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	<title>Commenti a: Impegnarsi sempre e comunque</title>
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		<title>Di: marina parodi</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=242#comment-1776</link>
		<dc:creator>marina parodi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 15:55:39 +0000</pubDate>
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		<description>Per aiutare i pigri o le neomamme lavoratrici prese da tante incombenze quale sono ad esempio io, perché non fare una bella pagina di sintesi con gli indirizzi fax e email cui inviare lettere di protesta e manifestazioni di dissenso? Almeno delle tv, radio e agenzie di comunicazioni principali...
Prometto che anch&#039;io il dissenso lo esprimerò di più! :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per aiutare i pigri o le neomamme lavoratrici prese da tante incombenze quale sono ad esempio io, perché non fare una bella pagina di sintesi con gli indirizzi fax e email cui inviare lettere di protesta e manifestazioni di dissenso? Almeno delle tv, radio e agenzie di comunicazioni principali&#8230;<br />
Prometto che anch&#8217;io il dissenso lo esprimerò di più! <img src='http://www.ilcorpodelledonne.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: cecilia</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=242#comment-1724</link>
		<dc:creator>cecilia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 23:12:21 +0000</pubDate>
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		<description>Penso che sia importante riuscire a mantenere alto il livello critico, abituare i propri figli a non farsi condizionare da quei messaggi, che ormai non sono solo televisivi, in cui non vale più ciò che si è ma come si appare. La cosa per me più intollerabile è vedere in trasmissioni in cui si discute di argomenti anche molto gravi cosiddette opinioniste presentarsi in abiti da cabaret con accanto uomini in giacca e cravatta. Ok, faranno audiens ma io cambio canale o addirittura spengo. E non è una questione morale ma di dignità. 
Ci si domanda sul silenzio delle donne, ma di quali donne si parla? Per quanto mi riguarda il mio silenzio lo rompo tutti i giorni, con l&#039;informazione, con la partecipazione attiva alla difesa dei diritti umani, con il mio lavoro quotidiano, con il dialogo con i miei figli cercando di trasmettere valori quali il rispetto dell&#039;altro, della propria persona e dell&#039;ambiente in cui si vive, l&#039;onestà e la capacità di indignarsi e reagire alle ingiustizie. Questa è la mia piccola traccia nel mondo e spero di non trovarmi sola in questo mio agire, anche se a volte sembriamo una famiglia di alieni... 
Per fortuna c&#039;è la rete!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che sia importante riuscire a mantenere alto il livello critico, abituare i propri figli a non farsi condizionare da quei messaggi, che ormai non sono solo televisivi, in cui non vale più ciò che si è ma come si appare. La cosa per me più intollerabile è vedere in trasmissioni in cui si discute di argomenti anche molto gravi cosiddette opinioniste presentarsi in abiti da cabaret con accanto uomini in giacca e cravatta. Ok, faranno audiens ma io cambio canale o addirittura spengo. E non è una questione morale ma di dignità.<br />
Ci si domanda sul silenzio delle donne, ma di quali donne si parla? Per quanto mi riguarda il mio silenzio lo rompo tutti i giorni, con l&#8217;informazione, con la partecipazione attiva alla difesa dei diritti umani, con il mio lavoro quotidiano, con il dialogo con i miei figli cercando di trasmettere valori quali il rispetto dell&#8217;altro, della propria persona e dell&#8217;ambiente in cui si vive, l&#8217;onestà e la capacità di indignarsi e reagire alle ingiustizie. Questa è la mia piccola traccia nel mondo e spero di non trovarmi sola in questo mio agire, anche se a volte sembriamo una famiglia di alieni&#8230;<br />
Per fortuna c&#8217;è la rete!</p>
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		<title>Di: daniela</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=242#comment-1633</link>
		<dc:creator>daniela</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 18:27:35 +0000</pubDate>
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		<description>io credo che bisognerebbe portare avanti il principio del documentario: raccolgiere spot o campagne varie (se ci fossero problemi di copyright semplicemente citarli) e spiegare passo passo perché sono offensivi. Bisogna instillare una visione maggiormente critica nelle persone ancor prima di rendersi attivi nei confronti delle aziende e dei pubblicitari, secondo me.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io credo che bisognerebbe portare avanti il principio del documentario: raccolgiere spot o campagne varie (se ci fossero problemi di copyright semplicemente citarli) e spiegare passo passo perché sono offensivi. Bisogna instillare una visione maggiormente critica nelle persone ancor prima di rendersi attivi nei confronti delle aziende e dei pubblicitari, secondo me.</p>
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		<title>Di: tiz</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=242#comment-1613</link>
		<dc:creator>tiz</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 12:52:03 +0000</pubDate>
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		<description>il monitoraggio su tv e pubblicità mi sembra un&#039;azione davvero importante e utile. presi come siamo dal turbinio delle nostre esistenze, e da un sano istinto di autoprotezione, non c&#039;è davvero la capacità di percepire la portata del fenomeno che è al centro del documentario e del tema del blog.un&#039;attenzione vigile e selettiva e l&#039;uso della rete può aiutare molto. e poi chissà, qualcosa combineremo. 
