Impegno e militanza

Nuovi Occhi, Due Paesi

di Cesare Cantù

Questa mattina mi sono svegliato sotto il cielo di Senigallia, in partenza per Macerata. Da Martedì, a Fano, Nuovi Occhi è nelle Marche con 3 corsi introduttivi per adulti. Sono stati voluti dall’Università per la Pace che in questa regione si occupa del “conflitto” in tutte le sue forme, e quindi ha deciso di occuparsi anche di mass media con il nostro corso. Questa parte del progetto Nuovi Occhi rivolto agli adulti è altrettanto importante di quella rivolta ai giovani e di quella di formazione dei formatori. Oltre che sensibilizzare i giovani direttamente nelle scuole, oltre che rendere autonomi i territori con i formatori dedicati, là dove è possibile, è fondamentale per attivare un cambiamento reale che molte persone siano in grado di agire nel loro quotidiano, di affrontare la questione dei media quando ne hanno modo nel loro lavoro o nella loro vita quotidiana. Che si possa creare insomma, e diffondere, un vero movimento di opinione che chieda finalmente democrazia e redistribuzione del potere mediatico. Ieri nella biblioteca di Senigallia c’erano 30 persone, per lo più insegnanti psicologhe e giornalisti/e. Hanno partecipato perché vogliono portare nel loro lavoro quotidiano una maggiore consapevolezza sulla comunicazione e sul linguaggio audiovisivo, per andare oltre gli stereotipi e le discriminazioni di cui tanta informazione e intrattenimento sono infarciti. Questi incontri nelle Marche, gli altri, molti, degli ultimi tre anni, mi confermano lo sdoppiamento del nostro Paese: da una parte le elite del potere (politico, mediatico, intellettuale)

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Processo per Stupro: L'Aquila 18 ottobre

Processo per Stupro: L’Aquila 18 ottobre

Domani 18 ottobre a L’Aquila si apre il processo per lo stupro avvenuto nel febbraio di questo anno. Una ragazza venne violentata e lasciata dissanguata  nella neve, dove il suo violentatore l’aveva abbandonata e dove avrebbe potuto morire se non fosse stata per caso trovata dal proprietario della discoteca. Sono indignata e addoloratissima nel vedere che gli organi di stampa non riportano la notizia del processo. Sarebbe importante esserci, domani presento a Bologna ma dovrei essere a L’Aquila. Ci saranno a seguire il processo  le donne della biblioteca Melusine della città, la casa per le donne violentate, il collettivo studentesco di questo link e anche questo collettivo. qui il link al post di marzo dove davamo la notiza dello stupro. http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=10755 Se avete altre notizie, lo spazio qui è a disposizione, con twitter e fb de Il Corpo delle Donne.

Chi andrà al processo può per favore raccontare a tutte noi? Grazie.

Diffondiamo, facciamoci sentire.

Avremmo dovuto organizzare una presenza cospicua al processo. Abbiamo sbagliato. Ho sbagliato. La politica è questa. Avremmo dovuto essere al fianco della ragazza.

Mi giustfico pensando che qui siamo in trincea, che facciamo già molto. Però avremmo dovuto essere a L’aquila.

Vi prego di tenere la notizia del processo ben visibile.

Grazie.

 …

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Never Sorry- Solleviamo la Protesta

Never Sorry- Solleviamo la Protesta

Never Sorry, cioè mai chiedere scusa, mai dispiacersi. Se detto dall’attivista cinese Ai Weiwei assume un significato di lotta e di coraggio indomabile. Guardate il video per capire. Vedete lo sguardo? “Perchè lo fa?” gli chiedono. “Non vorrei che i ragazzi di oggi dovessero rivivere ciò che ho dovuto subire io”. E dunque, agisce.

