Posts tagged "informazione"
L'Ordine dei Giornalisti che ci fa Vergognare

L’Ordine dei Giornalisti che ci fa Vergognare

Ho letto con timore l’articolo di Arianna Ciccone sul video mandato in onda da Mediaset tgcom 24. Speravo che Arianna esagerasse, che non fosse così, che avesse usato toni troppo accesi. Arianna denuncia accorata l’uso inutile di video e foto riguardante Melissa Bassi durante un tg. Come sapete alcuni giornalisti hanno saccheggiato FB per utilizzare immagini a scopo informativo, dicono loro. Purtroppo ho voluto guardare il video. Non avrei dovuto. Nel video c’è una piccola Melissa il giorno della Comunione. Prima del video, prima di questo video, c’è la pubblicità di un auto. So come  funziona: ” dai, piazza i 15 secondi dell’auto, che il video della ragazza morta tira un casino, un pacco di contatti ci facciamo, e vai!”

Ieri volevo urlare. Ho una figlia poco più piccola di Melissa e ieri mi sono augurata con tutto il cuore che mai i genitori di Melissa sappiano cosa sta accadendo con le immagini della loro piccolina. Mai. Che li si protegga. La tentata vendita dell’auto e subito dopo arriva l’inquadratura della navata della Chiesa e la bambina che avanza.

Per sbaglio, giorni fa ad un convegno mi hanno presentato come giornalista. Ho gridato un “NO!” senza rendermene nemmeno conto. Mi hanno guardato stupiti/e. No, non sono giornalista e non vorrei esserlo. Conosco e stimo con tutto il mio cuore meravigliosi giornalisti che danno la vita per far conoscere la verità e a questi uomini e donne diamo tutto il nostro supporto e stima. Ma si devono liberare dalla vergogna …

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L'Informazione e l'Uso Distorto di Twitter

L’Informazione e l’Uso Distorto di Twitter

Sabato e domenica sono stata alla Comunità di Capodarco a Fermo, nelle Marche per il convegno Bulimie organizzato da Redattore Sociale. Esperienza interessante, quasi 200 giornalisti tra volti noti e  giovani precari. Molti gli argomenti interessanti trattati ma due punti mi paiono importantissimi:

-Dei  200 giornalisti pochi avevano  sentito parlare de Il Corpo delle Donne, della protesta delle donne online o delle pubblicità ritirate attraverso il mail bombing. Non mi era mai successo. Ovunque, anche nei paesini più sperduti, nelle scuole piu lontane, almeno il 30% conosce il video e il movimento in rete. Il nostro lavoro a Fermo ha suscitato grande interesse, molte le domande, gli scambi, le interviste.

– Mentre i relatori parlano, molti twittano. Alcuni dei giornalisti presenti criticano il relatore mentre questi si affanna a presentare.  Ma pochi criticano intervenendo con una domanda o un riferimento  diretto, hanno lì il relatore a portata di mano, sta di fronte a loro. No, lo criticano su Twitter. Solo una ragazza ci prova ma poi lascia cadere. Convinta dunque? No, continua su twitter.  L’avevo già notato in altri congressi. Così che la critica diventa sterile, non conduce ad un dibattito, non produce una crescita. Twitter come strumento per pavidi? Scagliamo la pietra e ritiriamo la mano? Sfoghiamo la nostra  frustrazione riversandola in rete incapaci  di rapporto diretti e di gestione dei conflitti? Dei giornalisti anglosassoni ci ha sempre colpito la loro capacita nel fare domande dirette, nessun paura di offendere i potenti, come spesso si teme da …

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15 ottobre in piazza: qui informazione

15 ottobre in piazza: qui informazione

Evitiamo di leggere la stampa tradizionale in questo periodo e leggiamo le notizie sui blog e siti che danno un informazione indipendente. Come www.ilcambiamento.it direttore Daniel Tarozzi persona seria che fa un lavoro ottimo. Ecco cosa racconta della manifestazione del 15 ottobre.

 

Poi diretta da ttuto il mondo:

http://www.livestream.com/globalrevolution

 

Poi

http://www.radiocittaperta.it/stream.htm

 

http://www.ondarossa.info/

 

 

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Contro il Fango

Non possiamo non segnalare l’articolo di Roberto Saviano su la Repubblica: molto bello e lucido nell’esporre le dinamiche della delegittimazione e nell’invito a resistere.…

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Articolo 21

Questo è un sito di informazione dove si cerca di riportare la realtà dei fatti invece di rendere spettacolo e racconto le notizie. Ci trovate approfondimenti, inchieste, reportage che riguardano in particolare la libertà di informazione e i diritti negati. Segnaliamo in particolare un altro articolo di Roberta Gisotti che ci parla di come anche Aldo Grasso sia ormai giunto a criticare apertamente il sistema Auditel, quello che gestisce la rilevazione degli ascolti televisi in Italia.…

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Democrazia nella comunicazione

Megachipdue è un sito che si occupa d’informazione e di comunicazione, aree che affronta attraverso vari temi cruciali: economia, educazione, legalità. E’ collegato all’Associazione Alternativa e a Pandora TV.…

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Immagini che possono educare

Per anni non ho guardato la tv. Semplicemente la trovavo noiosissima.

Poi il coautore de IL CORPO DELLE DONNE, Marco Malfi, mi provocò sostenendo che se volevo continuare ad occuparmi di donne, dovevo guardare la tv.

Così è nato il nostro documentario.

Fino a quel momento ero sempre stata d’accordo su quanto scrive Giovanna Cosenza sul suo blog: non filmiamo, non fotografiamo i corpi delle donne. Lasciateci in pace. Dobbiamo lavorare, fare figli e crescerli, “far aumentare il PIL lavorando di più e facendo piu bambini,” curare gli anziani.

Poi ho visto ed ho capito che non potevo sottrarmi.

La maggior parte delle donne, che costituisce il 60% del pubblico televisivo, ha la televisione come unico strumento di informazione: quello che viene trasmesso diventa riferimento, educazione, esempio.

Come riusciamo a parlare a queste donne? Dove le intercettiamo? Come facciamo nascere un dubbio sulla validità del modello di donna proposto dalla tv?

Quando presentiamo IL CORPO DELLE DONNE in pubblico, il commento piu diffuso da parte delle donne è sempre: “io guardo la tv tutti i giorni, mi fa compagnia… però quelle immagini lì non le avevo mai viste..o forse non me ricordavo così… adesso starò più attenta..”.

L’assuefazione alla visione di immagini di corpi spogliati ed umiliati ci ha condotto ad utilizzare il montaggio delle immagini tv per educare a “vedere”, per provocare reazioni che sono sempre, da parte di uomini e donne, di disgusto.

Cioè il proporre un punto di vista diverso fa guardare alla tv in modo

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