alla restituzione, a lasciare il mondo  meglio di come l’abbiamo ricevuto. Se fosse un progetto politico..

In questo  periodo quaresimale sento l’urgenza di condividere con voi una riflessione sulla ‘tempesta finanziaria’ che sta scuotendo l’Europa , rimettendo tutto in discussione: diritti, democrazia, lavoro….In più arricchendo sempre di più pochi a scapito dei molti impoveriti. Una tempesta che rivela finalmente il vero volto del nostro Sistema: la dittatura della finanza.

L’Europa come l’Italia è prigioniera di banche e banchieri. E’ il trionfo della finanza o meglio del Finanzcapitalismo come Luciano Gallino lo definisce: “Il finanzcapitalismo è una mega-macchina, che è stata sviluppata nel corso degli ultimi decenni, allo scopo di massimizzare  e accumulare sotto forma di capitale e insieme di potere, il valore estraibile sia del maggior numero di esseri umani sia degli eco-sistemi.”Estrarre valore è la parola chiave del Finanzcapitalismo che si contrappone al produrre valore del capitalismo industriale, che abbiamo conosciuto nel dopoguerra. E’ un cambiamento radicale del Sistema!

Il cuore del nuovo Sistema è il Denaro che produce Denaro e poi ancora Denaro. Un Sistema basato sull’azzardo morale, sull’irresponsabilità del capitale, sul debito che genera debito. E’ la cosiddetta “

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Concorso Fotografico

Concorso Fotografico

¡Mosquíto! in collaborazione con Imago presenta il Concorso Fotografico

SOVRAESPOSTE – La rappresentazione dell’immagine femminile nei media.

https://mosquito.noblogs.org/post/2012/03/27/sovraesposte-la-rappresentazione-dellimmagine-femminile-nei-media/

http://mosquito.noblogs.org/files/2012/03/manifesto_concorso_sovraesposte.pdf

Su un cartellone pubblicitario, in televisione, nel cinema, sui giornali, sulle riviste, nella pornografia, sulle passerelle di moda, sulle pagine web, nelle vetrine dei negozi. Il corpo della donna è quotidianamente violentato, imposto, mercificato. Senza alcuna poesia, viene utilizzato, serializzato e reso un oggetto pronto per il consumo.

Quale è l’impatto sociale di questo bombardamento? Quali stereotipi vengono proposti, e come impattano sulle persone? Questi modelli vengono accettati o rifiutati? Da chi e con quali motivazioni?

¡Mosquíto!, in occasione del ciclo di conferenze “Che genere di corpi” che avrà luogo a Pisa nel mese di maggio 2012, lancia un concorso fotografico sul tema della mercificazione del corpo della donna. Nessuna giuria, solo l’espressione critica di un punto di vista attraverso la fotografia.

Le foto verranno esposte in una mostra fotografica nel luogo in cui si svolgeranno le conferenze. Per ragioni di spazio, alcune foto potrebbero non essere stampate. La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a chiunque, con le uniche restrizioni indicate di seguito. Le fotografie verranno pubblicate anche in una galleria on-line.

- Il termine per inviare le foto è il 22 aprile 2012.

- Insieme alle foto deve essere indicato nome e cognome oppure nickname dell’autore (o degli autori). Se desiderato, può essere indicato l’eventuale gruppo fotografico di appartenenza.

- Se desiderato, può essere indicato il titolo della fotografia e una breve descrizione.

- Le …

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Walk of Shame: Anche gli inglesi sessisti?

Walk of Shame: Anche gli inglesi sessisti?

Oggi potete  ascoltare Lorella Zanardo su questo tema,  anche alla  radio: dalle 12 alle 13 su Radio Capital . all’interno di Capital in the World. Qui la pagina fb del programma.

Questa è la pubblicità dei grandi magazzini inglesi Harvey Nichols:

Racconta di una Walk of Shame: si chiama così in inglese la camminata della vergogna. Si riferisce a quando una ragazza rientra al mattino dopo una nottata fuori con un partner; logicamente è abbigliata ancora da sera. Il video è stato al centro di una enorme polemica e di una denuncia da parte delle donne inglesi. ASA – Advertising Standard Authority, il nostro IAP, che ha analizzato il caso ha però assolto Harvey Nichols, perchè “lo spot è ironico”.

Vediamo insieme:

-Le ragazze coinvolte hanno tutte uno sguardo tra il triste e l’imbarazzato: perchè? Riflettiamo se dopo una notte fuori, di amore o di sesso o di allegria, si debba avere un viso così sofferente, non giustificato da un semplice imbarazzo.

