Predicare bene e razzolare male

Predicare bene e razzolare male

Ecco qui un caso emblematico di cosa significhi oggi predicare bene, tanto non costa nulla, e contemporaneamente non mettere in pratica nulla di ciò che si afferma: agire coerentemente prevede impegno e fatica. In questi giorni è (ri)diventato di moda parlare di femminicidio. Questa volta speriamo sia la volta buona. Anche nel recente passato, ricordate la campagna Mai più Complici?, c’era stato molto rumore per nulla. Speriamo che questa sia la volta buona.

La Presidente della Camera Boldrini in una sua dichiarazione giustamente collega l’uso sfrenato del corpo, spoglIato passivo e umiliato in tv e nelle pubblicità, all’oggettivizzazione delle donne. Quotidiani e canali tv riprendono la notizia, la amplificano e aderiscono con entusiasmo, anche alla raccolta firme per fermare il femminicidio. Fin qui tutto bene. La dichiarazione di Laura Boldrini viene data in homepage su uno dei maggiori quotidiani, attribuendole dunque importanza. Ecco l’immagine che le viene affiancata, nella mefitica barra a destra. Per chi legge è irrilevante conoscere il codice implicito di lettura sotteso e che implica che nella parte centrale della homepage appaiano le notizie rilevanti , mentre nelle sidebar vengono proposte notizie di cronaca e costume. I due messaggi antitetici finiscono per divenire un ossimoro quasi che la dichiarazione di Boldrini, se affiancata all’immagine triviale del’ennesima parte di corpo femminile, stesse a ribadire che il solo corpo possibile è appunto quello spogliato. Non è questa la pratica di un solo quotidiano italiano, Corriere, Repubblica e La Stampa ne fanno grande uso. E se non fosse che …

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Il Nuovo Governo "Di Giovani" visto dall'Australia

Il Nuovo Governo “Di Giovani” visto dall’Australia

di Marina Freri

L’altra mattina ho aperto i giornali italiani, per vedere che ne era stato di quer pasticciaccio brutto de piazza Montecitorio. Subito, leggo di Letta, 46 anni, che il Corriere apostrofa “enfant prodige.” Certo la visione del Corriere potrebbe essere opinabile, se non fossimo in un paese che non lascia andare in pensione i presidenti, neppure quando lo vogliono, a 87 anni.

E così diventiamo tutti sempre più giovani, spinti indietro, tenuti alla base del cursus honorum. Personalmente, non vedo l’ora che ci concedano il diritto di invecchiare.

Dando importanza a dati anagrafici, che dovrebbero essere irrilevanti, rischiamo di svegliarci un giorno, tra vent’anni, stanchi delle opportunità che non ci hanno concesso o che non ci siamo presi, proprio perché, a detta di molti, eravamo giovani e “con tutta la vita davanti.” Ve lo vedete il New York Times, che al primo mandato Obama, titola “Uomo sopra i quaranta ma sotto i cinquanta diventa presidente”? O, ancora, pubblicare articoli che recitino: “Ecco tutti gli uomini di Letta,” prima di rendersi conto che di questi tempi – rotto il triumvirato, caduto l’impero romano, esiliato Napoleone, finito il Risorgimento e la Resistenza – ci sono anche “Sette donne su 21” ministri – un terzo esatto, per matematica coincidenza o per idea tornacontista, chissà.

Fortuna, però, che tra vent’anni ne avrò 46 e se mi va bene farò l’enfant prodige.

Leggo poi che i dicasteri di pari opportunità, giovani e sport sono amministrati da una ministra sola, Josefa …

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L'Eterno Ritorno dell'Uguale

