Un fatto apparentemente banale.
Nevicava, sono scesa dall'auto,
ho lasciato che i bambini continuassero a litigare
e con calma ho disteso sotto la ruota la prima catena.
E' stato allora che ho sentito come un fastidio tra le cosce.
Non un dolore, un semplice fastidio.
Più tardi a casa,
mentre spalavo la neve che i bambini ributtavano prontamente
dove l'avevo tolta,
ho risentito quel fastidio
quasi un intrusione là, vicino al pube.
Poi ho cucinato, dato da mangiare ai bambini,
riassettato, insegnato a mio figlio la tabellina del 9,
messo il pigiama ai mia figlia.
Ho poi preparato il lavoro da consegnare al cliente per il giorno dopo,
dato un'occhiata ai conti della banca
riordinato le bollette,
stirato due camicie.
E' stato solo verso mezzanotte, mentre cercavo di riparare il videoregistratore,
che ho risentito quel fastidio a cui non avevo più avuto tempo di badare.
Mi sono abbassata piano gli slip,
temendo o sperando di scoprire ciò che già presentivo.
Sopra il pube si ergeva una piccola protuberanza
Un'escrescenza che se ne stava ritta ed impettita.
Un pene!
Un piccolo pene eretto!
Non mi stupii più di tanto.
Era quella l'età dell'acquario?
Il nuovo femminile?
Accarezzai il nuovo venuto come si fa con un figlio
E ripresi ad aggiustare il video.
Fuori nevicava.
Domani avrei rimesso le catene.
Tags: cambiamento, donne, Uomini







Kultmedia
Ehi, io il pene non lo voglio!!!!!!!!!
Si certo, cercavo di fare due conti per sapere quante persone con il ‘piccolo pene eretto’ fanno tutto qello che e’ elencato nel ‘Sogno’.
Risultato: Il sogno , perche’ di sogno trattasi.
Questo sogno non l’ho mai fatto, ma il presentimento l’ho avuto spesso, da quando tengo salda la barra del timone di casa tra mille tempeste. Ormai navigo senza problemi e senza timori. Solo un dubbio mi sfiora ogni tanto, nelle notti d’estate piene di stelle, quando mi passa accanto una barca carica di coppie e canzoni… che io abbia abbandonato per sempre la rotta che incrocia il veliero degli uomini, che la bandiera orgogliosa sopra il mio albero li tenga a sospettosa distanza.
Inquietante…
Care e cari seguo con attenzione il sito da diversi mesi, trovando spesso spunti di riflessioni interessanti, talvolta provocatori, il più delle volte molto intelligenti. E critici. L’esercizio del senso critico e un certo bisogno di vicinanza, comunanza (o sorellanza, se si preferisce:) ) sono sicuramente le due pulsioni fondamentali che mi spingono a leggere, ad informarmi, a chiedere, a condividere, a discutere ed anche a confliggere su molti temi, fra cui alcuni dei principali sono: lo spazio delle donne, i nostri desideri, il nostro modo di sentire, le nostre risorse, le nostre difficoltà e il ruolo che vorrebbero darci o ci danno, l’utilizzo del nostro corpo, il modo in cui esso viene guardato, sfruttato, modificato, violato, mercificato etc.
E’ lo stesso senso critico che m’induce a condividere con voi il senso di disagio causato da questo “sogno”: i sogni, si sa, sfuggono ai processi di pensiero razionale e quindi non possono certo essere letti o commentati utilizzando troppo il raziocinio. Ma questo qui sopra è, come dire, un “sogno intenzionale”, attraverso il quale qualcuna cerca di dire qualcosa, di parlarci di un suo malessere…o di un suo benessere…di un’assenza nella sua vita che diventa all’improvviso, in maniera magica, una presenza. Di una “pars pro toto” che come un totem simbolico le viene concessa dal destino quasi come ricompensa per i suoi quotidiani sforzi. Per la capacità di riuscire a ricoprire faticosamente e continuamente vari ruoli, in una sorta di onnicomprensività che diviene poi simbolicamente onnipotenza attraverso la compresenza di attributi sia maschili che femminili.
