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	<title>Commenti a: Corpi vivi</title>
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		<title>Di: gio</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=275#comment-1838</link>
		<dc:creator>gio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 09:45:29 +0000</pubDate>
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		<description>credo che  molto  di cio   che vediamo in televisione sia una spettacolarizzazione , come in teatro , si va in scena . Si indossano i costumi e si porta avanti la rappresentazione a cui il pubblico deve assistere , purtroppo con le immagini  vengono trasmessi anche valori , mode stili di vita ... la  velina indossa un costume che fa parte della scena ...
Credo pero che alla base  della mercificazione del  corpo delle donne , ci sia un sottofondo culturale  che porta le stesse ad accettare una simile pratica a differenza dei maschi che non accetterebbero ben volentieri di mostrarsi svestiti in televisione .. a parte il fatto che la sinuosità e la bellezza di un corpo femminile non è comparabile con quello maschile .
A spingere le donne a queste pratiche televisive c&#039;è anche l&#039; aspetto economico , la prospettiva di un facile guadagno di gran lunga superiore ad uno stipendio medio o alla   retribuzione di un primario .... una velina sicuramente guadagna di piu di un libero professionista , poi l&#039; aspetto narcisistico della fama e della popolarità , insomma ci sono degli imperativi culturali che spingono verso il consumo di beni e l&#039;arricchimento , i modelli sono quelli della persona di successo che acquista beni che rispecchiano il suo tenore di vita , dalle macchine alla borsa luois vuitton ... è difficile nella   società attuale non rimanere coinvolti in queste   dinamiche ....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>credo che  molto  di cio   che vediamo in televisione sia una spettacolarizzazione , come in teatro , si va in scena . Si indossano i costumi e si porta avanti la rappresentazione a cui il pubblico deve assistere , purtroppo con le immagini  vengono trasmessi anche valori , mode stili di vita &#8230; la  velina indossa un costume che fa parte della scena &#8230;<br />
Credo pero che alla base  della mercificazione del  corpo delle donne , ci sia un sottofondo culturale  che porta le stesse ad accettare una simile pratica a differenza dei maschi che non accetterebbero ben volentieri di mostrarsi svestiti in televisione .. a parte il fatto che la sinuosità e la bellezza di un corpo femminile non è comparabile con quello maschile .<br />
A spingere le donne a queste pratiche televisive c&#8217;è anche l&#8217; aspetto economico , la prospettiva di un facile guadagno di gran lunga superiore ad uno stipendio medio o alla   retribuzione di un primario &#8230;. una velina sicuramente guadagna di piu di un libero professionista , poi l&#8217; aspetto narcisistico della fama e della popolarità , insomma ci sono degli imperativi culturali che spingono verso il consumo di beni e l&#8217;arricchimento , i modelli sono quelli della persona di successo che acquista beni che rispecchiano il suo tenore di vita , dalle macchine alla borsa luois vuitton &#8230; è difficile nella   società attuale non rimanere coinvolti in queste   dinamiche &#8230;.</p>
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		<title>Di: Marco B.</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=275#comment-1818</link>
		<dc:creator>Marco B.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 16:29:07 +0000</pubDate>
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		<description>@laura Ma se noi uomini, per apparire se non siamo bellissimi, dobbiamo subire l&#039;annullamento dell&#039;aspetto fisico! Mi spiego: anche per l&#039;uomo c&#039;è un modello dominante, non meno sbruffone, giovanilista, perfezionista e severo di quello femminile. Gli uomini brutti e potenti e/o di successo sono accettati solo in virtù del fatto che essi rappresentano un ruolo, un&#039;idea, non un corpo, anzi il loro corpo non viene apprezzato ma rimosso. E&#039; pur vero che meno uomini sono rappresentati come corpo rispetto alle donne ma la nostra situazione non è molto migliore della vostra, la corsa al &quot;bello per forza&quot; (e per gli uomini anche &quot;ricco e appariscente per forza&quot;) è un colpo di coda reazionario trasversale ai sessi. La prova è che, quando l&#039;accento è posto sulla loro bellezza, i corpi maschili sono svuotati allo stesso modo di quelli femminili, al massimo condendo il tutto con immagini di successo esteriore e prestanza. Si vedano le pubblicità, ad es. dei rasoi, oppure il fenomeno dei tronisti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@laura Ma se noi uomini, per apparire se non siamo bellissimi, dobbiamo subire l&#8217;annullamento dell&#8217;aspetto fisico! Mi spiego: anche per l&#8217;uomo c&#8217;è un modello dominante, non meno sbruffone, giovanilista, perfezionista e severo di quello femminile. Gli uomini brutti e potenti e/o di successo sono accettati solo in virtù del fatto che essi rappresentano un ruolo, un&#8217;idea, non un corpo, anzi il loro corpo non viene apprezzato ma rimosso. E&#8217; pur vero che meno uomini sono rappresentati come corpo rispetto alle donne ma la nostra situazione non è molto migliore della vostra, la corsa al &#8220;bello per forza&#8221; (e per gli uomini anche &#8220;ricco e appariscente per forza&#8221;) è un colpo di coda reazionario trasversale ai sessi. La prova è che, quando l&#8217;accento è posto sulla loro bellezza, i corpi maschili sono svuotati allo stesso modo di quelli femminili, al massimo condendo il tutto con immagini di successo esteriore e prestanza. Si vedano le pubblicità, ad es. dei rasoi, oppure il fenomeno dei tronisti</p>
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		<title>Di: laura albano</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=275#comment-1811</link>
		<dc:creator>laura albano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 22:25:50 +0000</pubDate>
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		<description>Marco B: il lavoro del fotografo da te citato è molto interessante, secondo me però non basta replicare - pur in senso critico - le immagini pubblicitarie. Quello che manca in giro sono le immagini di donne reali, completamente rimosse dall&#039;immaginario mediatico.  Credo che sia essenziale restituire alle donne il diritto di essere rappresentate (e quindi, simbolicamente, di esistere) con qualsiasi aspetto fisico, così come è normale per gli uomini. 