da parte mia voglio segnalarvi una pubblicità sul giornale dove di luglio 2009 davvero imbarazzante: la compagnia di navigazione TTTlines per vendere la tratta napoli-catania usa lo slogan: &quot;abbiamo le poppe più famose d&#039;Italia&quot;. coerentemente la fotografia a tutta pagina propone una serie di culi all&#039;aria in fila per l&#039;imbarco...
che dire: tempo fa si parlava del boicottaggio come forma di rifiuto dei comportamenti non etici delle aziende, e in effetti è un metodo semplice ed estremamente efficace, bisogna però formare quel minimo di massa critica per costituire una vera penalizzazione, ed essere incisivi. quindi non utilizzate mail TTTlines e diffondiamo in tutti i siti tipo trip advisor, turisti per caso...almeno proviamoci!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il monitoraggio su tv e pubblicità mi sembra un&#8217;azione davvero importante e utile. presi come siamo dal turbinio delle nostre esistenze, e da un sano istinto di autoprotezione, non c&#8217;è davvero la capacità di percepire la portata del fenomeno che è al centro del documentario e del tema del blog.un&#8217;attenzione vigile e selettiva e l&#8217;uso della rete può aiutare molto. e poi chissà, qualcosa combineremo.<br />
da parte mia voglio segnalarvi una pubblicità sul giornale dove di luglio 2009 davvero imbarazzante: la compagnia di navigazione TTTlines per vendere la tratta napoli-catania usa lo slogan: &#8220;abbiamo le poppe più famose d&#8217;Italia&#8221;. coerentemente la fotografia a tutta pagina propone una serie di culi all&#8217;aria in fila per l&#8217;imbarco&#8230;<br />
che dire: tempo fa si parlava del boicottaggio come forma di rifiuto dei comportamenti non etici delle aziende, e in effetti è un metodo semplice ed estremamente efficace, bisogna però formare quel minimo di massa critica per costituire una vera penalizzazione, ed essere incisivi. quindi non utilizzate mail TTTlines e diffondiamo in tutti i siti tipo trip advisor, turisti per caso&#8230;almeno proviamoci!</p>
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		<title>Di: Valeria</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=242#comment-1577</link>
		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 06:47:52 +0000</pubDate>
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		<description>io il mio silenzio l&#039;ho rotto dando più voce possibile a questo sito e al documentario. vorrei che tutti, uomini e donne (non solo le donne) guardassero tv e giornali con occhi più aperti. Mi chiedo ancora come è possibile cambiare la situazione per il futuro, se parole come mobilitazione femminismo possano funzionare e il fatto che questa situazione perduri in italia e non in altri paesi complica tutto ancora di più. Concordo con valerio: rivolgiamoci sempre di più ai giovani, nel futuro ci sono loro, ed educhiamoli a tenere sempre &quot;acceso il cervello&quot;...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io il mio silenzio l&#8217;ho rotto dando più voce possibile a questo sito e al documentario. vorrei che tutti, uomini e donne (non solo le donne) guardassero tv e giornali con occhi più aperti. Mi chiedo ancora come è possibile cambiare la situazione per il futuro, se parole come mobilitazione femminismo possano funzionare e il fatto che questa situazione perduri in italia e non in altri paesi complica tutto ancora di più. Concordo con valerio: rivolgiamoci sempre di più ai giovani, nel futuro ci sono loro, ed educhiamoli a tenere sempre &#8220;acceso il cervello&#8221;&#8230;</p>