Ecco, so che questo sogno rappresenta il vissuto di migliaia di donne e in quanto tale lo rispetto. La durezza dell’esistenza di molte donne madri lavoratrici casalinghe solitarie montatrici di catene etc. è un fatto. E i fatti sono incontrovertibili.
Ma c’è una parte di me che si ribella all’immagine di una donna con il fallo.
Sono convinta che le donne non debbano volere il fallo nè per desiderio nè per necessità; che piuttosto che accoglierlo come un figlio dovrebbero respingerlo con violenza nella consapevolezza che accettare un pene significa automaticamente rinunciare a una parte della propria autenticità oltre che alla possibilità della reciprocità, dell’integrazione delle differenze.
Credo che questo sogno parli di un’assenza, di un’assenza fondamentale e talmente grande da dover essere arginata in maniera “allucinata” dalla creazione di un piccolo pene amico (eretto per di più!).
Al posto di questa piccola escrescenza avrei preferito veder spuntare un pianto, una richiesta d’aiuto, la visita di un amico, un colloquio disperato con una sorella, un’amica, uno psicologo…insomma, avrei preferito vedere una donna che si muove, anche con difficoltà, per altre vie. Per se stessa e per i suoi figli.
Ma questo sarebbe stato il mio sogno; di una donna che rifiuta l’immagine di una donna con il pene. Credo che in quest’immagine si annidino diversi pericoli, per le donne, per gli uomini e per i loro figli.
Sono grata dunque a chi ha fatto questo sogno per averlo voluto condividere con me e per aver così fornito uno stimolo di riflessione e di discussione che ritengo importante per tutte e tutti.
insomma donne,un altro impedimento con cui convivere!! Non ci bastavano due belle protuberanze sul torace,orgoglio e vanto del genere femminile, adesso pure il pene. E’ vero che noi donne tendiamo a dominare, ma al povero uomo lasciamogli almeno la clava .
Scusi Lorella, cosa vuole dire questo sogno?
Vorrebbe essere un maschio? Il maschio contemporaneo la delude? E’ troppo da uomini la vita della donna?
Può spiegare il sogno?
Tutto è pene quel che finisce pene…
(io per questo le gomme da neve le faccio sempre mettere al benzinaio)
Magari….magari(!) era il pene che voleva fare l’esperienza di crescere in chi:
-” cucinava, dava da mangiare ai bambini,
riassettava, insegnava al figlio la tabellina del 9,
metteva il pigiama alla figlia.
poi preparava il lavoro da consegnare al cliente per il giorno dopo,
dava un’occhiata ai conti della banca
riordinava le bollette,
stirava due camicie oltre a ……….”
Battuta a parte,credo nell’ambivalenza dell’essere umano;per intenderci:credo che sia possibile avere tanto un lato maschile quanto uno femminile senza con ciò perdere l’identità di genere,purché l’identità sia ben definita.
@Marco, scusami se ieri ti ho detto che non sono certa che tu non capisca quello che dico. Oggi, di fronte all tuo minuscolo interrogatorio (che per noi de forum non è una novità per i contenuti, per la finta ingenuità, per l’insistenza…), sono proprio certa, invece che tu non capisca qualcosa di fondamentale di quello che si sta dicendo qui, non solo di quello che dico io.
Credo sia una cosa ironica sul fatto di fare “cose da uomo”, come se avere un pene fosse indispensabile per mettere le catene o riparare il registratore..
A forza di sentir blaterare sulla femminilità perduta e le donne che vogliono scimmiottare il maschio.. come se riparare un videoregistratore comportasse uno snaturamento della donna.
Almeno, io l’ho intesa così, una cosa un po’ alla Ionesco.. Inquietante, sarcastica.