In questo senso, oltre a riproporre a scopo critico i modelli stereotipati, sono convinta che sia necessario costruirne e affermarne di altri, più vicini alle donne.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco B: il lavoro del fotografo da te citato è molto interessante, secondo me però non basta replicare &#8211; pur in senso critico &#8211; le immagini pubblicitarie. Quello che manca in giro sono le immagini di donne reali, completamente rimosse dall&#8217;immaginario mediatico.  Credo che sia essenziale restituire alle donne il diritto di essere rappresentate (e quindi, simbolicamente, di esistere) con qualsiasi aspetto fisico, così come è normale per gli uomini.<br />
In questo senso, oltre a riproporre a scopo critico i modelli stereotipati, sono convinta che sia necessario costruirne e affermarne di altri, più vicini alle donne.</p>
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		<title>Di: Marco B.</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=275#comment-1783</link>
		<dc:creator>Marco B.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 15:09:18 +0000</pubDate>
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		<description>Qui bisogna unire le iniziative. Da Michela Murgia: &quot;Ico Gasparri è un fotografo che si occupa da tempo di pubblicità sessista&quot;. Contattarlo, magari?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qui bisogna unire le iniziative. Da Michela Murgia: &#8220;Ico Gasparri è un fotografo che si occupa da tempo di pubblicità sessista&#8221;. Contattarlo, magari?</p>
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		<title>Di: felix conegliano</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=275#comment-1774</link>
		<dc:creator>felix conegliano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 14:48:52 +0000</pubDate>
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		<description>Ho impiegato molto per accettare il mio corpo. Ci sono riuscita quando sono rimasta sola e non ho più avuto sguardi giudicanti. Ora all&#039;età di 61anni mi sento bene in questa casa che mi ha ospitato tutto questo tempo. Lo sento mio e mi seguirà fino che vorrà.
E&#039; un corpo di donna maturo, pieno, abbondante, segnato dal tempo. Mi piacciono gli alberi e i tronchi che ogni tanto abbraccio per simpatia e perchè mi riconosco nel ruvido e nei segni della corteccia. In quei momenti sento che la fusione tra il mio corpo e il mondo è totale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho impiegato molto per accettare il mio corpo. Ci sono riuscita quando sono rimasta sola e non ho più avuto sguardi giudicanti. Ora all&#8217;età di 61anni mi sento bene in questa casa che mi ha ospitato tutto questo tempo. Lo sento mio e mi seguirà fino che vorrà.<br />
E&#8217; un corpo di donna maturo, pieno, abbondante, segnato dal tempo. Mi piacciono gli alberi e i tronchi che ogni tanto abbraccio per simpatia e perchè mi riconosco nel ruvido e nei segni della corteccia. In quei momenti sento che la fusione tra il mio corpo e il mondo è totale.</p>
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		<title>Di: Emanuela</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=275#comment-1765</link>
		<dc:creator>Emanuela</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 15:52:58 +0000</pubDate>
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		<description>@ Pino De Padova
...la vergogna è comprensibile in una società che giudica...
prova a ritagliarti un angolino di solitudine (se puoi e se ti va!), mettiti la musica che ti piace di più, il ritmo che &quot;senti&quot; e lasciati andare così come diavolo ti viene e ti va! CREDIMI, E&#039; UN MERAVIGLIOSO SPASSO!!!!!!!!!!!!!!!