Le Pussy Riot sono in prigione. Le prigioni russe di Putin non devono essere luoghi accoglienti. Giusto per ribadire che i miserabili che hanno sostenuto che le ragazze avrebbero ottenuto fama e denaro per la loro visibilità ottenuta, forse dovrebbero vergognarsi. Può essere che, una volta uscite, le 3 ragazze godranno di fama e denaro. Per ora stanno in cella.

Sia Ai Weiwei che le Pussy Riot si battano coraggiosamente contro poteri forti spesso in assenza di democrazia. Sono persone coraggiose: consapevole di ciò che rischia il primo data l’età, forse più impreparte le seconde, e dunque speriamo che la detenzione non sia feroce. Sia l’uno che le altre sanno che la notorietà mondiale serve, ma serve fino ad un certo punto. Nessuno toccherà le Pussy Riot se persino Madonna si muove a loro difesa. Nessuno imprigionerà Ai Weiwei se i maggiori artisti internazionali sono con lui, si dice. Non ne sono così sicura. Certo Putin non è un ingenuo: delle 3 ragazze russe si è parlato moltissimo quando sono state imprigionate, molto la settimana dopo, ma già settimana scorsa faticavo a trovare articoli su di loro. Basta riflettere da che parte stia il potere, …

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L’Estate delle Donne

 

Buone vacanze. Per chi le farà.

Buon Riposo, almeno quello, per chi invece dovrà restare a casa.

-In questo fine luglio mi sono presa del tempo per stare vicina a mio padre che è anziano e che necessita di attenzione continua che mia madre gli dedica pur non essendo lei pure, né giovane e né in salute. E così vivo da vicino una delle nostre tragedie che sono anche le nostre grandi vergogne: il welfare a prezzo della salute fisica e mentale delle donne. Lo dice bene anche Giuseppe De Rita nell’ultimo rapporto Censis: il burn out, che suona come “l’annientamento” delle donne che si sfiniscono nei lavori di cura. Provare per credere. Ci aiuta una  simpatica e organizzata donna dell’est,  quindi mi ritengo fortunata; ma  per chi non può permettersi  una badante, è un massacro. Significa tenere d’occhio 24 ore al giorno una persona che non sa più chi è, che cade se la lasci un attimo sola, che si mette in bocca di tutto come un bambino, che va accompagnato in bagno, pulito con tutto quello che comporta. Che di notte si sveglia e se si alza senza che qualcuno lo segua, può cadere e allora inizia un altro calvario. E quelle persone, che le donne italiane a milioni accudiscono, sono le stesse persone che erano una volta le loro madri, i loro padri, i loro mariti. Quello sguardo che ora le osserva, vuoto, quelle bocche non più in grado di pronunciare il loro nome, appartenevano …

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In Campo di Fiori, il rogo dei curricula per il CdA Rai

In Campo di Fiori, il rogo dei curricula per il CdA Rai

Della vicenda CdA RAI emerge un punto importante: non si sono valutate le competenze dei candidati per la loro selezione. Badate: questo storia ha un valore simbolico rilevante, non trascuratela. Non c’è cambiamento se non si ripristinano regole chiare etiche e trasparenti. Era stato chiesto ai candidati di inviare il loro cv in Commisisone di Vigilanza: anche io lo avevo fatto seguendo una procedura in uso nelle migliori organizzazioni: invio del cv per essere correttamente valutate/i. Più di 300 persone, tra uomini e donne, ci hanno creduto ed hanno inviato in Commissione una lettera o mail contenente la loro storia professionale.

Malauguratamente non si è seguita la strada del merito bensì quella usuale della nomina ad personam, in base a criteri poco chiari. Il PD ha perso un ottima occasione di procedere per competenze e ha scelto di far decidere ad associazioni che, in verità, non si capisce perchè dovessero scegliere i candidati per la tv pubblica. Un brutto pasticcio, di quelli che all’estero guardano con commiserazione.