Questo sogno secondo me è l’incubo del maschio contemporaneo.
si, inquietante davvero…
a me è parso un incubo… e spero di non fare mai un “sogno” così… nonostante sappia cambiare la ruota dell’auto, usare il trapano, scegliere la vite giusta e pure stirare e cucinare.
Credo che a diverse di noi sia capitato (a me e ad altre amiche lo so per certo), in qualche fase della vita, di fare un sogno così – che non mi sembra alluda ad una perdita del femminile, quanto ad un’integrazione.
Sarebbe interessante sapere se agli uomini càpita di fare il sogno analogo, e come li fa sentire
So usare il trapano, me la cavo con i capricci degli elettrodomestici, parlo con il meccanico, il commercialista, combatto con la mia banca per “strappare” qualche euro in meno di spese, prendo da sola tutte le decisioni, piccole e grandi, seguo e educo mia figlia ancora bambina, non voglio nessun pene e non credo di averlo, ma solo perché non sono in coppia. Quando facevo tutto questo da sposata, ricoprire tutti i ruoli, mi faceva stare male, mi faceva sentire sola su di una giostra in perenne movimento sulla quale non avevo chiesto di salire. Adesso semplicemente bado a me stessa e alle necessità che la vita di ogni giorno mi pone di fronte, mi assumo le mie responsabilità, prima mi sentivo zavorrata da un ruolo omnicomprensivo spacciato da veste di donna moderna, attiva, sveglia, in realtà presa in una trappola mortale. Vampirizzata, snaturata e non perché facevo cose da “uomo”, mi fa ridere solo l’idea, ma perché in questa veste si è sole dietro l’immagine della coppia. Che appunto è solo un’immagine. Io non mi sentivo con il pene, mi sentivo con mille braccia, tre teste, molti piedi, comunque un mostro.
@donatella: dal forum mi avete già cacciato a pedate, è rimasto solo il dolce Recher70. Almeno qui evita di giudicare e di rompermi le scatole. Comunque fai come vuoi, non ti denuncio per stalking… Mi piace questo tuo marcarmi stretto. Ti rispondo perché nonostante tutto ti rispetto.
Ho chiesto alla signora Zanardo cosa vuole dire questo sogno horror; se sente che l’uomo sia responsabile di questo pene che cresce quasi fosse una sorta di adattamento ad una vita faticosa in cui la donna deve occuparsi di compiti in genere ritenuti prerogativa maschile oppure se l’uomo ha lasciato sola la donna oppure ancora se la donna, divenendo ermafrodita, sancisce definitivamente la superiorità rispetto al maschio di cui quindi può fare finalmente a meno.
Insomma i significati attribuibili sono molteplici, quasi opposti tra loro. Mi piacerebbe sapere cosa vuole dire per la signora Zanardo questo suo sogno. Trovo intrigante questa forma misteriosa e onirica di scrivere!
ti racconto un sogno
Io sdraiata su un letto, alle mie spalle con il suo corpo appiccicato al mio, mia madre. Mi accarezza come farebbe un mio fidanzato. Io sono imbarazzata da questa situazione, ma anche molto felice per le attenzioni di mia madre. Poi, lei infila un dito nella mia vagina, ne estrae un piccolo pene bianco molle e leggermente spappolato e mi dice:- Vedi, non serve a niente, è inutile.
Sogno ambiguo, doppio. Rassicurante sulla mia parte mansueta e femminile, ma anche castrante sulla mia parte maschile e aggressiva.
Avere un piccolo pene guerriero credo sarebbe più utile, dal momento che elettrodomestici, banche, lavoro, quello lo so fare tranquillamente.
Ho apprezzato l’immagine dell’età dell’acquario e il concetto del “nuovo femminile”.
Naturalmente penso che questo sia un modo, tra gli altri, di vivere la femminilità e di sentirsela come peso o vessillo, a seconda delle situazioni.
Sottintesa, quasi a confine del velo di Maya, sembra vi sia la concezione delle azioni come formatrici della natura dell’essere, in grado di rivoluzionare l’essenza stessa di chi le compie.