L’Eterno Ritorno dell’Uguale

Qualche settimana fa Rai 2 aveva chiuso il suo programma del dopo pranzo, “Pomeriggio sul 2″, per mancanza di ascolti (quelli certificati Auditel…). Dopo molto ragionare il secondo canale pubblico ha iniziato la messa in onda di una nuova trasmissione in sostituzione di quella sfiduciata dal pubblico (ripeto, quello che compone il campione Auditel, già per sua natura molto propenso a guardare la Tv generalista). Il vecchio programma abbondava di discussioni inconcludenti su forma fisica, seduzione, delitti raccapriccianti analizzati nei dettagli più macabri, stranezze e solitudini varie, tutte cose ben stemperate (o accentuate?) dalla chiacchiera senza fine di ospiti provenienti al 90% dall’acquario televisivo e da un buonismo fine a se stesso. Il nuovo programma, titolo “Detto, Fatto!”, abbandona una parte di questa preziosa eredità e si concentra sulla forma fisica e le abilità manuali: si cucina in studio (mai visto vero?), si fa bricolage realizzando lampade o festoni per le feste (altra ideona), soprattutto si truccano alla moda gentili ospiti, si mostrano esercizi di auto-lifting (sì avete letto bene, ma manca il bisturi…), si rifà la piega a chi non si trova con il proprio parrucchiere e cose del genere. Ma il pezzo forte è la trasformazione di una ospite che, iscritta da un parente o un’amica, arriva in studio senza corrispondere all’ideale di bellezza, gusto e femminilità che va per la maggiore (ne sono certi gli autori), trasandata e con le scarpe da ginnastica, per essere trasformata appunto da un team di professionisti ed esperti in una seducente donna …

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Ragazze e Ragazzi che Cambieranno il Mondo

Ragazze e Ragazzi che Cambieranno il Mondo

Oggi sono al World Camp all’Abetone. Queste sono le finalità e il programma dell’incontro con ragazzi e ragazze: “Partire dalla storia di chi ha creato qualcosa, investendo in un’idea, mettendosi in gioco, superando le diffidenze che ogni nuovo progetto solleva, per scoprire insieme che il cambiamento inizia proprio dalla nostra volontà. E’ questa una delle scoperte che aspetta i partecipanti al World Camp, quattro giorni di confronto partecipato sui temi che riguardano la cittadinanza attiva, il lavoro e il rapporto tra il singolo e la comunità. Promosso dalla Fondazione il Cuore si Scioglie insieme a Dynamo Academy, il Word Camp non è un seminario, né una conferenza o un soggiorno: è un’immersione nel mondo che vorremmo, dove si discute insieme dei problemi che riguardano i giovani e la costruzione del futuro, provando a tracciare le direzioni verso cui andare. Il programma prevede l’incontro tra i giovani e diverse personalità che nella loro vita hanno sperimentato e prodotto cambiamento, a vari livelli. Gli incontri e le giornate si svolgeranno all’interno degli spazi e del parco naturale del Dynamo Camp che ogni anno accoglie centinaia di bambini e ragazzi affetti da patologie gravi e che qui hanno la possibilità di sperimentare giochi, sport, attività ricreative appositamente pensate per loro e con a disposizione tutte le strumentazioni adatte. Per i partecipanti al World Camp, vivere al Dynamo, vorrà dire anche conoscere in maniera diretta come opera una realtà di volontariato e inclusione sociale.”

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Io non Do Indicazioni di Voto

IO NON DO INDICAZIONI DI VOTO Faccio parte di quella ampia percentuale di cittadine e cittadini serie e seri che lavorano con onestà a progetti utili.

IO NON DO INDICAZIONI DI VOTo non l’ho mai fatto: anche quando tutti/e si sono schierate/, non troverete traccia in qs blog di suggerimenti per uno o l’altro partito

IO NON DO INDICAZIONI DI VOTO e da 4 anni andiamo ovunque si ritenga il nostro lavoro di EDUCAZIONE AI MEDIA utile: parrocchie, scuole, associazioni, circoli PD, circoli sel, scuole in comuni leghisti. Il nostro è un lavoro TRASVERSALE.

IO NON DO INDICAZIONI DI VOTO come qualcuna poco attenta ha scritto nel post qui sotto IO NON DO INDICAZIONI DI VOTO PERO’ VADO IN GIRO per l’ITALIA da 4 anni , insieme a Cesare Cantù e ad altre/i persone serie e preparate. Vado nelle scuole e CONSTATO IL DISASTRO CHE UNA TELEVISIONE MONOPOLIZZATA HA PRODOTTO SU PIU GENERAZIONI.