Ad oggi dunque 300 e passa cv giacciono, protocollati, in Commissione. Questi documenti generano inquietudine: sono la testimonianza di qualcosa di non evaso, di una procedura abortita, di una promessa non mantenuta. Provocano disagio.Tutti fanno fintadi nulla, non c’è persona che si assuma la responsabilità di dire chessò “abbiamo sbagliato a richiedere i cv”.

Sappiamo che i riti svolgono spesso una funzione pacificatrice: la fine ci pare meno ostile se un rituale ci agevola il distacco. Ecco qui di seguito dunque la lettera …

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Piccoli Ospiti

Piccoli Ospiti

10 Anni – Fondazione Pangea Onlus – Viaggio in Italia

 CASA PANGEA – PICCOLI OSPITI

Un luogo sicuro per aiutare mamme e bambini a uscire dalla violenza

 Palermo dall’11 al 15 luglio 2012 – piazza Castelnuovo

 

  La violenza contro le donne è violenza contro i bambini. Fondazione Pangea Onlus dedica i suoi 10 anni a una problematica, che troppo spesso viene sottovalutata e che resta tutt’ora poco conosciuta: la violenza assistita dei bambini. I minori che assistono a queste forme di violenza domestica contro le loro madri sono vere e proprie vittime di maltrattamento. Lo dice chiaramente lo studio del progetto europeo Daphne III, rivelando che su quasi 7 milioni di donne che hanno subito violenza, almeno 700 mila avevano figli al momento del fatto, un dato che porta a un’ipotesi di circa 400.000 bambini spettatori diretti e vittime di violenza domestica da parte di uomini.

Questi dati sono a dir poco allarmanti e pur essendo la denuncia doverosa non è più sufficiente, bisogna agire e aiutare concretamente questi bambini e le loro mamme. Proprio per fare fronte a questa terribile realtà, abbiamo avviato, nel 2008, il progetto “Piccoli Ospiti” per cambiare segno alla storia di violenza affinché non faccia più parte del loro futuro. E’ fondamentale recuperare una relazione filiale e genitoriale armoniosa. Nei prossimi mesi saremo in viaggio per l’Italia, al fianco dell’Experience Store di Donna Moderna, oramai storico partner di Pangea, per incontrare i nostri sostenitori di persona, sentirci più vicini al pubblico,

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CdA RAI : Quali Logiche? SNOQ risponde

Ieri ho posto alcune domande a SNOQ qui trovate il post. Qui sotto la risposta ricevuta da SNOQ e di s.eguito alcune mie considerazioni

Cara Lorella, tu sei per noi tanto significativa e importante che ti abbiamo segnalato in una rosa assai ristretta di nomi di donne, ora all’attenzione della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. Come abbiamo proceduto in questa vicenda? Nel modo più lineare che qui ti descriviamo (dopo averlo esposto anche sul nostro sito: http://www.senonoraquando.eu/?p=11491) sottoponendolo al vaglio tuo e di chiunque voglia leggerci. Ricevuto, come altre associazioni, l’invito di Bersani ad avanzare nomi che poi il PD avrebbe votato, lo abbiamo declinato. Queste le ragioni: Bersani dice di aver maturato il convincimento che una forza politica non può nominare l’organo di governo di un’azienda industriale. Ci siamo dichiarate totalmente d’accordo con lui su questo punto. Ma abbiamo risposto che siamo anche noi un soggetto politico. Dunque, abbiamo detto che anche a noi non spetta fare nomine.

Nel rispondere al segretario del PD, gli abbiamo dato atto con riconoscenza di avere compiuto un gesto coraggioso destinato a cambiare il rapporto malato che finora ha legato la Rai al mondo della politica. Noi quel rapporto malato non lo vogliamo più.

Abbiamo scritto perciò a una istituzione, la Commissione parlamentare di vigilanza, e al suo presidente per chiedergli di adoperarsi perché vengano varate presto nuove regole per la Rai, a cominciare da quella per noi irrinunciabile di una composizione paritaria del suo CdA. Abbiamo per questo, a titolo

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