Appoggio questa visione che è forse una delle poche cose che può portare ad un’autonomia mentale dall’opprimente (per entrambi i sessi in maniere e modi diversi) “bipartitismo” ,se così possiamo chiamarlo.
Come le fiabe i sogni ci parlano attraverso il linguaggio dei simboli, veri o presunti che siano (frutto della fantasia diurna o notturna sempre all’inconscio attingono) sono da interpretare elemento per elemento su base metaforica e allegorica. Lorella “dice” un sacco di cose. Ed il “piccolo pene eretto” (una clitoride cresciuta per disperazione) è solo uno degli elementi interessanti di questo sogno.
“Clitoride cresciuta per disperazione” è inaccettabile!
Non so se Lorella abbia fatto o meno questo sogno, può darsi che sia scrivere per provocare reazioni e discussioni, mi va bene comunque, e non credo che chiedere spiegazioni a lei sia il punto. Metto con un copia incolla quello che dissi tempo fa, a proposito dell’argomento “la dominazione maschile”: rispetto a cinquanta anni fa, non c’è profonda differenza sostanziale, ma solo di forma, purtroppo mi viene da pensare che nella sostanza dobbiamo aspettare ancora chissà quante generazioni, forse faremo prima a diventare tutti ermafroditi, riproducendoci per partenogenesi, se non saremo implosi prima. Ridetto questo, se dovessi rinascere mi incuriosirebbe proprio, essere un uomo.
Se avessi appena visto il doc “il corpo dellle donne”, e entrassi in questo spazio per la prima volta, leggendo questo post percepirei solo che l’autrice del documentario si e’ sognata di avere un pene… Quando c’era da fare complimenti per il lavoro che avete svolto o per alcuni post non mi sono tirata indietro,anzi,ma in questo caso faccio la mia piccola critica.Con tutto il rispetto che ho per la Zanardo,e per gli altri autori del documentario…ma che me ne dovrebbe fregare a me dei vostri sogni,del vostro senso di erotismo o dei vostri canoni di bellezza?Lo dico perche’ il blog non si chiama Lorella Zanardo,ma il Il corpo delle donne.Non e’ un blog personale,ma un blog che dovrebbe trattare gli stessi temi del documentario, e a volte qui si legge tutt’altro,se poi e’ anche il vostro diario segreto sarebbe il caso di specificarlo,anche per i nuovi arrivati. Liberissimi,perche’ giustamente e’ un vostro spazio,di scrivere tutto quello che volete,ma se mi permettete un consiglio,sarebbe più interessante e più logico trattare i temi del documentario,perche’ se io dovessi rispondere a questo post che dovrei dire?Brava lorella?Wow un pene?Come mai piccolo?!?Non lo so…ditelo voi,a volte sembra una comunicazione ad un solo senso,non sembra che vogliate discutere delle donne e media,ma di vostre cose personali,in questo caso,sempre liberi di fare quello che volete a casa vostra,ma sappiate che confondete le persone. Se leggerò ancora post sull’erotismo personale di,sui canoni di bellezza personalissimi o sui vostri sogni,mi limiterò a non rispondere,ed aspetterò post più interessanti,che riguardano anche me,donna.Ma visto che non e’ la prima volta,e che siamo in democrazia,io dico la mia su questo post(e su alcuni precedenti).A me personalmente non me ne frega niente del sogno della Zanardo e non ho commenti da fare in merito se non questo(e non perche’ sminuisco l’esperienza onirica di lorella in se,ma credo che interessi quanto a lei interessa di sapere un mio sogno…)Un consiglio: sul blog la gente può partecipare,sul forum se non e’ iscritta,no.Non avrebbe più senso raccontare le proprie esperienze personali sul forum, anziche’ sul blog, visto che qui la gente che entra per la prima volta e’ perche’ ha visto un documentario con un messaggio ben preciso? O altrimenti un bel blog personale!Detto questo non voglio alzare una polemica,per carità,non vorrei andare fuori tema(che non si capisce qual’e')Buon proseguimento.