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		<title>Di: maralica</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=242#comment-1571</link>
		<dc:creator>maralica</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 08:37:08 +0000</pubDate>
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		<description>Ah, scusa, dimenticavo. Non ho dato due sberle alle bimbe. Abbiamo parlato insieme delle pubblicità e di come le vedevano. In realtà erano molto critiche e le stavano sbeffeggiando. &quot;Esagerate&quot;, le hanno definite. Abbiamo parlato delle persone e dei loro comportamenti, della televisione e della &quot;falsa realtà&quot; che propone a volte. Dello &quot;scopo&quot; reale della pubblicità, che non è quello di educare ma di vendere. con qualunque mezzo. 
E&#039; stata una chiaccherata molto interessante ed erano molto interessate. Impartire solo &quot;educazione&quot; con ordini e proibizioni non è molto produttivo alla lunga. E a loro non piace molto, ma si sentono partecipi se glielo permettiamo. Formare un senso critico è faticoso ma la tv, o prima o poi, la guardano e/o la guarderanno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, scusa, dimenticavo. Non ho dato due sberle alle bimbe. Abbiamo parlato insieme delle pubblicità e di come le vedevano. In realtà erano molto critiche e le stavano sbeffeggiando. &#8220;Esagerate&#8221;, le hanno definite. Abbiamo parlato delle persone e dei loro comportamenti, della televisione e della &#8220;falsa realtà&#8221; che propone a volte. Dello &#8220;scopo&#8221; reale della pubblicità, che non è quello di educare ma di vendere. con qualunque mezzo.<br />
E&#8217; stata una chiaccherata molto interessante ed erano molto interessate. Impartire solo &#8220;educazione&#8221; con ordini e proibizioni non è molto produttivo alla lunga. E a loro non piace molto, ma si sentono partecipi se glielo permettiamo. Formare un senso critico è faticoso ma la tv, o prima o poi, la guardano e/o la guarderanno.</p>
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		<title>Di: maralica</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=242#comment-1570</link>
		<dc:creator>maralica</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 08:28:05 +0000</pubDate>
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		<description>a Mariachiara.
Quando ho scritto &quot;attrezzare le di paura le bambine e le ragazze” intendevo che molti  genitori di figlie femmine (almeno per la mia piccola esperienza) si prodigano  e si preoccupano di instillare nelle figlie l&#039;attenzione per i pericoli, le figlie non escono da sole, vengono accompagnate, ecc... cosa che per i maschi non ci si preoccupa. Più di una madre di figli maschi mi ha detto &quot;meno male che non ho una figlia femmina, mi preoccuperei troppo. Con i maschi non ci sono problemi&quot;. 
A me sembra, invece, che anche l&#039; &quot;educazione al rispetto degli altri&quot; (verso le femmine ma anche verso gli altri maschi che sono diversi da sè) dei figli maschi sia importante. 
Che sapere dove vanno, con chi vanno e come trattano gli altri, sia importante (ma anche per le femmine, non basta mettere loro attenzione ai pericoli e basta). (tralascio qui i genitori che godono nel far vestire la figlia dodicenne come una velina! per questi non ho parole al momento!).
Un&#039;altra cosa. Sì, la colpa è dei genitori. Non delle madri come scrivi tu. 
