Monthly archive agosto 2010

Condanna a morte

Presidio in Piazza Roosevelt alle 12 del Lunedì 2 agosto “MAI PIÙ SCHIAVE!”

La questura bolognese condanna a morte una donna che si ribella a uno stupro. Il 20 luglio la questura di Bologna ha deportato una ragazza nigeriana di 23 anni, Faith, proprio nel Paese dove era stata condannata a morte per aver reagito ad un tentativo di stupro da parte di un uomo ricco e potente. Faith era stata rinchiusa nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di via Mattei a Bologna, dopo che i vicini avevano chiamato la polizia sentendo le sue grida di aiuto perchè un uomo cercava di violentarla. La polizia ha pensato bene di arrestare lei solo perché non aveva il permesso di soggiorno. Dopo due settimane di detenzione è stata rimpatriata in Nigeria, dove potrebbe essere impiccata a breve. E questo nonostante avesse già presentato domanda di asilo politico.

Qui sotto, l’articolo 10 della nostra Costituzione:

____________________________________________________________________________________________ Art. 10. L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.…

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Democrazia, educazione e comunicazione

Il nostro progetto Nuovi Occhi per la TV rientra nella (recente) tradizione della Media Education. Questa diciplina viene ufficialmente definita nel 1990 così:

«Un’educazione ai media è insieme una pratica e un processo di tipo educativo destinato a permettere ai membri di una collettività di partecipare in modo creativo e critico (a livello di produzione, distribuzione e presentazione) all’uso dei mezzi elettronici e tradizionali, allo scopo di sviluppare e liberare gli individui e la collettività e di democratizzare la comunicazione».

Può essere declinata secondo molte prospettive, ma può essere uno strumento prezioso per riequilibrare il grande dislivello esistente tra frutori e produttori dei mezzi di comunicazione di massa.

Per farsene un’idea più approfondita, conoscerne lo sviluppo, le prospettive e i metodi, è molto utile, tra i tanti libri che ne trattano, Media Education. Alfabetizzazione, apprendimento e cultura contemporanea di David Buckingham. E’ uno dei classici della materia e permette una visione di insieme chiara e di ampio respiro.

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1 miliardo di persone

Guardate il video di 1 billion hungry: questo è l’atteggiamento giusto per cambiare le cose. Anche in Italia. La nostra opposizione dovrebbe farsi ispirare da un video così.…

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La nostra competenza dell’esserci

Qualche tempo fa mentre mi recavo  alla Festa dell’Unità a Caracalla per un  dibattito, questa due immagini in formato enorme ricoprivano la sede FAO. Un pugno alla stomaco, l’orrore che ti entra in casa, nella testa.

Qui i pubblicitari hanno lavorato bene: non solo la foto è insostenibile, ma il claim I’m mad as Hell

traduce in parole l’orribile malessere derivante dal nostro sentimento di impotenza di fronte al fallimento della strategia economica mondiale: la fame e la sete sono dilaganti. Facciamo schifo. Qui non è questione di essere buoni. E’ che entro al supermercato e il 70% di ciò che vedo è inutile e non mi serve. E’ che pur mantenendo oltre al necessario il superfluo, il 70% di cio che si produce potrebbe essere eliminato. Lo sappiamo.

Molto del cibo che viene prodotto viene poi distrutto per mantenere i prezzi di mercato elevati. Basterebbe inviare il nostro superfluo a chi ne ha bisogno come necessario.

Ora oltre alla fame si è è aggiunta l’emergenza sete.

L’altro giorno ero in treno, l’aria condizionata era rotta, non passavo nessun carrello che vendesse acqua. Avevo sete e man mano che il tempo passava il disagio diveniva sempre più acuto. Pensavo ai dati sull’emergenza acqua, pensavo a chi la sete la patisce quotidianamente e di sete ci muore: la mia impotenza mi era insostenibile, avrei voluto gridare per l’orrore in cui siamo immersi.

Scrivo nel mio libro “Il Corpo delle Donne”:

Più di un miliardo di persone non hanno accesso all’acqua

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