Bellissimo!!!!
SOGNO DI UnGattoAddormentato:
dopo aver bighellonato per i tetti della città ed aver corteggiato una gattina meravigliosa, tutta nera e sinuosa che sembrava una pantera, sono andato a miagolare alla porta di una casa dove stava un bambino piccolo che, commosso, mi ha dato prosciutto e latte caldo. Dopo essermi accuratamente pulito mi sono addormentato.
Di colpo un sinistro trambusto e un odore acre di fogna e di peste mi ha destato: era già notte avanzata eppure una topa era ancora sveglia e, rosicchiando i sacchi della spazzatura, faceva un gran fracasso!!!
Con due balzi felini piombai sulla sorcia disturbatrice e la inghiottii in un sol boccone.
MIAO!
e come spesso accade da queste parti la topa venne mangiata per aver detto la sua.Non e’ la prima topa che viene mangiata dai gatti della zona, forse doveva stare attenta e ricordarsi che se non miagolava come volevano loro non poteva partecipare,in fondo era già successo per altre tope e sorci che sparirono nel nulla per aver disturbato il lungo sonno della colonia felina.
Da dentro lo stomaco la topa ancora viva rosicchiava le pareti per trovare la sua via di fuga.Eliminato il gatto,trovata la sua libertà,aveva due scelte:miagolare come piaceva a loro o continuare a dire la sua,scelse la seconda,almeno fino a quando non si sarebbero inventati una scusa migliore per non farla più rosicchiare…squit
Anch’io trovo questo post inopportuno e fuori linea rispetto al blog.
“Un semplice fastidio” per un avvenimento così straordinario? Trovo che causerebbe un dolore intensissimo… mi è corso un brivido lungo la schiena, lo trovo anch’io un sogno inquietante, da non augurare alla peggiore nemica. Mi sfugge il senso sotteso a queste parole, mi sento stupida. Sono separata da anni e mando avanti la mia azienda famiglia con tutte le difficolta’ e le soddisfazioni possibili. Sono felice di essere donna. Ciao a tutti.
Lorella: le vogliono impedire anche di sognare!!!
No! Non smetta di sognare e di raccontarci i suoi onirici, inquietanti e misteriosi pensieri.
Tra l’altro il sogno è perfettamente in tema con il blog.
Non li ascolti, Lorella. Non hanno fantasia.
Grazie per questo post.
Cara Lorella
ti prego lascia tutto così come è…non rispondere, non spiegare.
E’ perfetto! Trovo questo post fantastico e veramente non capisco gli occhi ed il sentire di chi non lo trova in linea con IL CORPO DELLE DONNE.
Ma poi cosa vuol dire in linea con? Ancora gabbie?
Rileggere vecchio post sul tema scritto da lorella.
Praticare l’apertura e la riflessione . Ispirare senza confrontarsi, senza parlare con il “condominio”. Attivare l’ascolto degli altri facendo risuonare l’eco di un post, le onde energetiche.. nel silenzio. Una pratica non solo di maestri e guru, una pratica necessaria per aiutare l’evoluzione..di tutti noi.
salve, sono Filippo.
anche io ho fatto un sogno stanotte…
mi sono alzato alle 04:45 (come ogni mattina), mi sono lavato nei 18 gradi di casa mia, ho mangiato 3 biscotti, ho impiegato 10 minuti per far partire la mia panda (per fortuna non avevo gomme a terra), sono tornato in casa per dare un bacio a mia moglie che dormiva, sono tornato fuori, ho tolto il ghiaccio dal parabrezza e sono partito alla volta della fabbrica dove lavoro (ormai vicina alla cassa integrazione).
ho lavorato dalle 06:00 fino alle 18:00 mangiando un solo panino in piedi e sono tornato a casa.
tornando pensavo che avevo proprio voglia di rivedere Lucia.
domani avrei lavorato di nuovo 12 ore avendo ancora voglia di rivedere Lucia….