Possibile che noi ci colpevevolizziamo a priori? Ci facciamo sempre carico di TUTTO da sole? Ma un padre maschilista non ha colpa? Cos&#039;è, è minorato? Non ci si può discutere? Non può cambaiare idea, imparare?
Ed un padre &quot;assente&quot;, non è altrettanto colpevole? da quando il disinteresse non porta conseguenze? 
Ricordo di nuovo, che una donna che sbaglia, rinforza l&#039;evidenza che è una persona, uguale agli uomini. Non è nella perfezione, nella totale mancanza di difetti che possiamo affermare la nostra uguaglianza con gli uomini. Sono le doti, i pregi, ma anche i difetti che ci rendono uguali, è la nostra umanità che ci rende &quot;pari&quot;. Anche nelle &quot;colpe&quot;, come dici tu.
Ma troviamo soluzioni. Le colpe, noi che ci interroghiamo qui, forse le abbiamo già individuate.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a Mariachiara.<br />
Quando ho scritto &#8220;attrezzare le di paura le bambine e le ragazze” intendevo che molti  genitori di figlie femmine (almeno per la mia piccola esperienza) si prodigano  e si preoccupano di instillare nelle figlie l&#8217;attenzione per i pericoli, le figlie non escono da sole, vengono accompagnate, ecc&#8230; cosa che per i maschi non ci si preoccupa. Più di una madre di figli maschi mi ha detto &#8220;meno male che non ho una figlia femmina, mi preoccuperei troppo. Con i maschi non ci sono problemi&#8221;.<br />
A me sembra, invece, che anche l&#8217; &#8220;educazione al rispetto degli altri&#8221; (verso le femmine ma anche verso gli altri maschi che sono diversi da sè) dei figli maschi sia importante.<br />
Che sapere dove vanno, con chi vanno e come trattano gli altri, sia importante (ma anche per le femmine, non basta mettere loro attenzione ai pericoli e basta). (tralascio qui i genitori che godono nel far vestire la figlia dodicenne come una velina! per questi non ho parole al momento!).<br />
Un&#8217;altra cosa. Sì, la colpa è dei genitori. Non delle madri come scrivi tu.<br />
Possibile che noi ci colpevevolizziamo a priori? Ci facciamo sempre carico di TUTTO da sole? Ma un padre maschilista non ha colpa? Cos&#8217;è, è minorato? Non ci si può discutere? Non può cambaiare idea, imparare?<br />
Ed un padre &#8220;assente&#8221;, non è altrettanto colpevole? da quando il disinteresse non porta conseguenze?<br />
Ricordo di nuovo, che una donna che sbaglia, rinforza l&#8217;evidenza che è una persona, uguale agli uomini. Non è nella perfezione, nella totale mancanza di difetti che possiamo affermare la nostra uguaglianza con gli uomini. Sono le doti, i pregi, ma anche i difetti che ci rendono uguali, è la nostra umanità che ci rende &#8220;pari&#8221;. Anche nelle &#8220;colpe&#8221;, come dici tu.<br />
Ma troviamo soluzioni. Le colpe, noi che ci interroghiamo qui, forse le abbiamo già individuate.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco B.</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=242#comment-1566</link>
		<dc:creator>Marco B.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 11:07:53 +0000</pubDate>
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		<description>Scusate per gli errori e per i pezzi di frase saltati, è scritto di getto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate per gli errori e per i pezzi di frase saltati, è scritto di getto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco B.</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=242#comment-1565</link>
		<dc:creator>Marco B.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 11:06:28 +0000</pubDate>
