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"Sto Morendo ma non potrei essere più impegnato a Vivere"

“Sto Morendo ma non potrei essere più impegnato a Vivere”

Importante testamento di James Hillman, bellissima lettura in questo ponte, insieme a quella di Tiziano Terzani. Corpo consumato, quello di Hillman, eppure così profondamente vivo. Così distante dai corpi di cui parliamo qui. E infinitamente più vero.

Qui l’articolo su La Stampa

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3 novembre, Barcellona (Spagna)

3 novembre, Barcellona (Spagna)

Jornada: La imatge de les dones als mitjans de comunicació audiovisuals amb la presentació del documental “Il corpo delle donne” de Lorella Zanardo
Hi participaran:

Giusi Garigali, blogger, directora de comunicació de ItaliaES

Gemma Nicolás, directora del Centre d’Informació i Recursos per a les Dones (CIRD)

Virgina Luzón, professora de la Universitat Autònoma de Barcelona,

Núria Ribó, periodista i membre de l’Associació de Dones Periodistes de Catalunya,

Lorella Zanardo, documentalista italiana, blogger i escritora, autora del documental.

El documental serà en italià amb subtítols en castellà.

3 de novembre, 18 h, Espai Jove La Fontana, Gràcia

Capacitat limitada És obligatori confirmar assistència a: cird@bcn.cat

Organitza: Centre d’Informació i Recursos per a les Dones (CIRD)

Qui la pagina dell’evento.

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Buon Ponte! Vi regalo questa intervista a Tiziano Terzani

Buon Ponte! Vi regalo questa intervista a Tiziano Terzani

Buon ponte, spero possiate trovare il tempo di riposarvi. Se trovate 10 minuti, ascoltate Tiziano Terzani in questa intervista, ne vale la pena.

 

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Santanché e Zanardo: l'analisi e i commenti su Dis.amb.iguando

Santanché e Zanardo: l’analisi e i commenti su Dis.amb.iguando

Sul blog di Giovanna Cosenza, Dis.amb.iguando, trovate l’analisi del confronto televisivo tra Santanché e Zanardo.…

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Erik Gandini: una nazione con un disturbo della personalità

Erik Gandini: una nazione con un disturbo della personalità

Vista dall’estero l’Italia di questi giorni sembra incomprensibile. Vista dalla Svezia, poi, il nostro Paese acquista un connotato surreale. Erik Gandini 1, il regista di “Videocracy” 2, è di padre italiano e di madre svedese. A Stoccolma, dove vive, gli chiedono in continuazione come sia possibile che Berlusconi, nonostante gli ultimi scandali, possa rimanere al potere. Quindi, per non ripetersi ogni volta, ha provato a spiegarlo sul più importante quotidiano nazionale. Questo è l’articolo apparso sul “Dagens Nyheter” Continua su Repubblica

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SLAM POETRY a Milano

SLAM POETRY a Milano

A tutti i poeti che desiderano parteciparevi.

Giovedì 27 ottobre 2011, abbiamo il piacere di invitarvi a partecipare al primo SLAM-Poetry, dove ciascuno potrà presentare alcune sue poesie. Lo SLAM-Poetry avrà luogo al Circolo ARCI Martiri di Turro, in Via Rovetta 14 a Milano, dalle ore 21,00 alle 23,30 circa.

Brevi note sulla Slam (poesia) Slam, in americano significa impatto, sberla e deriva dall’espressione ‘to slam a door’, letteralmente ‘sbattere una porta’. Questo termine è stato associato ad un genere di poesia, Poetry-slam, per il suo potere di catturare lo spettatore e ‘schiaffeggiarlo’ con le parole, con le immagini, al fine di scuoterlo, di emozionarlo.

È un’arte che nasce dalla strada (come il rap ai suoi inizi) e crea un legame tra scrittura e interpretazione focalizzata sulla parola e realizzata con grande economia di mezzi. È una poesia praticata nei luoghi pubblici (bar o altri luoghi associativi) sotto forma di testi quasi recitati, a ritmo serrato. Lo slam è considerato da molti come una delle forme più vive e rivoluzionarie della poesia contemporanea, una sorta di movimento a margine dei circuiti artistici tradizionali che, tra le altre cose, stabilisce un nuovo tipo di rapporto tra il poeta e il suo pubblico. Infatti, l’esistenza e il diffondersi dello slam dimostrano come la poesia non sia qualche cosa di vetusto e alieno alla società moderna ma, al contrario, qualcosa di indispensabile e più che mai vivente.

Lo slam nasce nel 1984 quando Mark Smith, operaio nei cantieri e poeta organizza in un …

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L’Aquila: assemblea delle donne

DONNE IN RETE PER LA RIVOLUZIONE GENTILE

in relazione con TERRE MUTATE

I° ASSEMBLEA NAZIONALE

L’AQUILA 11, 12 e 13 NOVEMBRE 2011

Proponi le tue idee di trasformazione per uno dei seguenti nodi:

Incompiuta democrazia

Lavoro

Corpo e violenza

Ambiente

Cultura e agenzie educative

Giustizia, legalità e laicità

 

Perché a l’Aquila? L’Aquila è per noi un simbolo: delle nostre ferite; delle ferite della nostra Matria. Una marea nera ricopre il nostro Paese. Terra di bellezza e di memoria, di fari illuminati, di tracce arabe e normanne, di ulivi e gelsomini, l’Italia è oggi ferita nelle alpi e nelle marine, nei torrenti e negli argini che soffocano per gli abusi e il cemento. La terra violata trema. Il territorio grida e ci chiede cura. Siamo qui come Madri di cura, di cura della Natura. CONTINUA

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