ma solo Lei
Vorrei ricordare che di donne col pene esplicitamente no, ma di “donne con le palle” nel documentario si parla. Nel documentario ci sono alcune donne che assumono atteggiamenti maschili per emergere, a scapito di altre donne. Questo a me è venuto in mente leggendo il post. Forse perché ne stiamo parlando nel forum – con tanti link segnalati belli e intelligenti -in strettissima relazione alle parti del documentario dedicate ai volti delle donne. Per chiarire cosa intendo rinvio a un articolo che ci è stato segnalato, dove abbiamo notato una contrapposizione tra due modelli di donna. Ecco il link:
http://www.donnamoderna.com/bellezza/articolo/farmibella/l-8217-altra-faccia-della-chirurgia-estetica.html
Ed ecco una parziale citazione:
“Per lavorare nel mondo dello spettacolo è necessario sottoporsi alla chirurgia estetica?”
«Ci sono ragazze giovanissime già così pesantemente rifatte che in tv non ci arriveranno mai» dice Gianna Tani, direttore casting delle reti Mediaset. «Perché oggi funziona la freschezza, la spontaneità, il bel sorriso, la simpatia. I piccoli ritocchi, invece, sono gradevoli e spesso sono utili per sentirsi belle e, quindi, a proprio agio davanti alle telecamere. Ammetto che a volte siamo noi a consigliarli: in certi casi rendere più aggraziato un profilo o trasformare una prima di seno in una terza può aiutare».
“Le vip non confessano quasi mai di essersi rifatte. Eppure la gente è convinta che ormai tutte siano almeno un po’ artificiali. È solo malignità?”
«No» dichiara Alfonso Signorini, giornalista esperto di gossip. «Volete qualche esempio? C’è solo l’imbarazzo della scelta. Credo che se Isaac Newton avesse visto gli zigomi altissimi di Ornella Muti, probabilmente non avrebbe scoperto la legge di gravità. Come fanno a essere così svettanti a quasi 47 anni?
Ma anche la più giovane Sabrina Ferilli sfoggia zigomi pronunciati come mele renette. Poi c’è Milly Carlucci. A 48 anni ha una pelle levigata che sembra migliorare con il passare del tempo. O è fortunatissima o probabilmente ha fatto qualche ritocco. Su Marina Doria non si possono avere dubbi: ormai è una principessa bionica. Altra fan del botulino è l’attrice Anna Galiena, che a 48 anni è fresca come una rosa. Le labbra di Mara Venier, di Lilli Gruber e dell’onorevole Daniela Santanché sicuramente sono state aiutate da qualche iniezione magica. Mentre Alba Parietti ed Eva Grimaldi a furia di ritocchi, ormai, sono praticamente uguali. Qualcuno che si salva? Secondo me Maria De Filippi: non è bella ma è una delle pochissime donne naturali in tv».
A me viene da chiedere: che donne sono la Tani e la De Filippi? Cos’è una donna “naturale” per Signorini? Quali sono le possibilità oltre a sottomettersi al bisturi e alla dittatura estetica o imitare gli atteggiamenti di certi uomini e trattare di conseguenza le altre donne, o ancora essere un ibrido come la donna “con le palle” e la sesta (rifatta) di reggiseno?
Oppure, altro modello che mi viene in mente rileggendo il testo, una donna costretta a diventare in parte uomo per sopravvivere in una società dove il lavoro e i suoi tempi non sono pensati per permetterle di essere semplicemente una donna che vuole essere madre e anche lavorare. Cosa di cui si era parlato in un bel post e di cui presto sarebbe giusto tornare a parlare anche nel forum.
