Monthly archive gennaio 2011

Le donne dicono basta. Se non ora, quando?

Vi segnalo l’ottimo articolo uscito su la Repubblica dell’amica filosofa Michela Marzano. Bella immagine dell’Italia! Per chi sembrava ossessionato dall’idea che ci si poteva fare all’estero del nostro Paese, accusando alcuni intellettuali di “tradire l’Italia” con i propri libri e i propri articoli, il risultato è eccellente. Perché ovunque, ormai, non si parla d’altro… su la Repubblica del 31/1/2011

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Storie di Donne

Cara Lorella, leggo spesso il tuo blog, ma non ho mai scritto nulla, perché le mie riflessioni mi sembrano sempre poco profonde e il mio stile è decisamente poco brillante. C’è sempre chi esprime il mio punto di vista in modo migliore di come potrei fare io. Oggi, però, prendo il coraggio a quattro mani e voglio raccontarti una storia di donne. Mi sembra giunto il momento, proprio adesso che noi donne siamo costrette a camminare a testa bassa… E’ la storia delle lavoratrici di una fabbrica nata nella città in cui vivo – Grosseto – molto tempo fa (1957). Qui non c’è una realtà industriale sviluppata e la fabbrica era una delle poche aziende in grado di dare lavoro ad un discreto numero di persone (attualmente più di 250). Nel tempo l’azienda è cresciuta, con alti e bassi, ed è arrivata ad affermarsi nel mercato, anche internazionale, dell’abbigliamento. Poi all’improvviso la crisi. Non conosco bene i dettagli, e quindi mi astengo dal riferire notizie che potrebbero essere imprecise (la stampa locale non è stata di grande aiuto) e non mi addenterò nei dettagli (cesisoni di azienda, procedure di liquidazione, cassa integrazione, ecc.) Voglio solo raccontare la storia di tante donne (madri, mogli, figlie), che sempre più spesso mi capita di incontrare e che mi parlano della loro condizione. Sono donne che da mesi lavorano senza la certezza della retribuzione (mi riferiscono di pagamenti a singhiozzo, in ritardo e parziali) che hanno accettato di lavorare in una fabbrica priva di

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ONE/11: world version!

E’ on line la versione inglese dello splendido sito olandese di gente che sta cambiando il mondo. Ci siamo anche noi!

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1 febbraio, Novara: corso di formazione politica

All’interno del secondo corso di formazione politica Segnali di Fumo a Sinistra organizzata da SEL Novara e Fabrica di Nichi Novara, incontro pubblico con Lorella Zanardo e presentazione del documentario e del libro. Via Monte San Gabriele 50/a, ore 21.…

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Fuori dalle gabbie

Prendo il metro per andare a teatro, con me i miei figli, intorno  parecchia gente, milanesi e non. D’un tratto musica da un altoparlante vicino a me… riconosco Il Triangolo di Renato Zero. C’ è un tipo con berretto e occhiali che a 2 metri da me canta. E’ bravo, sciolto, balla. Un intrattenitore. Rido, mi mette allegria. Lui  continua a cantare e invita: “tutti insieme!” “…Ma il triangolo io lo rifarei… lo rifareiiiii… lui chi è? Lui chièè!” non me lo lascio dire due volte e improvviso un duetto con questo tipo pazzo come un cavallo e simpaticissimo.  Intorno a me… mummie. Una signora mi guarda serissima, due ragazzi hanno gli occhi bassi, persino i miei figli mi chiedono perché canto. Tutti imbarazzatissimi, tutti rigidamente nella loro confort zone, quella zona che ci costruiamo intorno e entro la quale non rischiamo nulla. Il tipo scende, peccato, ho ancora voglia di ballare, capisco che è da un po’ che rinuncio al corpo e non va bene.

Entro all’Elfo Puccini a Milano e mi immergo ne L’Avaro allestito dal Teatro delle Albe di Marco Martinelli e quella gran donna di Ermanna Montanari: li seguo da sempre ma da quando mi hanno invitata a Ravenna a presentare il documentario, siamo amici. Ermanna lavora sulla voce da anni e l’emozione  che se ne ricava è fortissima e coinvolgente: un lavoro sul corpo di anni le permette di coinvolgerci in un’esperienza imperdibile. Esco dal teatro dopo averli abbracciati, dopo averli applauditi mentre Marco …

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Traduzione italiana dell’articolo apparso su NRC Handelsblad

Questa è la traduzione fatta da Larisa Isolde Boom, che ringraziamo di cuore!

Lorella controcorrente: “Frantumo la resistenza”

Le donne della televisione italiana vengono stimate soltanto per il loro valore come sex simbol, secondo Lorella Zanardo. Gli Italiani guardano la tivù rassegnati o si girano d’ altra parte. Per rompere questa apatia la Zanardo ha fatto un film, sviluppato un corso di formazione per le scuole e organizzato dibattiti. Tutto senza un euro. “C’è lavoro per decenni”.

Il documentario Il corpo delle donne di Lorella Zanardo mette il pubblico di fronte ad una realta’ molto imbarazzante. Il film è un susseguirsi di immagini quotidiane tratte dalla tivù’ italiana che disonorano le donne. Il pubblico della sala dove questa sera il film viene progettato viene inorridito dal documentario. In rete, dove tre millioni di persone hanno guardato il j’ accuse finora , questa emozione si sente da un anno e mezzo. Nel blog ilcorpodelledonne.it si possono leggere delle discussioni accese. Tantissime persone invitano la Zanardo a venire anche nelle scuole dei loro figli o nel loro centro civico per parlare della degenerazione della televisione pubblica e commerciale italiana.

Sullo schermo appare un prosciutto appeso al gancio per la carne. Accanto una ragazza nella stessa posizione. Un macellaio timbra il suo sedere con un marchio di garanzia. Un altra biondina scarsamente vestita è seduta sotto un tavolo in una gabbia di plexiglas assumendo la funzione di gamba del tavolo. Il presentatore nega che la ragazza venga umiliata:”Ha pure i buchi per respirare”.

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31 gennaio, Firenze: la discriminazione di genere dal punto di vista legale

Su iniziativa del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Firenze e dell’Ufficio della Consigliera di Parità, si terrà l’evento formativo interdisciplinare: LA DISCRIMINAZIONE DI GENERE NEI MASS MEDIA E SERVIZIO PUBBLICO TELEVISIVO. PROFILI NORMATVI E PROSPETTIVE DI CAMBIAMENTO. Con un intervento di Lorella Zanardo. Sala Auditorium del Consiglio Regionale, via Cavour 4, dalle 14.30 alle 18.30.

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