IO NO DO INDICAZIONI DI VOTO ma senza alcun timore affermo che è stata una disgrazia di proporzioni enormi non avere fatto la LEGGE SUL CONFLITTO DI INTERESSI. La ragione principale per cui l’italia si trova nello stato in cui è, è non avere capito, o forse averlo capito e approvato, che la TELEVISIONE poteva rappresentare un potente strumento di educazione in un Paese che ha il piu alto tasso di analfabetismo di ritorno e il piu alto tasso di abbandono scolastico e la percentuale tra le piu basse in Europa di lettura. Avere, forse volutamente …

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Amedeo da Roma alla Siberia

Amedeo da Roma alla Siberia

Finalmente mi ritaglio del tempo per scrivere.

Avrei voluto essere più costante, invece qui il tempo vola, diventa difficile trovare lo spazio per fare tutto. Quindi: oggi meno studio e più blog! Meno impressioni, stavolta, e più riflessioni.

Sono quasi due mesi che sono ad Irkutsk, in Siberia, e tutto procede a meraviglia. La mia vita diluita tra nazionalità (in)definite, ma con un patrimonio culturale preciso alle spalle, diventa ogni giorno più entusiasmante. Cibi, odori, puzze, colori, tratti, nella mia testa si sta mischiando tutto, tutto sta acquistando un posticino.

Sarà durissima andare via da qui.

Ma prima di andarmene, rispetto la promessa e scelgo un paio di realtà di cui mi piacerebbe parlare, eventualmente discutere con voi.

Prima di tutto: URSS e Russia, Russia e URSS, Russia sovietica e tutto ciò che viene dopo … I retaggi ci sono, spesso sono anche forti, ma mi sembrano ancora più forti i colpi di reni che i giovani, più di tutti, provano a dare per rimettersi in moto, conoscere, viaggiare, aprirsi, capire. Ancora meglio: capirsi. Perché la Russia ha sempre bisogno di capirsi, di decifrarsi: quasi mai dall’esterno, tra l’altro, ma sempre da dentro. I russi hanno bisogno di capire i russi e la loro realtà. Dopo la fine del periodo sovietico è diventato indispensabile per la nazione farsi – no, non un esame di coscienza, quello mai – almeno qualche domandina. Come scrive Anna Zafesova, dopo settant’anni in cui i russi avevano vissuto sottosopra, convinti (in senso attivo e passivo) …

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Chiara che rientra in Italia

Chiara che rientra in Italia

Italy on/off line

Probabilmente, paragonata ad altre giovani all’estero e/o in Italia, io sono e sarò sempre una mosca bianca. Leggendo gli ultimi post di Sguardi, di giovani inquadrate, con grandi personalità e una vita almeno un po’ definita geograficamente e professionalmente, mi sono ritrovata a riflettere sulla mia vita. Più precisamente, sugli obiettivi più intimi della mia esistenza.

Nelle ultime settimane ho intrapreso uno dei lavori più faticosi. Mi sta costando immenso stordimento, confusione, mal di testa e irascibilità, ma credo sia un cammino importante. Sto insomma riprendendo per mano una donna che temevo di aver quasi perso. Quella donna sono io. E con lei i suoi obiettivi di vita.

Ci sto lavorando in compagnia di un’altra Donna che rileggo sempre volentieri: si chiama Etty Hillesum e ha scritto un Diario diversi anni fa. Lo consiglio. Con il cuore.

Sto vivendo in un’era funambola. Chi con me la vive, diventa una sorta di equilibrista. E se cade… è la fine. In questo momento mi trovo nuovamente dislocata e senza una meta geografica definita.

In Italia.

Sono tornata per qualche mese per cause di forza maggiore, cogliendo al volo la vincita di un concorso per docenti italiano L2 -la mia supposta amata professione-: insegno a una classe di uomini con storie molto creativamente difficili. In aula ho sapori di Tunisia, Marocco, India e Pakistan. E vivo. Vivo in quelle ore. Nella vivida consapevolezza che né loro né questo paese mi daranno mai la possibilità di insegnare, di realizzarmi, di …

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