Io cerco un equilibrio. Non cerco di diventare un uomo, non voglio diventare un uomo, non rinuncio alle peculiarità del mio essere donna solo perché cerco parità e rispetto. Vorrei che sparisse dal linguaggio l’espressione “donna con le palle”, perché per me significa caricatura di un maschio e abdicazione alla propria identità e al proprio diritto ad una società che la rispetti come tale.
questo SOGNO mi fa sorridere…
se tu conoscessi la mia storia personale sorrideresti con me.
appena nata sono stata una DELUSIONE, aspettavano ROCCO.
mio padre mi ha trattato come un MaSchio, parlandomi di sesso e di come si trattano le donne: scopandole.. e mi ha abituato a pensare come un maschio in generale… ma
ad un certo punto il rigetto totale, inevitabile , il Distacco per SopraVviVeRe ,
ma in qualche modo l’impronta è rimasta.. ho in me una partre mascolina, molto simile alla donna del Sogno, sono un pò androgina, MA sono una DONNA , ma con attributi…
complimenti un sogno molto realista
@filippo
che fortunata Lucia! grazie per quello che hai scritto e per come lo hai scritto. Se ti va, scrivici ancora. grazie
All’inizio questo blog mi piaceva, Lorella Zanardo, ed avevo fiducia nel lavoro che stavi svolgendo: dare nuovi occhi per le immagini che ci venivano propinate a badilate dai media, fornire esempi di donne indipendenti dai condizionamenti e dalle dinamiche della società italiana, analizzare intelligentemente i fenomeni culturali maschilisti dei nostri tempi. Da un po’ di tempo questo spazio (che speravo potesse diventare un ‘quartier generale’ della lotta all’anti-evoluzione che va tanto di moda in Italia negli ultimi decenni) s’è trasformato in una vetrinetta tutta tua personale, una bacheca in cui il tuo lavoro e la tua vita privata collidono in maniera un po’ troppo accentuata.
Ti preferivo prima, quando eri ’soltanto’ un nome dietro un ottimo lavoro. Adesso che ti sei auto-eletta a Generale di una rivoluzione femminile tanto romantica ed ideale ma poco, troppo poco pratica, qui non si parla praticamente più di “donne” ma solo di “povere donne”.
Sembra assurdo essere giunti a questo, ma mi sembra tu stia diventando esattamente uno degli stereotipi di donna che dovresti sovvertire: incapace di scindere l’attività professionale dai moti d’animo interiori, che un po’ si piange addosso e che appena assapora un po’ di notorietà tende al “primadonnismo” (non intendo provocarti, spero tu riesca ad andare oltre l’origine maschilista della parola), con dei preoccupanti toni da “unica donna col cervello d’Italia”.
Ho digerito poco anche i tuoi interventi pro-Islam, rivedendoci dentro la tendenza un po’ ingenua del voler supportare una minoranza solo perchè è una minoranza (o del ‘minoranza che supporta minoranza’), senza preoccuparsi troppo se quella minoranza è davvero nella ragione o nel torto. Un errore che, a mio avviso, ha compromesso troppe femministe. Cultura più maschilista e retrograda dell’Islam, per come la vedo io, non ce n’è, e sentire di femministe che ancora lo invocano a gran voce mi manda un brivido lungo la schiena.
Ripeto, non voglio provocare, ma è anche nell’interesse mio, di uomo, che tu svolga un buon lavoro.
Ho fatto un sogno simile, ma il fastidio era dovuto alle ovaie… che si erano ingigantite ed erano uscite fuori dalla pancia :9)
Si, ma Lucia è la moglie?
scherzo..
@paris-dakar
che una parolaccia si può dire? beh la dico: caro paris-dakar: che palle! che noia! giudichi, capisci? no, non capisci. e non mi conosci e quel che è peggio, giudichi e non guardi nemmeno il blog. La mia reazione sarebbe di ignorarti ma provo, a malavoglia a risponderti.
-mai fatto interventi proislam
-non ho bisogno di apparire: mi rompo da morire a rilasciare interviste: ho avuto proposte da diverse tv pubbliche per interventi che ho rifiutato perche la tv, come si deduce dal mio lavoro, non è un mezzo che apprezzo.
-quando appaio è perchè sto facendo un gran lavoro di innalzamento di consapevolezza sui temi del femminile: per me è faticoso, ma penso di doverlo fare.
