Monthly archive marzo 2009

Il Festival Italiani Brava Gente è stata una gran bella esperienza

5 documentari selezionati, un unico messaggio: è tempo di alzare la testa, di reagire, di prendere posizione, di manifestare il proprio sdegno.

Il Corpo delle Donne è stato accolto con grande interesse: alla fine della proiezione c’è stato un dibattito coinvolgente. Molte le donne che mi hanno avvicinato commosse, colpite dalle immagini che avevano appena visto. I più bei commenti sono comunque sempre quelli di chi attraverso il documentario “vede” le immagini di TV come se fosse la prima volta.: “io guardo spesso la tv, ma non mi ero mai accorta fosse così…l’uso che si fa del nostro corpo è mostruoso, è umiliante…”. Per noi questa è la piu’ grande soddisfazione, quella che da un senso al nostro lavoro.

Molte le giovani, le ragazze: “io la tv non la vedo quasi mai, faccio l’università, ho altro per la testa… quando vedo le veline, le schedine, penso che sono delle sceme, che non mi riguarda, proprio come dici tu all’inizio del documentario. Ma ora ho dei dubbi… le immagini hanno un grande potere, ci influenzano…”.

E uomini, uomini che reagiscono: “sai non si può negare che quelle nel video siano delle belle gnocche…però anch’io penso da tempo che il femminile non è quello che vediamo in tv… che c’è altro”.

Io mi auguro che le domande poste dal doc continui a disturbare le nostre coscienze “perché noi donne non reagiamo, perché la tv italiana è l’unica tv europea che propone la donna unicamente come oggetto sessuale, perché accettiamo questa umiliazione continua”.

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ITALIANI BRAVA GENTE: tre giorni rivolti all’impegno e al futuro

La tre giorni del Festival Italiani Brava Gente è terminata. I lavori in concorso oltre al nostro hanno parlato di mafia, corruzione, declino e svilimento della politica, pregiudizi. Lo hanno fatto tutti con passione e con il coraggio degli autori di mettersi in gioco in prima persona, così come abbiamo fatto noi. Questo è stato il filo rosso che ha attraversato il festival e che ha caratterizzato le discussioni e gli interventi legati alle proiezioni dei documentari: senza impegno diretto, in politica, per i diritti, per sensibilizzare le coscienze, senza questo impegno in prima persona, non è possibile fermare il declino politico, sociale e culturale che attanaglia la società italiana. E’ stata un bellisssima esperienza di incontro e confronto con atri autori e il nostro ringraziamento e incitamento va agli organizzatori, che hanno dato vita a tre giorni ricchi di valore e contenuti. I nostri complimenti sinceri vanno a tutti i nostri colleghi in concorso e in particolare al vincitore Salvatore Fronio con il suo “Vota Provenzano”. Noi del Corpo delle Donne torniamo al lavoro forti di questa esperienza e gratificati dalla MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA e soprattutto dal dibattito e dalle discussioni sincere e partecipate che ha destato il notro documentario. Tra queste il confronto su “Lo sfruttamento erotico della Televisione”: [“Una sessualità continua ventiquattro ore su ventiquattro su sei canali”. Questa è l'immagine che la televisione trasmette agli spettatori, tra l'altro composti, come ricorda la co-autrice del documentario Il corpo delle donne Lorella Zanardo, per il “60

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Andiamo al Festival!

IL CORPO DELLE DONNE, il nostro documentario sull’uso del corpo delle donne in tv, partecipa a Italiani Brava Gente, il festival del documentario sociale che si inaugura oggi a Firenze.

Questo documentario ha preso il via dalla provocazione di un maschio, Marco, ad una amica Lorella. Marco voleva sapere come mai io, che da anni mi occupo di tematiche legate al femminile, non guardassi mai la tv. Marco mi accusava di avere un atteggiamento elitario, di voler negare che la tv influenzi i milioni di donne che da casa la seguono.

Così è nato il Corpo delle Donne: decine e decine di ore tv per raccontare la donna televisiva.

Il compito è stato facile: nessuna analisi interpretativa si rendeva necessaria. La donna in tv è solo ed unicamente un costante richiamo erotico per soddisfare i presunti desideri maschili.

La tv come un grande baraccone dove si agitano ragazze spogliate e ammiccanti.

Perché le donne a casa, le donne a casa non si ribellino sono le domande che il documentario vuole provocare.

L’Italia è l’unico Paese in Europa dove la tv offre della donna un’immagine così miserabile.