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		<description>@Mariachiara Ancora rancore? Cosa significa chiedersi se tocca ai padri o tocca alle madri e autorispondersi immediatamente che i padri sono inadatti, salvo poi prendersela colle madri perchè non abbastanza fiere di essere donne? E&#039; una vecchia canzone che mi sono stancato di ascoltare: si adotta un punto di vista dichiaratamente parziale (è questa la pecca del femminismo, come di tutti gli -ismi: possono nascere con tutti i buoni propositi ma poi si ritrovano a dire sempre &quot;noi donne&quot;, &quot;noi gay&quot;, &quot;noi uomini&quot;, &quot;noi cinesi&quot;, &quot;noi italiani&quot; e si chiudono nel bozzolo identitario). Poi si esclude chi non fa parte per definizione del confine tracciato (in questo caso, i padri). A priori. Infine si critica aspramente chi, pur appartenendo indiscutibilmente al canone (qui le madri) non si comporta in conformità col nuovo modello proposto (che qui, stringi stringi, implicherebbe da quello che ho censurare nettamente comportamenti spontanei, per quanto tristissimi, di una bambina). Et voilà, ecco servita la nuova unica e sola Realtà. E chi non ci sta è matto da legare. Sempre diffidare da chi vuol definire cosa sia o cosa non sia il mondo. Non finirò mai di dire che il confine tra contestare un&#039;ideologia, ad esempio quella maschilista, e crearne un&#039;altra uguale e contraria usando gli stessi metodi consciamente o inconsciamente imparati dal nemico (ma perchè diavolo ci dovrebbe essere un nemico? Qualcuno me lo spieghi? Se si lavora per un mondo migliore il bersaglio polemico è solo un pretesto, una scusa. Quando esso diventa necessario abbiamo fatto un passo falso). Persino il comunismo, nato per contestazione dal capitalismo, ha sbagliato inseguendo il mito della produttività industriale, che poi è l&#039;eredità del padre che voleva uccidere. In questo senso mi trovo molto più d&#039;accordo con Maralica che con molti altri.
Uscite un attimo dal vostro punto di vista e capirete che la cultura dell&#039;immagine, del figo a tutti i costi, del successo (ma successo in cosa?!) e anche gli stessi stereotipi tagliano le gambe anche agli uomini, pure ai marziani se ci fossero, per il motivo banale che non lasciano che ciascuno sia ciò che gli viene più naturale essere.

Per quanto riguarda la pubblicità Muller, è basata su un vecchio trucco (noto agli esperti come &quot;erotizzazione&quot;, mi pare) grossolano quanto efficace. Poniamo che abbiamo bisogno di rendere attraente una cosa qualsiasi. Non credo che ci sia una cosa più istintivamente attraente del sesso per un essere umano (semplici ragioni biologiche, oggi unite a quelle culturali) specie se giovane. Dunque basterà, con adeguate e discutibili capriole concettuali come il &quot;fate l&#039;amore col sapore&quot;, associare il nostro prodotto (fosse anche un lavandino o un tosaerba) alla sfera dell&#039;amore o del sesso non tanto per farlo vendere di più quanto per far girare la testa all&#039;ascoltatore per quell&#039;istante. La mia impressione è infatti che l&#039;obiettivo minimo non sia quello di far apprezzare il prodotto quanto di assicurarsi la ricettività del nome dello stesso, che diventerà familiare (e dunque potenzialmente acquistabile) soprattutto per via del passaggio continuo del messaggio. Non c&#039;è più dunque tanto arte della convinzione in queste pubblicità a mio modo di vedere ciniche ma l&#039;equivalente verbale dell&#039; artiglieria &quot;ad area&quot;, non mirato. Non c&#039;è il guizzo e quindi si supplisce con il volume di fuoco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mariachiara Ancora rancore? Cosa significa chiedersi se tocca ai padri o tocca alle madri e autorispondersi immediatamente che i padri sono inadatti, salvo poi prendersela colle madri perchè non abbastanza fiere di essere donne? E&#8217; una vecchia canzone che mi sono stancato di ascoltare: si adotta un punto di vista dichiaratamente parziale (è questa la pecca del femminismo, come di tutti gli -ismi: possono nascere con tutti i buoni propositi ma poi si ritrovano a dire sempre &#8220;noi donne&#8221;, &#8220;noi gay&#8221;, &#8220;noi uomini&#8221;, &#8220;noi cinesi&#8221;, &#8220;noi italiani&#8221; e si chiudono nel bozzolo identitario). Poi si