-poi, e questo te lo dico con durezza, io mi vergognerei se fossi in te. Da 10 mesi lavoro 16 ore, vado nelle scuole, nei comuni, nelle asscoazioni gratis o quasi. L’altra notte sono tornata con la nebbia da una parrocchia in provincia di bs alle 2 di notte, mi sono pure persa. C’erano poche persone ma ne è valsa la pena. la mattina dopo sono partita presto per roma per andare in un altra scuola.
Non sei informato e hai la tipica spocchia di alcuni maschi, mi spiace dirlo ma è così, che giudicano sempre pieni di sè, senza chiedersi se la loro opinione interessi qualcuno.
.Informati, leggi del lavoro che sto facendo, oppure meglio: chiudi la bocca e vieni a darmi una mano.
Non parlo quasi mai di me. Semplicemente sto cercando di introdurre anche un linguaggio del femminile, che utilizza il racconto e si rifa a metafore autobiografiche. Cerco di dare stimoli non perchè cerco l’approvazione ma perchè vorrei provocare pensieri nuovi.
Ti ho dedicato anche troppa attenzione.
@Lorella: non ragioniam di lor, ma guarda e passa.
Questi ti asciugano!
Dato che hai detto che ami ballare e ti sarebbe piaciuto fare l’attrice ti linko un filmato di due minuti e mezzo tutto per te.
E’ un tango ballato da una bellissima donna e da un uomo cieco. La bellezza e l’erotismo non hanno bisogno di occhi. Il film è profumo di donna.
Spero ti piaccia e ti faccia sorridere. Alla faccia di questi seriosi attivisti virtuali.
http://www.youtube.com/watch?v=dBHhSVJ_S6A
Another dream (by Bill Viola):
http://www.youtube.com/watch?v=P0zq0lbGlno
@pan
pensa…Bill Viola…quando finii Il Corpo delle Donne, Luisa Muraro mi consigliò di guardarmi i suoi video…grazie
Quel video è spaventoso, mi fa venire i brividi…
Un gran brutto sogno cara Lorella…mi auguro che il prossimo sia meno banale…la piccola protuberanza è quello che le donne già oberate di impegni, incombenze, famiglie, figli, lavoro e rotture di coglioni varie si augurano di non avere proprio mai..Smettiamola con questa deficente mancanza o invidia del pene..Ma che ce ne facciamo vorrei proprio chiedere a te…anche se solo oniricamente..Già serve così poco nella vita a questi nostri cazzuti uomini..ti auguro sogni migliori!!Espritsolaire
@espritsolaire @tutti
mai avuta invidia del pene, mi pare che nel mio doc si intuisca il mio orgoglio del femminile
trovo il sogno poco banale, anzi interessantissimo, bisogna leggerlo bene..
E’ relativamente da poco che le donne hanno acquisito nozioni, conoscenze e competenze definite tradizionalmente “maschili”. Come riparare un videoregistratore, o mettere le catene. Non occorre andare tanto indietro nel tempo, per ricordarsi di quando le donne non guidavano la macchina. Mia madre mi racconta ancora di quando, fidanzata, volle prendere la patente e mio padre commentò che avrebbe “perso la sua femminilità“. Bene, se imparare a guidare, mettere le catene o riparare elettrodomestici vuol dire farsi spuntare un pene… preparate le mutande, ragazze, perché è inevitabile!
=)
gia’ la vita ci sta facendo diventare uomini se trovo chi ha vluto la arita’ dei sessi lo uccido…ci siamo incastrate da sole:(
Cara Lorella, se come dice lei dal suo doc si intuisce il suo orgoglio del femminile, credo che di strada da fare per affermare veramente una nuova identità femminile ne abbiamo veramente, ma veramente tanta da fare. Il suo sembra uno stereotipo moderno di femminilità. Questa sua visione mi dà veramente fastidio, come ha dato fastidio ad altre donne a quel che vedo, gli unici vicini alla sua “immagine” erano degli uomini… vorrà pur dire qualcosa.