All’estero accanto alle “veline” e alle soubrette lavorano donne giornaliste, presentatrici, intrattenitrici che sono donne vere, non raffigurazioni immaginarie.

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Mastoplastica dilagante: i dati degli USA e la situazione italiana

Da Corriere.it una notizia che ribadisce con dati ufficiali una situazione ormai evidente: il rifiuto da parte di un numero sempre maggiore di donne del proprio corpo e dunque della propria personalità. Per seguire modelli imposti dai media, da molti uomini, da loro stesse nell’insicurezza del proprio ruolo. Ci sono poi le colpevoli negligenze dell’informazione e l’avidità dei chirurghi estetici, che sempre più spesso ritroviamo ospiti dei salotti televisivi in qualità di guru della bellezza femminile. E di nuovo la televisione ha grandi responsabilità. Di seni rifatti, liposuzione, iniezioni di acidi e sostanze paralizzanti si parla quasi esclusivamente con la leggerezza della chiacchera di costume, nascondendosi dietro la foglia di fico della libera scelta individuale. Mentre latita un discorso critico che metta in campo i rischi per la salute di chi si sottopone a questi interventi che ormai solo in misura ridottissima sono giustificati da gravi inestetismi. Salute del corpo e della mente.

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Sondaggio Gfk Eurisko: le cinquantenni e il loro corpo

I sondaggi non sono la realtà ma cercano di fotografarla. In questa ricerca le cinquantenni italiane (un campione di 700) si dicono interessate a curare il corpo soprattutto per mantenersi in salute, e dunque non solo per piacere. Preferiscono avere charme che sembrare più giovani e magre. E lo charme è cosa più articolata e complessa della bellezza, riguarda anche la personalità e non solo la valorizzazione del fisico. Insomma, i modelli televisivi del femminile, incentrati sull’esaltazione di una seduzione spersonalizzante, sono lontani dalla vita concreta, dalle persone, dalla realtà del paese che vorrebbero rappresentare.

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MONITORAGGIO TV – Strip Club pomeridiano

Con la scusa del gossip e dei reality il pomeriggio televisivo italiano continua ad essere uno strip club. Oggi un’occhiata al contenitore pomeridiano di Canale 5, Pomeriggio5 appunto, da questi risultati:

Poi far litigare tra loro le ragazze può dare quel pepe in più che il seminudo ormai inflazionato forse non assicura più… Umiliando loro e chi le guarda.

Video Un’ultima annotazione: da due mesi Scherzi a parte, il giovedì alle 21.15 su Canale 5, inizia con la stessa inquadratura. Questa:

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MONITORAGGIO TV – Il tempo che passa, il bisturi e i valori

Continuiamo il nostro monitoraggio dell’immagine della donna in TV. Oggi nel contenitore pomeridiano di Rai 1, La Vita in Diretta, si parlava (ancora una volta) di chirurgia plastica. Intervistando una giovane e bella showgirl. Anche lei ci farebbe un pensierino, fosse solo per essere sicura di piacere al prossimo suo. Al di là dell’evidente gioco, il messaggio ricorrente è: modificarsi pur di essere accettate. Video E poi si parlava anche di invecchiamento, oltre che di chirurgia. Il discorso generale di presentatore, ospiti e servizi sosteneva verbalmente la forza dei valori che vanno oltre a quelli della giovinezza e della bellezza. La sincerità delle ospiti famose è indubbia. Ma ciò che vediamo sembra divergere da ciò che sentiamo. E poi manca nel lavoro dei giornalisti che redigono i servizi l’affermazione di quali sono questi altri valori. Vale a dire, sottolineamo noi, l’affermazione dell’individuo donna in quanto persona autonoma, anche quando viene slegata dalle sue pur fondamentali funzioni erotiche, materne e affettive. E alla fine a parlare sono sempre donne dello spettacolo, che hanno esigenze diverse dalla amggioranza delle donne che le guardano. Cosa offre il servizio pubblico? Solo la fuga nel sogno di essere qualcun’altra? Video Video2 Affrontare il tempo che passa, esprimersi come individuo di fronte al cambiamento del proprio corpo. Qui si riesce a parlarne solo secondo il punto di vista dell’attrazione fisica e della funzionalità biologica. Nel terzo estratto qui sotto Antonella Elia dice cose sensate, che tutti condividiamo. Ma il suo discorso rimane sospeso in un servizio

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