-Walk of Shame: qui sul blog abbiamo spesso riflettuto sul linguaggio E’ giusto che per definire una notte fuori venga utlizzato il termine vergogna? Vergogna di cosa? Perchè non modernizzare il linguaggio e trovare un sostantivo più adatto? Walk of Lust?

-Le ragazze sono tutte sovrappeso: perchè?

-La ragazza finale è magra ed è l’unica sorridente, domandarsi: perchè? Ipotizzare che sia perchè è l’unica vestita con gli abiti Harvey Nichols. Chiedersi se è giusto legare la sicurezza di …

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Un Calcio al Femminicidio

Un Calcio al Femminicidio

Leggete sul blog di Marina Terragni.…

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Nuovi Scenari

Nuovi Scenari

Nuovi scenari al di fuori dei partiti.

Donne, pronte? O non ancora?…

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E adesso che Sofri, FIni e Gramellini ci trovano degne di nota

E adesso che Sofri, FIni e Gramellini ci trovano degne di nota

Sono contenta che Sofri, Fini e Gramellini si siano decisi a tenere conto del 51% della popolazione. C’eravamo già da qualche milioni di anni, ma, come si dice, meglio tardi che mai. Sono  contenta che economisti come Fassina o Ferrera si impegnino a studiare l’economia prodotta dalle donne per dimostrarci che valiamo. O Roger Abravanel che conferma che noi donne siamo uno dei 4 pilastri del futuro e viene invitato ovunque per dire quel che centinaia di donne ripetono da qualche decennio inascoltate.

Sono contenta. Meno contenta nel verificare che, se gli uomini arrivano a dire dopo migliaia di anni che le donne contano e non andrebbero tra l’altro ammazzate, vale di più. Vale di più per il mondo dei media, tradizionalmente ipermaschilista, che danno ampio spazio a confermare ciò che questi autorevoli maschi affermano. Tristemente vale di più anche per le donne che si sentono autorizzate a sostenere la causa femminile, autorevole di certo se lo confermano dei signori in pantaloni e non con la poco autorevole gonna.

Non vorrei smorzare gli entusiasmi ma da una situazione così, mi aspetto poco.

Come dicevo in un post di qualche giorno fa, serve coraggio e orgoglio di essere donne senza che ci autorizzino ad esserlo. Di donne insicure il futuro non saprà cosa farsene. In assoluta amicizia con gli uomini. Ma di padri autorizzanti ne abbiamo gia avuti tanti.

Come sempre consiglio, sù la testa e sguardo lontano.  Milioni di ragazze e ragazzi hanno bisogno di donne condottiere che aprino la strada.…

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E se le Donne Italiane...

E se le Donne Italiane…

E se le Donne italiane, quelle del 74esimo posto del gender gap, quelle dell’84esimo posto delle donne nei CdA, quelle con la tv che le umilia, le donne che lavorano di più in Europa, quelle che hanno potuto votare solo a partire da 65 ann fa, quelle che vivono il Patriarcato potente e duro a morire,

Se noi DONNE ITALIANE, dicevo, fossimo le prime a dare AVVIO AL CAMBIAMENTO?

Se fossimo noi a togliere il freno e a far crollare ciò che è già crollato e a COSTRUIRE IL NUOVO?

NOI, LE DONNE ITALIANE.

Perchè un vantaggio lo abbiamo. Se è vero che abbiamo aspettato tanto a renderci conto della nostra forza, è anche vero che in Europa siamo quelle che hanno in qualche modo preservato meglio   molte delle nostri doti più archetipiche che potrebbero rivelarsi  utili ora: la DASEINKOMPETENZ ad esempio, la competenza dell’esserci nelle cose. Vicine alla vita e alla morte, attive e capaci quando c’è da fare. Restie ad adattarsi ai metodi e tempi del maschile; a parte forse qualche migliaio di donne managers  che potrebbero però rivelarsi utilissime ora. Ci sono poi le tante giovani italiane all’estero con competenze da adattare al nostro territorio.

C’è da fare. Un Paese pieno di bellezza dal quale tutte e tutti potremmo ricavare il necessario per vivere. I ragazzi e le ragazze sono pronte e pronti ad aiutare. E noi a nostra volta pronte a lasciar loro lo spazio tra una decina d’anni, quando saranno mature e maturi per farlo.

Il Buon

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