Inno alla gioia, rito della libertà di espressione...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Pino De Padova<br />
&#8230;la vergogna è comprensibile in una società che giudica&#8230;<br />
prova a ritagliarti un angolino di solitudine (se puoi e se ti va!), mettiti la musica che ti piace di più, il ritmo che &#8220;senti&#8221; e lasciati andare così come diavolo ti viene e ti va! CREDIMI, E&#8217; UN MERAVIGLIOSO SPASSO!!!!!!!!!!!!!!!<br />
Inno alla gioia, rito della libertà di espressione&#8230;</p>
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		<title>Di: Crazy Simo</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=275#comment-1761</link>
		<dc:creator>Crazy Simo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 13:11:43 +0000</pubDate>
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		<description>Venerdì esce Videocracy; spero che tu lo veda se non l&#039;hai già fatto, ha dei contenuti molto affini al tuo documentario.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì esce Videocracy; spero che tu lo veda se non l&#8217;hai già fatto, ha dei contenuti molto affini al tuo documentario.</p>
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		<title>Di: claudio</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=275#comment-1759</link>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 11:41:00 +0000</pubDate>
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		<description>avere come oiettivo l&#039;uscire dal pantano e dall&#039;immondizia in cui siamo finiti, a me sembra sia un segno del nuovo che avanza, negli ultimi articoli di Lorella (apprezzabilissimi) emergeva un desiderio di individuazione del &quot;nemico&quot;, ci si chiedeva chi fossero i responsabili di certe  campagne, chi  le commissiona etc etc . Ecco, ritengo che il non cercare nemici, il dedicarsi alla costruzione, al confronto, alla diffusione oggi sia prioritario, e in prospettiva possa pagare di più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>avere come oiettivo l&#8217;uscire dal pantano e dall&#8217;immondizia in cui siamo finiti, a me sembra sia un segno del nuovo che avanza, negli ultimi articoli di Lorella (apprezzabilissimi) emergeva un desiderio di individuazione del &#8220;nemico&#8221;, ci si chiedeva chi fossero i responsabili di certe  campagne, chi  le commissiona etc etc . Ecco, ritengo che il non cercare nemici, il dedicarsi alla costruzione, al confronto, alla diffusione oggi sia prioritario, e in prospettiva possa pagare di più.</p>
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		<title>Di: angela</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=275#comment-1757</link>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 08:06:59 +0000</pubDate>
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		<description>@Marco B. senza demonizzare il lavoro, giustamente, è vero che oggi il lavoro è diventato spesso la corvèe da pagare per il diritto di esistere, ma credo che anche il tempo di non lavoro sia stato assorbito da questo; non si tratta di non imparare dal lavoro e dalla vita - è giusto, ci mancherebbe - ma del modo nuovo in cui il lavoro si è strutturato da quando è diminuito il lavoro fisso o quello in fabbrica e si è iniziato a parlare di flessibilità, di &quot;essere imprenditori di se stessi&quot; e altre amenità che nascondono però l&#039;insidia di un lavoro che non è sempre più separato dalla vita, ma semmai sempre più invadente nella vita di ciascuno, paradossalmente anche quando una persona il lavoro non ce l&#039;ha, quindi è &quot;colpevole&quot; in prima persona della sua condizione, come insegnano i calvinisti di ogni epoca. La colpa è un oggetto ingombrante nella mente di una persona, così come l&#039;imperativo a essere sempre performativi, sempre accattivanti, &quot;vincenti&quot;. E tutto questo in un momento in cui lavoro ce n&#039;è sempre meno... sono nate delle catene nuove, meno concrete, più interiori. Quali sono queste catene quando si ragiona anche sul genere? E quali le catene che appartengono a tutti, donne e uomini?
P.S. apprezzo l&#039;osservazione sulle spie di differenza di genere. L&#039;uso di &quot;essere umano&quot; è più lungo, ma dopo un po&#039; dà le sue soddisfazioni! :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Marco B. senza demonizzare il lavoro, giustamente, è vero che oggi il lavoro è diventato spesso la corvèe da pagare per il diritto di esistere, ma credo che anche il tempo di non lavoro sia stato assorbito da questo; non si tratta di non imparare dal lavoro e dalla vita &#8211; è giusto, ci mancherebbe &#8211; ma del modo nuovo in cui il lavoro si è strutturato da quando è diminuito il lavoro fisso o quello in fabbrica e si è iniziato a parlare di flessibilità, di &#8220;essere imprenditori di se stessi&#8221; e altre amenità che nascondono però l&#8217;insidia di un lavoro che non è sempre più separato dalla vita, ma semmai sempre più invadente nella vita di ciascuno, paradossalmente anche quando una persona il lavoro non ce l&#8217;ha, quindi è &#8220;colpevole&#8221; in prima persona della sua condizione, come insegnano i calvinisti di ogni epoca. La colpa è un oggetto ingombrante nella mente di una persona, così come l&#8217;imperativo a essere sempre performativi, sempre accattivanti, &#8220;vincenti&#8221;. E tutto questo in un momento in cui lavoro ce n&#8217;è sempre meno&#8230; sono nate delle catene nuove, meno concrete, più interiori. Quali sono queste catene quando si ragiona anche sul genere? E quali le catene che appartengono a tutti, donne e uomini?<br />
P.S. apprezzo l&#8217;osservazione sulle spie di differenza di genere. L&#8217;uso di &#8220;essere umano&#8221; è più lungo, ma dopo un po&#8217; dà le sue soddisfazioni! <img src='http://www.ilcorpodelledonne.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>Di: Pino De Padova</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=275#comment-1755</link>
		<dc:creator>Pino De Padova</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 07:13:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=275#comment-1755</guid>
		<description>io però mi vergogno di ballare. Cantare no, sarei pure capace, ma ballare oddiosantissimo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io però mi vergogno di ballare. Cantare no, sarei pure capace, ma ballare oddiosantissimo</p>
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