esclude chi non fa parte per definizione del confine tracciato (in questo caso, i padri). A priori. Infine si critica aspramente chi, pur appartenendo indiscutibilmente al canone (qui le madri) non si comporta in conformità col nuovo modello proposto (che qui, stringi stringi, implicherebbe da quello che ho censurare nettamente comportamenti spontanei, per quanto tristissimi, di una bambina). Et voilà, ecco servita la nuova unica e sola Realtà. E chi non ci sta è matto da legare. Sempre diffidare da chi vuol definire cosa sia o cosa non sia il mondo. Non finirò mai di dire che il confine tra contestare un&#8217;ideologia, ad esempio quella maschilista, e crearne un&#8217;altra uguale e contraria usando gli stessi metodi consciamente o inconsciamente imparati dal nemico (ma perchè diavolo ci dovrebbe essere un nemico? Qualcuno me lo spieghi? Se si lavora per un mondo migliore il bersaglio polemico è solo un pretesto, una scusa. Quando esso diventa necessario abbiamo fatto un passo falso). Persino il comunismo, nato per contestazione dal capitalismo, ha sbagliato inseguendo il mito della produttività industriale, che poi è l&#8217;eredità del padre che voleva uccidere. In questo senso mi trovo molto più d&#8217;accordo con Maralica che con molti altri.<br />
Uscite un attimo dal vostro punto di vista e capirete che la cultura dell&#8217;immagine, del figo a tutti i costi, del successo (ma successo in cosa?!) e anche gli stessi stereotipi tagliano le gambe anche agli uomini, pure ai marziani se ci fossero, per il motivo banale che non lasciano che ciascuno sia ciò che gli viene più naturale essere.</p>
<p>Per quanto riguarda la pubblicità Muller, è basata su un vecchio trucco (noto agli esperti come &#8220;erotizzazione&#8221;, mi pare) grossolano quanto efficace. Poniamo che abbiamo bisogno di rendere attraente una cosa qualsiasi. Non credo che ci sia una cosa più istintivamente attraente del sesso per un essere umano (semplici ragioni biologiche, oggi unite a quelle culturali) specie se giovane. Dunque basterà, con adeguate e discutibili capriole concettuali come il &#8220;fate l&#8217;amore col sapore&#8221;, associare il nostro prodotto (fosse anche un lavandino o un tosaerba) alla sfera dell&#8217;amore o del sesso non tanto per farlo vendere di più quanto per far girare la testa all&#8217;ascoltatore per quell&#8217;istante. La mia impressione è infatti che l&#8217;obiettivo minimo non sia quello di far apprezzare il prodotto quanto di assicurarsi la ricettività del nome dello stesso, che diventerà familiare (e dunque potenzialmente acquistabile) soprattutto per via del passaggio continuo del messaggio. Non c&#8217;è più dunque tanto arte della convinzione in queste pubblicità a mio modo di vedere ciniche ma l&#8217;equivalente verbale dell&#8217; artiglieria &#8220;ad area&#8221;, non mirato. Non c&#8217;è il guizzo e quindi si supplisce con il volume di fuoco.</p>
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		<title>Di: Sonia</title>
		<link>http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=242#comment-1564</link>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 19:51:09 +0000</pubDate>
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		<description>Quando la frase finale dello spot è sempre &quot;fate l&#039;amore con il sapore&quot; cosa ci possiamo aspettare di vedere se non dei corpi nudi femminili che ammiccano appunto a quel &quot;fate l&#039;amore&quot; ?
Io ho sempre trovato urtante questa frase nel contesto in cui è stata messa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando la frase finale dello spot è sempre &#8220;fate l&#8217;amore con il sapore&#8221; cosa ci possiamo aspettare di vedere se non dei corpi nudi femminili che ammiccano appunto a quel &#8220;fate l&#8217;amore&#8221; ?<br />
Io ho sempre trovato urtante questa frase nel contesto in cui è stata messa.</p>
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